Gen Ai e dati per equilibrare budget, Esg e soddisfazione

Per un fornitore di soluzioni tecnologiche la travel industry rappresenta un bacino di sfide in continua evoluzione, nel quale l’asticella si sposta ogni giorno più in alto. Guida Viaggi ne ha parlato con Andrea Piccinelli, Head of Sap Concur Italy.

“Le principali sfide nel settore dei viaggi – spiega – riguardano attualmente la gestione dei costi e la soddisfazione dei viaggiatori d’affari. La costante attenzione al budget è una priorità, e secondo una ricerca di Sap Concur, il 92% dei viaggiatori d’affari ritiene che il proprio lavoro dipenda dai viaggi. La tensione finanziaria è aumentata e le aziende cercano soluzioni tecnologiche come le nostre per ottimizzare la gestione delle spese e dei viaggi. Inoltre, la sostenibilità, intesa non solo in ambito ecologico ma anche sociale, per garantire opportunità di viaggio ed equità a tutti i dipendenti, considerando diversità di orientamento sessuale, età e genere, è diventata cruciale per affrontare le sfide attuali e future”.

Specificità Italia

Il mercato Italia presenta differenze e peculiarità rispetto al resto del mondo che un fornitore globale deve tenere 

presenti.

“Il mercato italiano – conferma Piccinelli – presenta specificità legate alla cultura aziendale e alle dinamiche economiche locali. La flessibilità e l’adattabilità delle nostre soluzioni sono fondamentali per soddisfare le esigenze specifiche del contesto italiano. Inoltre, l’accelerazione verso l’adozione delle tariffe New Distribution Capability (Ndc) e l’attenzione crescente alla sostenibilità e alla diversità aggiungono un ulteriore livello di complessità. Tuttavia, la globalizzazione delle aziende richiede soluzioni che possano adattarsi alle sfide uniche di ciascun mercato, garantendo coerenza e efficienza a livello mondiale”.

“Sap Concur si allinea alle tendenze di mercato – prosegue – e alle mutate esigenze dei clienti con costanti investimenti. Le innovazioni future si concentreranno sull’Ai e sull’automazione per potenziare l’efficienza decisionale su tutto il processo Travel & Expense. L’obiettivo resta quello di offrire soluzioni agili e personalizzate che assistano le aziende nell’affrontare le sfide presenti e future, enfatizzando l’agilità e l’adattabilità delle esperienze di viaggio”.

Ai e machine learning integrati

Quali saranno, dunque, gli ambiti di digitalizzazione e automazione che vedranno lo sviluppo più rapido?

”L’automazione dell’Ai e l’analisi dei dati saranno fondamentali. Nel 2024, prevediamo un rapido sviluppo nell’uso di tecnologie emergenti per migliorare la gestione del rischio e velocizzare il processo decisionale. L’Ai generativa permetterà ai dipendenti di fornire valutazioni basate sui dati in modo più preciso, ottimizzando la pianificazione dei viaggi e riducendo i costi. La qualità e l’usabilità dei dati, migliorati dall’Ai, saranno essenziali per affrontare le incertezze attuali. L’Ai e il machine learning sono già elementi integrati nelle nelle nostre soluzioni da diversi anni, ad esempio nel controllo delle spese, e diventeranno ancora più diffusi. L’automazione consentirà una più rapida analisi dei dati, facilitando la previsione e la pianificazione strategica. La capacità di apprendimento delle macchine sarà sfruttata per ottimizzare processi, personalizzare esperienze e supportare decisioni più informate nell’ambito dei viaggi d’affari”.

“Agilità, sostenibilità e personalizzazione saranno le parole chiave – conclude Piccinelli -. L’agilità nelle soluzioni per affrontare le mutevoli sfide aziendali, la sostenibilità come imperativo etico ed economico e la personalizzazione nell’offrire esperienze di viaggio uniche e adattate alle esigenze specifiche dei viaggiatori d’affari.

Il sondaggio

Secondo la maggior parte dei chief financial officer, intervistati nel sondaggio Sap Concur Cfo Insights, l’Ai offre opportunità inedite per il settore. I principali benefici sono rappresentati da una maggiore efficienza delle operazioni aziendali (82%), migliore qualità degli approfondimenti (28%) e una più marcata accuratezza delle previsioni (24%). Tuttavia, molti cfo sono preoccupati dall’impatto che la tecnologia potrebbe avere, nel lungo periodo, sul loro ruolo. Il 68% teme, ad esempio, che l’IA minacci la propria posizione, mentre il 31% la considera un rischio per i componenti del team finanziario. Legittimi dubbi che però vengono fugati se si procede a un’adozione delle nuove tecnologie disponibili nel pieno rispetto della privacy dei dati e delle policy aziendali.

