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Alexa Smart Properties Hospitality, l’Italia secondo mercato

Alexa smart properties hospitality ha debuttato circa un anno fa negli alberghi italiani, uno strumento in più a disposizione di ospiti e personale che agevola ogni fase del soggiorno. “Oggi nel mondo oltre un miliardo di dispositivi sono connessi ad Alexa, ma nell’ambito dell’ospitalità sono più articolate le sue funzioni che spaziano dalle informazioni sulla destinazione, passando per i servizi presenti in hotel fino a diventare una sorta di voice concierge customizzata sull’esperienza del cliente. -spiega Pietro Catello, head of Eu strategic accounts di Amazon– Non solo, ricopre anche un importante ruolo di supporto per lo staff delle strutture, velocizzando e semplificando l’operatività quotidiana”.

L’Italia secondo mercato

Ad un solo anno dal lancio, l’Italia rappresenta il Paese in più rapida crescita dopo gli Stati Uniti per adozione del servizio Alexa Smart Properties Hospitality: sono già migliaia le camere d’hotel equipaggiate e si stima che entro la fine dell’anno si possano raggiungere oltre un milione di interazioni. “I numeri dimostrano che il nostro Paese sta abbracciando questo nuovo servizio. -prosegue Catelli- Il 75% dei turisti utilizza Alexa negli hotel che ne sono provvisti,  incide del +30% sull’accelerazione dei servizi da parte del personale e del +12% sui ricavi dei servizi in camera”. Tra le domande più frequenti da parte degli ospiti: informazioni su hotel e località che lo ospita, seguiti da musica e richieste allo staff.

La collaborazione con Bwh

A dare ulteriore slancio ad Alexa Smart Properties Hospitality la collaborazione con Bwh Hotels Italia & Malta ed Aetherna. “Oggi il gruppo conta 170 strutture sul territorio nazionale e a Malta e oltre 4300 in tutto il mondo. -afferma Sara Digiesi, Ceo Bwh Hotels Italia & Malta– Il 2023 si è chiuso, nel nostro Paese, con un fatturato di 365 milioni di euro e 4.5 milioni di presenze. Oggi la tecnologia è un aspetto sempre più importante e influente all’interno dell’esperienza di soggiorno e siamo orgogliosi di essere protagonisti di questo progetto pilota che ci auguriamo possa presto coinvolgere altre strutture all’estero. Non solo, i membri del loyalty program Best Western Rewards avranno accesso ad ulteriori facilitazioni e servizi, sempre più tailor made grazie ad Alexa”.

A inaugurare questo nuovo percorso del gruppo è stato il Best Western Plus Hotel de’ Capuleti di Verona che, nei primi 90 giorni di utilizzo, ha registrato oltre 14.000 interazioni da parte degli ospiti e dello staff. A breve, nel circuito virtuoso dell’innovazione digitale, entreranno: Best Western Hotel Cristallo di Rovigo, Best Western Plus Hotel Soave di San Bonifacio, Best Western Hotel Regina Elena di Santa Margherita Ligure, Best Western Plus Tigullio Royal di Rapallo e il Best Western Hotel Astrid di Roma. “Questo accordo conferma la nostra ricerca di soluzioni sempre capaci di considerare le nuove abitudini ed esigenze dei nostri ospiti, in un processo di costante evoluzione” conclude Sara Digiesi.

Verso l’effetto wow

Un ruolo fondamentale nel mettere a terra il progetto è quello svolto da Aetherna, azienda del gruppo Tiscali, specializzata in consulenza tecnologica per il comparto ospitalità. “Il nostro approccio nel portare l’innovazione tecnologica in hotel si basa su due pilastri fondamentali. -dichiara Mariangela Colasanti, head of product– Valorizzare la struttura stessa in cui eroghiamo i servizi, ma senza standardizzarli. e un aspetto progettuale integrato tra le tecnologie in continua evoluzione. A questo si aggiunge una massima personalizzazione delle funzionalità di Alexa a seconda dei brand e degli hotel in cui è presente, come ad esempio l’integrazione con la domotica che garantisce un vero effetto wow in camera. Ogni passo verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle operazioni alberghiere non è semplicemente un miglioramento tecnico, ma un salto qualitativo nell’esperienza degli ospiti. Stiamo migliorando l’esperienza in struttura attraverso la tecnologia, ma soprattutto ridefinendo il modo in cui gli hotel interagiscono con i loro ospiti”.

L’IA nel quotidiano

Ma quanto la tecnologia entra nella nostra quotidianità? A fotografare la situazione è l’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano. “In Italia il 90% delle persone che ha accesso a internet ha interagito con un assistente vocale, mentre il 47% con altre funzionalità dell’IA. -conclude la direttrice Eleonora Lorenzini– Tra i principali motivi di utilizzo la musica (47%), il meteo (42%) e la sveglia (40%). Le strutture ricettive stanno rispondendo e si stanno adeguando a una domanda in costante crescita sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale che supporta un’esperienza sempre più ricca e agevole da parte del cliente. Tra i principali investimenti in questo ambito figurano i chatbot e la domotica, intanto il 18% delle strutture alberghiere ed extra alberghiere sta allocando risorse nel settore”.

Sveva Faldella

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