Bluvacanze cavalca l’Ai, ma l’innovazione resta “human to human”

Mani che si stringono, sorrisi. Ci sono tutti (ministra in primis): agenzie, tour operator, società tecnologiche, fornitori, partner e competitor. E poi loro: il mondo Bluvacanze al completo – e al centro della scena – nel nuovo innovation travel hub all’interno di MR91 (nome dal suono belligerante ma che indica l’indirizzo di via Monte Rosa 91 dove l’edificio è stato riqualificato ed accoglie oggi spazi multifunzionali, ndr). E’ qui che va in scena la prima puntata di un viaggio che conduce il travel nel futuro.

L’antefatto

E’ Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze, a motivare l’evento: “Viviamo un tempo di straordinaria innovazione nel turismo e la business community è fautrice del cambiamento in atto”. Ricordando i passi fatti negli anni di fermo dovuti al Covid e prima della ripartenza, il manager commenta: “Abbiamo portato avanti un processo di rilancio per tutte e tre le divisioni, Going, Cisalpina e Bluvacanze, grazie ad investimenti in tecnologia b2b, al lancio del tailor made, al potenziamento dei resort, al lancio di going4cruises con le esperienze sul territorio, all’area incoming. Per Cisalpina, la Tmc del gruppo – continua –  è stato portato avanti un processo di internazionalizzazione. Siamo presenti in Brasile, Turchia, Cipro, Amburgo, Londra e poi ancora Ginevra, Parigi e Madrid. Il prossimo anno andremo verso la parte Est del mondo”. Ma è sulla terza area di business, quella dedicata al retail che il gruppo vuole mostrare lo sviluppo promosso a livello tecnologico. L’innovation travel hub dove trova sede l’agenzia è la testimonianza di un cambio culturale e “della costruzione di un modello di servizio che mette al centro il cliente, con un’assistenza h24 e il lancio della prima interfaccia di intelligenza artificiale che aiuta il cliente a costruire e acquistare una vacanza”.

L’obiettivo

L’obiettivo del piano – e in particolare del travel hub – è quello di portare la relazione ad un “altro livello: da online ad offline – prosegue Pellegrino – dove i clienti possono trovare spazi fisici e persone con competenze, in modo da erogare quel servizio human to human che fa la differenza” e sta riportando all’interno della distribuzione tradizionale i consumatori.

Il dado è tratto

A spiegare che il cambiamento è già avvenuto e presto avrà sembianza ancora diverse è Alessandro Scartezzini, ceo di t2ò, agenzia di marketing digitale specializzata in turismo e con attività in campo internazionale. Si parte dai dati del Politecnico di Milano per inquadrare l’area in cui le aziende di turismo operano: “Una prenotazione su due passa dal digitale; il 63% di queste passano dalle Ota internazionali, che solo l’anno scorso hanno investito in digital advertising 14 miliardi di dollari. Se vogliamo confrontarci con i big player non possiamo equiparare i budget pubblicitari, che per loro rappresentano il 20% del fatturato – afferma Scartezzini – ma dobbiamo sfruttare le tecnologie per ottimizzare gli investimenti e la relazione con i clienti. In questo l’intelligenza artificiale viene in aiuto”. Una scienza che già allo stato attuale non si limita a creare contenuti, ma immagini di paesaggi e soprattutto consente di predire i flussi turistici e capire ogni anno, in base ai cambiamenti delle abitudini, ai fattori esogeni, quali sono le previsioni dei flussi e dove andranno”. Un vantaggio competitivo perché consente di programmare i budget pubblicitari e migliorare il prodotto stesso, attraverso il monitoraggio delle recensioni, ad esempio, che consentono di capire se un hotel funziona o meno”. Lo sviluppo delle tecnologie predittive è avvenuto, ora si combinano con le abitudini dei consumatori e si targettizzano le offerte.

Il prossimo passo

Il prossimo passo è quello della creazione di un vero e proprio travel assistant. “Ci sono dei software – spiega Scartezzini – che permettono di delegare l’organizzazione della nostra vacanza, indicando preferenze, budget e questi assistenti virtuali sono in grado di fornire opzioni di prenotazione e in futuro potranno anche prenotare usando la nostra carta di credito – prosegue – e ci accompagneranno poi in vacanza, spiegandoci quali sono le cose belle da vedere nel territorio”.

La difesa possibile

Come potrà difendersi un gruppo come Bluvacanze da queste tecnologie così spinte? La risposta è una: “Creando un’esperienza mista, che passa dall’online all’incontro con consulenti fisici in grado di consigliarmi e farmi vivere al meglio l’esperienza di viaggio”.

Il cambio culturale

Il punto di partenza, secondo Pellegrino, è il cambio culturale: “Vogliamo abbracciare la tecnologia senza combatterla, ma metterla a sistema portando il valore aggiunto del fattore umano e della sua esperienza sul campo. La roadmap non è chiarissima, ma è certo che dobbiamo restare vicini alla tecnologia e renderla fruibile. Oggi con l’intelligenza artificiale vediamo un’asticella che sale ulteriormente e noi la cavalcheremo con un approccio human to human”.

Laura Dominici

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