Ercolini, Irlanda: “Italiani interessati ai diversi aspetti della destinazione”

Mentre si scaldano i motori per la Ireland Week (10-17 marzo a Milano e Roma), abbiamo intervistato Marcella Ercolini, direttrice dell’ente Turismo Irlandese in Italia per fare il punto sull’andamento della stagione.

“Se le statistiche di raffronto mancano – afferma Ercolini – a causa della modifica, da parte della governance, dei parametri di monitoraggio dei dati, che non sono comparabili con quelli raccolti in passato, stiamo osservando i trend generali e possiamo dire che il turismo è in grande crescita. Il 2023 ha dato soddisfazione, il sentiment è positivo e c’è una forte domanda 2024 per l’Irlanda spalmata lungo tutto l’arco dell’anno. Per questo stiamo suggerendo di anticipare il più possibile le prenotazioni, soprattutto nelle stagioni di picco. Durante l’estate, altrimenti, sarà complicato trovare disponibilità di hospitality e i prezzi saranno più elevati”.

Collegamenti aumentati

“Per quanto riguarda i collegamenti – aggiunge – siamo molto ben posizionati. Quest’anno è stato confermato un aumento del 5% di voli rispetto al 2023. Air Lingus e, in particolare, Ryanair stanno investendo molto, forti anche della consegna di nuovi aeromobili. Dall’Italia, le rotte sono interessanti sia nella stagione estiva ma anche nel calendario invernale, che ci dà copertura fino alla primavera e permette di volare nei 5 aeroporti. Oltre a Belfast e Dublino, le due città principali, sono infatti serviti anche i tre aeroporti della costa atlantica. Questo permette di accedere direttamente e risparmiare tempi di viaggio nell’attraversamento dell’isola”.

Obiettivo turismo sostenibile

“L’Irlanda non punta a un obiettivo di crescita tout court – dichiara Ercolini – bensì a un turismo qualitativo che generi uno sviluppo sostenibile, evitando fenomeni di affollamento. L’obiettivo principale è la destagionalizzazione, creando opportunità e ragioni di viaggio lungo tutto l’arco dell’anno. Questo è l’aspetto nodale. Crescere senza una vera e propria strategia porta più danni che benefici all’economia locale. La domanda è molto forte, per cui bisogna cercare di motivare le persone a scegliere momenti diversi. La capacità aumenta, ci sono nuove aperture e conversioni, e una maggiore offerta significa consentire di andare anche in regioni con minore disponibilità di alloggi”.

Diventerà la norma

“La piena sostenibilità – specifica – riguarda tre dimensioni: economica, sociale ed ambientale. La coesistenza di queste è la vera sfida, così come l’obiettivo finale. L’Irlanda sta lavorando a una mappatura di sostenibilità unica per tutta l’isola, che determinerà i parametri e i criteri oggettivi per le azioni di sostenibilità per la filiera atte a misurare concretamente le misure per una conversione progressiva ma totale dell’industria turistica. Nel corso dell’anno cominceremo a vedere già i primi risultati di questo progetto ma già oggi offriamo tantissime esperienze sostenibili dagli alberghi, alle attrazioni, ai ristoranti”.

“In Irlanda – ha detto Ercolini – la sostenibilità diventerà la norma, non un’eccezione. Per perseguire concretamente questa visione sono fondamentali una strategia ben delineata e fondi. L’Irlanda potrebbe aumentare a 169 milioni gli investimenti che derivano sia dal Just transition fund europeo sia da stanziamenti diretti del governo irlandese dedicati al turismo rigenerativo entro il 2027”.

Italiani maturi

“L’italiano che viene in Irlanda – spiega la direttrice – ha una buona, se non ottima, preparazione culturale, è curioso e molto interessato ai diversi aspetti della destinazione. Dalle nostre ricerche, sono quelli che, con gli americani, che si fermano per un tempo maggiore, spendono di più. Ma, tra tutti, sono quelli che fanno più escursioni, che visitano più attrazioni, non vanno solo a Dublino mordi e fuggi, ma cercano di esplorare e rendersi conto di dove sono anche entrando in contatto con la cultura locale. La maggioranza è dai 25 anni in su ma molti giovani visitano il Paese con le famiglie o vanno a studiare l’inglese”.

“Il senso dell’accoglienza accomuna Italia e Irlanda – conclude Ercolini -. Gli irlandesi difficilmente ti lasciano da solo, per cui un italiano, anche se ha l’ostacolo della lingua, non si sente mai escluso o isolato”.

 

PO

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