Toscana: veto alle adv, no all’uso di mezzi di trasporto propri per i pacchetti

Fiavet Toscana affida ad una nota il suo commento sullo stralcio, da parte della Giunta Regionale Toscana, del comma che, in sede di revisione della Legge regionale, dava alle agenzie di viaggi la possibilità di impiegare mezzi di trasporto propri. Riceviamo e pubblichiamo la nota con il commento della Fiavet regionale.

Una sconfitta per i territori

“La Giunta regionale toscana ha ceduto alle pressioni di Cna ed ha stralciato dal testo che costituisce la revisione della LR sul turismo il comma che dava alle agenzie di viaggio la possibilità di impiegare propri mezzi di trasporto per completare i pacchetti offerti ai propri clienti, applicando una sentenza del Consiglio di Stato (la N° 4898/09 del 4/08/2009).

Una sconfitta per i territori e per qualsiasi politica di delocalizzazione, vista la insostenibile carenza di mezzi di trasporto in rapporto ad una domanda cresciuta negli ultimi anni in modo esponenziale – si fa presente -. E’ il caso di ricordare che, secondo il Consiglio di Stato, negare alle agenzie tale facoltà costituirebbe ‘… una evidente lesione dell’art. 41 Costituzione, con riferimento alla libertà di iniziativa economica, sia in quanto si porrebbe una irragionevole limitazione all’attività delle agenzie di viaggio, sia in quanto verrebbe a crearsi, di fatto, una sorta di ‘riserva monopolistica’ delle imprese di trasporto, alle quali, per la organizzazione di viaggi o di escursioni, le agenzie di viaggio dovrebbero rivolgersi, non già per propria libera scelta imprenditoriale, bensì per (irragionevole) obbligo di legge‘.

Incredibile – prosegue Fiavet Toscana – da parte della Giunta l’accettazione della obbiettiva posizione di privilegio di Ncc e taxi che sancisce la mancanza di concorrenza e priva la filiera degli strumenti necessari per far fronte alla domanda crescente di trasporti“.

Aprire al concetto di concorrenza

La regionale fa poi notare che, “senza concorrenti e bloccando le concessioni di nuove licenze, le categorie protette impongono tariffe sempre più insostenibili, a danno dell’intera filiera e delle destinazioni, che non verranno mai raggiunte da alcun flusso. Nonostante questa battuta d’arresto la nostra battaglia non finisce qui. L’opinione pubblica è ormai ben consapevole che nel settore occorre una profonda liberalizzazione ed una apertura alla concorrenza. E’ solo questione di tempo e la trasparenza prevarrà anche in questo settore. La politica prima o poi dovrà riconoscere la realtà delle cose ed aprire al concetto di concorrenza, come avviene in tutta Europa e in tutto il mondo”.

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