Sfide aviation: la prenotazione perfetta non esiste ancora

Il settore aereo ha diverse sfide da affrontare, dal punto di vista dei vettori, dei sistemi aeroportuali, dei passeggeri. Due i focus: tecnologie e operatività quotidiana degli addetti ai lavori, le adv.

“Ci sono tante sfide – sostiene Michele Mauri, managing director AlixPartners -, dal ritorno nel post pandemia, ai tanti ricavi e tanta profittabilità mai vista nel settore aereo, soprattutto europeo; pertanto, la grande sfida è mantenerla, questa profittabilità – afferma il manager -, ma non è facile. I vettori, che hanno sempre vissuto con difficoltà una profittabilità limitata, oggi devono cercare di avere disciplina nei prezzi e non sarà facile”.

Le grandi sfide del settore

Mauri indica alcune di quelle che saranno le criticità con cui il settore dovrà confrontarsi. Un’altra sfida, per esempio, è la decarbonizzazione. “Il costo è sempre più alto e dal 2024 i permessi gratis scenderanno del 25%, l’anno prossimo scenderanno del 50% e nel 2026 non ci saranno più permessi. Pertanto – spiega Mauri – ci saranno ulteriori costi, che i vettori non hanno ancora visto, e che dovranno essere riversati e, ancora una volta, li riverseranno sui prezzi”.

Altri problemi sono rappresentati dai costi in generale. Mauri fa riferimento al costo del carburante che è “più alto rispetto al passato, c’è uno spread molto forte tra il costo del brent e il costo del carburante aviation, il che comporta maggiori costi. Oggi i vettori riescono a fare soldi grazie ai prezzi un po’ più alti, ma in futuro avranno un problema di gestione dei margini“.

L’altro punto messo in evidenza è quello legato alla sostenibilità con il target del net zero nel 2050. Un traguardo che “tutti vedono molto lontano, ma in realtà è difficilissimo da raggiungere, quasi impossibile – sostiene il manager -. Molti stanno cercando di attrezzarsi, acquistando nuovi aeromobili che consumano meno, ma se oggi si vuole comprare un A320 da aggiungere alla propria flotta, la fila è lunga, e prima del 2029 non ci si riesce”.

Un’altra sfida è il recupero del Saf, “una delle altre cose più problematiche per l’industry. E’ il driver più importante per raggiungere i vincoli di sostenibilità, ma non ce n’è abbastanza ed è molto costoso”.

Il fronte del pricing

Cosa succederà in termini di pricing? Ad intervenire sul tema spinoso è Tommaso Fumelli, vp sales Italy Ita Airways. A suo dire sarà sicuramente “un anno di cambiamenti, di livellamenti tra domanda e offerta che porterà ad un equilibrio maggiore rispetto agli ultimi due anni”.

Parlando di Ita, il suo impegno sarà concentrato sugli “obiettivi di sostenibilità finanziari, che sono importanti, sullo sfruttare al massimo la capacità, lo scorso anno abbiamo raggiunto livelli importanti e per quest’anno la sfida lo è ancora di più, pertanto, massima efficienza sul riempimento delle cabine”, afferma Fumelli.

Un aspetto a cui viene dato valore è il sostegno alla parte del trade, “su 100 passeggeri, 65 sono generati dai partner trade; quindi, c’è un grande focus sugli accordi di incentivazione, sul sostegno alle adv. Tutto si deve riflettere in una crescita, come avvenuto negli anni precedenti. Nel 2024 c’è un incremento del 25% sui tre settori di rete, sugli intercontinentali cresceremo oltre il 40%, una crescita importante da onorare”.

Il manager fa presente che ci sono rotte in partenza sulla Summer, il Roma-Chicago ad aprile, il Roma-Toronto da maggio, c’è anche una apertura di tre rotte sull’Area del Golfo e sul West Africa. Poi ci sono “i prodotti storici lungo raggio come il Roma-Buenos Aires” che per la Summer aumenterà di due frequenze. La Summer conta 56 destinazioni e “un impegno forte per portare risultati importanti anche nel 2024”.

Tra Giubileo e Olimpiadi

Dalla compagnia al sistema aeroportuale di Milano per vedere come si stanno attrezzando gli scali anche in vista di due appuntamenti importanti quali il Giubileo 2025 e le Olimpiadi del 2026.  “Due eventi che ci toccano marginalmente, ma ci vedranno protagonisti in un certo senso”, a parlare è Andrea Tucci, vice president aviation business development, Sea Aeroporti di Milano.

Nel primo caso, i pellegrini che arriveranno a Roma, gireranno per tutto il Paese, a fronte di ciò “anche Milano si sta attrezzando per accogliere. Ciò aiuterà ancora di più la città che sta diventando una destinazione”. E Tucci fa presente che la crescita è molto di più nell’incoming rispetto all’outgoing. “Sul 2019 abbiamo recuperato il 108-109% di traffico incoming. Abbiamo una catchment area che è pronta ad accogliere”.

Certo, Tucci lo dice chiaramente “il Giubileo avrà Roma come punto prevalente, soprattutto per quanto riguarda la parte area, ma noi accoglieremo una parte dei pellegrini perché abbiamo molte rotte che Roma non serve”. Quanto alle Olimpiadi si prevede “un incremento di traffico”.