Contro l’incertezza

L’intelligenza artificiale può essere uno strumento importante nella battaglia contro il più grande nemico dei cfo di oggi: l’incertezza. Secondo il sondaggio, infatti, nove cfo su 10 considerano anticipare gli imprevisti come proprio compito principale. Tuttavia, nell’esaminare le sfide interne più impegnative, il 56% dei manager si concentra sulla complessità dell’elaborazione di previsioni e budget. I leader finanziari riscontrano difficoltà a stilare una pianificazione efficace per la persistente imprevedibilità delle condizioni economiche (il 56%), dei rischi legati ai prezzi (il 45%) e dell’imprecisione dello storico (il 38%). Inoltre, il 27% degli intervistati sostiene che la crescente richiesta di agilità nelle previsioni genera grandi sfide, specialmente quando i team finanziari sono sommersi di attività che riguardano diverse aree dell’azienda.

La maggior parte dei manager sta rispondendo a queste sfide senza tagliare i costi, ma cercando di ottenere maggiori informazioni grazie al contributo delle nuove tecnologie. Il 57% dei cfo afferma di affrontarle aumentando il monitoraggio dell’andamento del mercato, mentre il 40% promuove l’innovazione come risposta. Il 55% della categoria sta già investendo in strumenti di analisi dei dati e di reporting, includendo nei processi l’intelligenza artificiale. L’Ai può, infatti, sia migliorare le operazioni dei team finance, sia portare nuovo valore all’intera azienda, posizionando il team a riporto del cfo come una guida nei periodi di incertezza.

Migliore utilizzo del tempo

Tipicamente, un team finanziario passa dal 40 al 70% del proprio tempo a raccogliere e correggere dati. L’intelligenza artificiale e gli analytics rivoluzionano le operazioni dei dipendenti, sollevando le persone da questi incarichi di routine, riducendo gli errori e migliorando la conformità dei dati. Ad esempio, la tecnologia può automatizzare azioni ripetitive come l’inserimento delle fatture, il monitoraggio dei crediti e la registrazione delle transazioni di pagamento. Tra i vantaggi che l’Ai può apportare si annoverano anche un più fluido abbinamento di anagrafiche e fatture, unita a un’elaborazione di strategie di pagamento e riscossione più rapide. L’utilizzo dell’Ai può anche perfezionare i pagamenti delle imposte, permettendo così ai dipendenti di risparmiare tempo, ottimizzando le operazioni e scongiurando il rischio di frodi. Questi sono alcuni dei plus individuati che spingono il 47% dei cfo a giudicare positivamente l’impatto dell’Ai, liberando tempo per altre attività e riducendo fortemente la percentuale d’errore.

Mentre le aziende cercano di migliorare la gestione dei dati, l’intelligenza artificiale può inoltre contribuire a far rispettare in modo proattivo le policy aziendali e gli standard qualitativi interni. Gli strumenti infatti rilevano gli errori durante l’elaborazione delle transazioni finanziarie e suggeriscono correzioni basate sullo storico. L’Ai è quindi particolarmente utile per supportare le persone nelle attività ripetitive, più soggette a errori umani e che richiedono tempo. Automatizzando i processi e migliorando i risultati in definitiva si liberano risorse e tempo. Chi la utilizzerà potrà dunque dedicare le proprie giornate a impieghi di maggior valore, accrescendo così la propria soddisfazione lavorativa e ottenendo migliori risultati.

Il ruolo rinnovato

Anche i responsabili finanziari possono sfruttare l’intelligenza artificiale per ridisegnare i confini del proprio ruolo. L’intelligenza artificiale può infatti offrire una moltitudine di opportunità ai cfo, in particolare per quanto riguarda la qualità e la profondità delle informazioni disponibili. Gli insight basati sull’intelligenza artificiale fotografano e si adattano agli eventi aziendali nel momento in cui si verificano. Ad esempio, la tecnologia può aiutare i team a fare previsioni in tempo quasi reale, supportando la pianificazione della domanda attraverso l’analisi di fattori esterni e generando piani finanziari su misura.

Con queste nuove conoscenze, i cfo possono migliorare il loro processo decisionale e aiutare l’azienda a diventare più proattiva nel rispondere ai cambiamenti. È forse per questo che sei cfo su dieci ritengono che l’Ai sarà uno strumento fondamentale per gestire gli imprevisti (61%). L’utilizzo dell’Ai può anche consentire ai cfo di attingere ai dati operativi per identificare tendenze e opportunità in tutta l’organizzazione.

Oltre a essere il garante della compliance e dei ricavi, un cfo che sfrutta l’Ai può rappresentare una guida per far funzionare meglio l’azienda. Ad esempio, può aiutare le vendite e il marketing a generare attività più significative aumentando i ricavi, oppure liberare più tempo per la ricerca e lo sviluppo e l’innovazione. Nel frattempo, tutte le funzioni critiche di supporto, come le risorse umane, l’ufficio legale e l’amministrazione possono lavorare più velocemente, sapendo che i loro dati sono più accurati e aggiornati. Grazie a questo approccio, i responsabili finanziari possono aiutare le altre aree dell’azienda a semplificare e innovare per essere a prova di futuro.

L’entusiasmo per il potenziale dell’IA deve andare di pari passo con la consapevolezza di un utilizzo corretto. Come tutte le tecnologie, il modo in cui l’Ai viene utilizzata ne determina l’efficacia e per i responsabili finanziari ci sono diverse considerazioni da fare, dalla privacy, alla sicurezza dei dati, fino ai pregiudizi legati all’innovazione.

 

 

 

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