Open air ed estero nei piani di espansione di Nicolaus

Una sfilza di aperture tra Italia ed estero e la grande novità dell’investimento nel format open air luxury in Puglia. Sono le novità di prodotte anticipate da Giuseppe Pagliara, amministratore delegato di Nicolaus Tour, in occasione di Btm a Bari.

Il coraggio dell’imprenditore

Presentando l’evoluzione del suo gruppo, Pagliara ha sottolineato l’impegno di una “family company” che si è fatta strada in Puglia e successivamente nel resto d’Italia e nel mondo promuovendo “un’emigrazione al contrario”. Mentre i flussi dei lavoratori risalivano a Nord, lui e il fratello sono riusciti a convogliare ad Ostuni professionalità di alto livello provenienti da altre regioni italiane e “promuovendo un’industria pulita”. Partito dal territorio, il gruppo ha man mano ampliato il raggio d’azione, dopo la Puglia la Sardegna e poi tutto il resto, comprese le acquisizioni più recenti di brand del settore: “Una mossa inevitabile per fare in modo di assicurare flussi turistici tutto l’anno e dare ai propri dipendenti una copertura lavorativa più estesa”. E’ proprio il turismo esperienziale e l’offerta upscale “che permette di internazionalizzare le presenze e destagionalizzare”, ha precisato.

Gli obiettivi

Una scelta strategica che sta dando i suoi frutti: “Nel 2023 abbiamo registrato un fatturato di 148 milioni di euro – dichiara Pagliara – con la previsione di raggiungere i 170 milioni nell’esercizio finanziario in corso, pari ad una crescita media annua del 25% negli ultimi dieci anni, e con un piano di investimenti in tecnologia del valore di 1,5 milioni all’anno”. Il periodo pandemico, tra l’altro, ha contribuito a valorizzare il prodotto Italia, “con la conseguente aggressione da parte dei mercati internazionali – ha aggiunto l’imprenditore – costringendo il settore (e loro, ndr) a gestire direttamente le strutture”.

La pipeline di aperture

In tema di evoluzione della pipeline, Pagliara ha tenuto a fare un distinguo: “Un conto è la gestione, altro è la commercializzazione. Il nostro modello di sviluppo prevede le gestioni e le affiliazioni in alcune mete del mondo”. Guardando al mappamondo, ha spiegato: “In Grecia e Spagna è difficile trovare gestioni, in quanto mercati presi di mira dai grandi operatori del Centro-Nord Europa. Noi abbiamo fatto un investimento su lungo raggio alle Maldive e a Zanzibar e avremo altre due strutture, una a Zanzibar e l’altra alle Maldive”. Non sono le uniche novità: “Anche Egitto e Tunisia sono mercati interessanti e che permettono crescite veloci – ha ammesso -. Avremo un Valtur in Egitto ed altre aperture nel Paese nordafricano”. In Puglia l’operatore ha condotto due operazioni di acquisizione: “Si tratta di due investimenti, uno in una masseria a marchio Raro che aprirà nell’estate del 2025 e poi abbiamo scommesso in un prodotto open air luxury sempre in Puglia, un format nel quale credo molto – ha commentato il manager -. A questo si aggiungono affitti lunghi per un 5 stelle di Gallipoli che farà il suo ingresso nella programmazione nel 2025 ed abbiamo chiuso il contratto per un resort nel Gargano da 185 camere, con una parte 4 stelle e un’altra 5 stelle e 220 ettari di baia privata”.

Laura Dominici

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