Parlando di sfide per il futuro, Tucci sostiene che l’aeroporto si dovrà preparare per “accogliere la domanda dei vettori”, si dovrà avere il Saf disponibile, “c’è la battaglia per poter avere quanto più Saf possibile a prezzi i più contenuti possibile. Ora il rapporto è 1 a 5″.

Tra le sfide indicate da Tucci c’è “aiutare i vettori a essere più efficienti, anche dal punto di vista degli investimenti, non puntando solo sul biometrico, che è il must per i passeggeri, ma avendo delle piattaforme di dialogo tra tutto il sistema aeroportuale che aiutino a dialogare e a risolvere i problemi operativi”. Quindi prevenire e avere una fonte di informazioni comune, “lo facciamo con gli hangar, con la polizia locale, con le dogane in modo da poter accogliere i flussi e questi saranno investimenti che varranno anche per il Giubileo e per le Olimpiadi”.

L’experience in aeroporto

Si arriva quindi a parlare di experience dell’aeroporto. A che punto siamo con touchless e biometria? Francesca Benati, senior vice president travel sellers Europe & managing director Italy Amadeus, attesta che stanno “cambiando in modo importante, si prevede che tutto l’aspetto della biometria diventi mainstream nei prossimi anni. È previsto un raddoppio del giro d’affari rispetto a quello attuale, che è attorno ai 48 mld”.

Benati osserva che la situazione non è uguale in tutto il mondo. “Alcuni scali sono più avanti, in particolare quelli tedeschi, dal punto di vista dell’adozione di queste tecnologie”. La manager precisa che, quando si parla di biometrico, si tocca una serie di elementi legati alla customer experience. Per esempio, il self check in. A tal proposito “il 90% degli aeroporti nel 2025 disporrà di questo tipo di tecnica o il self baggage drop che è un must have da parte degli aeroporti”.

Ci sono aspetti più sofisticati che riguardano la digital identity, “tema scottante dal punto di vista della sicurezza, anche se si prevede che circa un 60% avrà questi automated board al gate e il 40% nel 2025 agli arrivi. Si prevede che un 50% degli aeroporti nel mondo, soprattutto in Asia Pacifico, useranno la digital identity per toccare tutti i punti dei passaggi in aeroporto”. Tutto ciò porta la manager ad affermare che “c’è uno sviluppo molto forte“.

A beneficiarne “non solo gli aeroporti, ma anche i retail all’interno, perché più velocizzi i controlli più ci si può godere l’esperienza dell’aeroporto”.

L’human touch resiste

Un grande sviluppo tecnologico, ma l’human touch? Paola De Filippo, general manager Sabre per l’Italia, si sofferma sul tema dell’intelligenza artificiale “l’intelligenza è artificiale, ma la passione è umana quindi human touche sempre e comunque. È indubbio però che la tecnologia generativa ci venga incontro”, riconosce la manager.

L’esempio che fa è legato agli strumenti di Ai co-creati con Google che permettono di “pianificare i viaggi (leisure e bt) e seguire i nuovi trend”. Sulla base dei sondaggi fatti dall’azienda, si è rilevato che un grande cambiamento in atto nel 2024 è che “i viaggi di piacere sono prenotati fino a tre mesi prima, mentre nel post pandemia venivano prenotati molto sotto data”. Da qui si deduce l’importanza di “allinearsi al trend”. I viaggi di lavoro sono prenotati “tra le 2 e le 4 settimane prima rispetto alla data del viaggio”.

Dal canto suo la tecnologia generativa può fornire una serie di strumenti anche nel post-vendita. “Per i vettori – spiega la manager – c’è la possibilità di capire qual è il momento adatto per offrire un upgrade del posto a sedere. Non tutti sono pronti a prevederlo all’atto della prenotazione del biglietto”, ma le abitudini del viaggiatore sono “note alla tecnologia che impara attraverso il machine learning e attraverso le informazioni che diamo”.

La soluzione

Un altro tema caro alla manager è quello delle disabilità nascoste. “C’è una parte della popolazione che, fino ad oggi, non riusciva a viaggiare, ora tramite l’uso della tecnologia, lo studio delle abitudini e dei percorsi migliori da proporre al viaggiatore con disabilità nascoste si può rendere più fruibile e generare meno attriti ai passeggeri”. A fronte di tutto ciò, De Filippo non ha dubbi sul fatto che la “soluzione per semplificare l’esperienza di viaggio, dalla scelta della destinazione fino all’ultimo segmento viaggiato, è la tecnologia“.

La prenotazione perfetta esiste?

A fronte di tutto ciò la prenotazione perfetta esiste? “Il viaggiatore deve essere un viaggiatore, deve essere pronto a qualche sorpresa durante la sua esperienza – afferma Mimmo Cristofaro, ceo Contur -. E’ difficile che vada tutto in modo perfetto. Una grossa speranza che avevamo, essendo tecnologici, è questa idea delle intelligenze artificiali, però nella pratica del supporto individuale non siamo riusciti a trovare una applicazione così efficace”.

Cristofaro non nasconde che nel suo lavoro “è ancora richiesto tanto intervento umano e non riesce a essere sostituito così facilmente, peccato perché sarebbe comodo avere più automatismi”, asserisce. E ancora una volta si ha la conferma, qualora ce ne fosse la necessità, che la presenza umana resta indispensabile.

Stefania Vicini

 

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