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Riapre Palazzo Durazzo, a Genova un nuovo concetto di ospitalità

Nel cuore della città vecchia, affacciato su via del Campo da un lato e sul porto antico dall’altro, Palazzo Durazzo ha introdotto un nuovo concetto di ospitalità a Genova. Proprietà dei discendenti della famiglia genovese che ne commissionò la costruzione più di quattrocento anni fa, questo palazzo ha riaperto le porte l’estate scorsa dopo un restauro durato sette anni. Oggi l’hotel offre dodici suite, ognuna diversa dall’altra, una lounge con bar sviluppato su due piani e una sala affrescata per la colazione con vista sul porto.

Il ritorno alle origini

La costruzione del Palazzo fu commissionata nel 1624 dalla famiglia Durazzo per accogliere gli ospiti più illustri in visita a Genova, poiché il suo sfarzo rappresentava il potere della Repubblica. Dopo anni in cui venne utilizzato come campus universitario, l’edificio torna oggi alle sue origini a seguito del restauro curato dall’architetto Emanuela Brignone Cattaneo moglie del proprietario Giacomo Cattaneo Adorno e sotto la direzione artistica di Cesare Barro, con l’obiettivo di trasformare la scena dell’ospitalità in città.

Grazie alla sua forte visione creativa, alla sua esperienza e all’amore per la città, Emanuela Brignone Cattaneo è stata fondamentale per il progetto di restauro dell’edificio parte del complesso dei Palazzi dei Rolli, patrimonio dell’Unesco diventato una delle aperture più attese degli ultimi anni nella scena genovese.

L’idea alla base del progetto è sempre stata quella di rispettare quanto più possibile l’eredità storica del palazzo, mantenendo le sue caratteristiche architettoniche originali, tra cui la facciata sontuosamente decorata, i saloni eleganti, gli affreschi e il pavimento del terrazzo, apportando un tocco contemporaneo grazie all’esposizione di opere di artisti come Sam Falls, June Paik e Tomás Saraceno.

“Il Palazzo, da sempre proprietà della famiglia di mio marito, ha accolto le figure più prominenti in visita a Genova; da cardinali a principi, passando per governatori e uomini di Stato: ci sembrava naturale, quindi, restituirgli il prestigio di un tempo. Palazzo Durazzo, come appare oggi, è il frutto di sette anni di un attento restauro mirato a preservare la sua storia. Gli ospiti sono invitati a provare una nuova esperienza in questa città ricca di cultura, che viene molto spesso sottovalutata”.

Le suite

Ogni suite dell’hotel abbina elementi storici e pezzi d’antiquariato, al design italiano contemporaneo. Per gli amanti dell’arte barocca sono perfette la suite Il Doge, con vista sul porto e il soffitto affrescato che celebra la gloria del primo proprietario Stefano Durazzo.

La Quattro Stagioni, con il letto a baldacchino e una cappella privata al suo interno, oppure L’Oriente, dove la carta da parati Chinoiserie importata dalla Compagnie des Indes si sposa perfettamente con i tritoni del XVII secolo affrescati da Domenico Parodi.

Considerato come uno dei più importanti artisti della sua epoca, Parodi era molto richiesto dalle famiglie più facoltose di Genova ed era a capo di uno degli studi più importanti della città, dove lavoravano scultori, pittori e progettisti.

Il forte legame della famiglia Durazzo con il mare trova il suo climax nella suite La Conchiglia, il cui soffitto è costellato di conchiglie. Al piano superiore si trovano le suite più moderne, come La Cupola, completamente bianca; I Costumi, caratterizzata da una palette di toni neutri e Le Ceramiche, un santuario di pace e tranquillità.

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