Santanché e il travel: “La politica è quella di ascoltare”

E’ avvenuta ieri l’inaugurazione del Travel Innovation Hub del Gruppo Bluvacanze, come annunciato il nuovo flagship store sarà un punto di riferimento e area di sperimentazione per i 300 punti vendita Bluvacanze-Vivere&Viaggiare e per le 600 adv del polo distributivo Blunet. Ad essere presente anche il ministro del Turismo, Daniela Santanché. A lei il compito di fare il punto sul settore e su ciò che è stato fatto dal dicastero per il comparto. Il ministro ha ricordato come il travel sia un settore “che ha risentito molto degli effetti della pandemia, in particolare le adv e i t.o”, ha detto,  ricordando anche che, “a fine dell’anno scorso abbiamo pagato 13,7 milioni di euro. Grazie al Pnrr 1 miliardo e 380 milioni sono andati alle strutture ricettive“.

Turismo e sport

Nel suo intervento Santanché ha ribadito che oggi la “parola d’ordine è destagionalizzare. Per farlo stiamo cercando di far venire in Italia tutti gli eventi sportivi“. Tra quelli citati ci sono la Ryder Cup a Roma, gli Atp a Torino, discipline come il rugby o il basket, sottolineando il valore che può avere il connubio tra sport e turismo.

“Si deve puntare ad avere un turismo tutti i mesi dell’anno, aiutare i comuni con meno di 5mila abitanti“. Poi una menzione ai borghi, “ne abbiamo 5600 con una produzione del 90% delle nostre eccellenze enogastronomiche e i souvenir oggi sono cambiati, sono diventati i prodotti”.

Il Giubileo 2025

Poi i grandi eventi. Nel 2025 ci sarà il Giubileo per cui sono previsti 30 mln di pellegrini in Italia, “la sfida non è solo di Roma, ma di creare un’offerta turistica per farli rimanere”, ha affermato, sottolineando che “la permanenza in Italia per il Giubileo è calcolata sulle 7 notti“.

Le carenze da superare

Ci sono però anche alcuni aspetti critici messi in luce dal ministro, in termini di carenze ancora presenti nel nostro Paese. Uno è la mancanza di una squadra Italia, nel senso che manca la consapevolezza di cosa voglia dire essere italiani. “Dobbiamo sfruttare maggiormente la voglia d’Italia che c’è nel mondo“, esorta Santanché.

Un altro punto messo in evidenza è che “si è sempre contato il numero di teste di turisti, non quanto spendevano sul territorio. Inoltre, in alcune regioni soffriamo di overtourism – afferma -, forse perché non siamo stati capaci di organizzarlo (il turismo, ndr)”. A suo dire la soluzione “non è aumentare la tassa di soggiorno”, è un discorso che deve passare anche “dagli operatori del turismo. Tutto è fondamentale, eventi, fiere, congressi”.

La politica e il travel

Interpellata in merito ai rapporti che la politica intrattiene con i vertici della travel industry, Santanché ha sottolineato che “la politica è quella di ascoltare. Io ascolto tutte le associazioni di categoria, non si possono prendere decisioni senza ascoltare chi lavora, per esempio questa settimana ho un tavolo con gli Appennini e con i player – ha fatto presente il ministro -. Bisogna ascoltare e non disturbare chi lavora, troppo spesso lacci e lacciuoli e la burocrazia impediscono di sviluppare la ricchezza tramite le imprese”. Il tentativo è quello di superarli.

Infine, una menzione al Sud Italia, area del Paese in cui il ministro afferma di credere molto, ma sottolinea anche che “c’è bisogno di infrastrutture, bisogna recuperare questo gap troppo grande. Pensiamo ad esempio all’Alta Velocità e al fatto che sempre più i turisti quando arrivano in Italia si spostano con il treno”.

Stefania Vicini

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