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I piani ambiziosi di B&B Hotels in Italia, 150 hotel entro il 2030

Notorietà del brand e crescita. Sono i due obiettivi su cui punta B&B Hotels, come ha dichiarato Liliana Comitini, presidente e a.d. di B&B Hotels Italia, Slovenia e Ungheria, in occasione del 2° Pambianco Hôtellerie Summit.

B&B Hotels è un gruppo monobrand, che appartiene al segmento value for money. È stato fondato a Brest nel 1990. “Siamo un gruppo francese in rapida espansione in Europa“, afferma la manager. Per ora la diversificazione non è tra i piani, “in un futuro probabilmente ci si potrà puntare, ma in questo momento puntare su brand e crescita, visto lo sviluppo nei vari Paesi, è un punto di forza per farci conoscere”, asserisce.

Il portfolio in Europa

Numeri alla mano, il gruppo ha registrato una crescita esponenziale con l’apertura di oltre 150 nuovi hotel dal 2022 per arrivare ad oggi con un portfolio di circa 800 hotel in tutta Europa distribuito in 17 Paesi. Il fatturato è di 1 miliardo e 200 mln e l’anno scorso è stato quasi raddoppiato.

Il segmento value for money

In merito allo sviluppo, recentemente è stato aperto il primo hotel negli Stati Uniti e a breve aprirà in Uk. Si sta sviluppando nel segmento value for money, che è visto come “punto di forza per abbracciare un target di crescita ampio, con accessibilità di prezzi e qualità di servizi”, sottolinea la manager.

Il target è diversificato, abbraccia non solo i giovani, ma anche bt, leisure e famiglie. “Qualità, comfort, eccellenza nel breakfast, nei servizi e selected service per una esperienza trasversale” gli asset su cui si concentra.

Gli obiettivi di crescita

B&B è un fenomeno piuttosto recente. Come racconta la manager è nato “dal sogno di un imprenditore che viaggiava per affari e in Francia voleva trovare un’esperienza unica. Non stare in hotel dalla varietà di servizi di cui, viaggiando per lavoro, non poteva usufruire”. Da qui la scelta di investire e fondare la catena a Brest, trent’anni fa.

Poi c’è stata “l’espansione con gli investimenti di vari fondi che hanno contribuito alla crescita”. E ora il gruppo ha l’obiettivo di raggiungere “oltre 3mila hotel entro il 2030“.

In Italia, dove la catena ha festeggiato i quindici anni di presenza, ha un piano di crescita “molto ambizioso, il 2023 è stato un anno importante per noi, con 150 mln, con l’Ebitda di quasi il 30%. Un risultato molto interessante e il nostro piano di espansione prosegue a fronte anche del fatto che, nel segmento midscale, ci sono tante opportunità per un marchio come il nostro”.

Gli obiettivi sull’Italia

E quando parla di midscale, Comitini intende i 3 stelle, 3 stelle superior e anche i 4 stelle. “In Italia abbiamo 71 hotel con l’obiettivo di arrivare a 150 entro il 2030. C’è da fare – riconosce la manager -, ma già per quest’anno c’è l’obiettivo di superare 80 hotel in termini di aperture”.

L’anno scorso c’è stata l’apertura al franchising. “Abbiamo 69 hotel diretti e 2 secondo la formula franchising“. Dei 150 hotel previsti per il 2030 la manager precisa che “la maggior parte saranno in gestione diretta, quando ci sono opportunità interessanti siamo aperti anche alle affiliazioni”. Dato il potenziale italiano, con “oltre 14mila hotel nel segmento midscale“, l’idea è “continuare a crescere puntando alla riqualificazione di queste strutture”.

In termini di dimensioni, mediamente hanno hotel tra le 80 e le 120 camere, ma “non sono esclusi hotel di dimensioni più piccole se posizionati in centro città. O più grandi”. Prova ne è il fatto che attualmente stanno costruendo – assieme all’investitore – “un hotel di 400 camere a Venezia, che aprirà tra fine anno e i primi mesi dell’anno prossimo”. Con il team di project manager supportano la parte di costruzione e di interior design assieme agli investitori.

I pilastri

Alla domanda su quale sia la chiave di successo, Comitini pone l’accento sul fatto che il progetto B&B Hotels si basa su “pilastri fondamentali” che sono: “Innovazione tecnologica e semplificazione della accessibilità all’hotel, ma anche personalizzazione del servizio, localizzazione nella realtà e sostenibilità”.

Tutto ciò prevede una serie di investimenti che permetteranno di ridurre i tempi minimi di check in, “abbiamo lanciato anche dei servizi digitali che permettono di avere informazioni su cosa accade nel territorio, tra eventi e punti di interesse presenti. Lavoriamo molto anche con gli enti locali per valorizzare l’esperienza sul posto”. A suo dire sono “le tendenze per il viaggiatore del futuro e per chi viene dall’estero”. A tal proposito, in termini di flussi si sta assistendo ad un “ritorno degli americani e a una grande presenza di europei”.

Tra business e leisure

Il posizionamento in termini di location è nelle città d’arte, il che permette di avere “una clientela diversificata“. Ci sono diverse posizioni in località business, ma è recente anche l’apertura a località leisure, per esempio S. Margherita e Cortina. Con una stagionalità di 10 mesi, questo è l’obiettivo. L’interesse della catena è garantire “stagionalità ampie, offendo servizi e facendo in modo che il turista trovi sempre il massimo comfort”, spiega Comitini.

Interpellata su possibili aree di interesse per nuove aperure leisure, la manager afferma che “l’Italia dà grandi opportunità, per noi c’è spazio per aprire più hotel nelle località di montagna, ma stiamo guardando anche le coste italiane che permettono di avere una stagionalità più lunga. C’è spazio per aprire al Sud“. Tra le recenti inaugurazioni ci sono Bari, Trapani e Catania, ma la catena sta approcciando anche “una analisi del territorio che permette di capire dove c’è la domanda per offrire i servizi in un tempo prolungato”. Saranno pertanto coperte città primarie e secondarie e località più turistiche.

Parlando del nostro Paese, a detta della manager, l’Italia “può crescere nella qualità del servizio, ha molte opportunità in termini di hospitality, ma dal punto di vista della relazione qualità-prezzo ci sono ancora spazi. Riteniamo che la nostra sia una strategia vincente e anche per quest’anno abbiamo obiettivi di crescita a doppia cifra“.

L’Italia si conferma quindi uno dei Paesi dove il gruppo punta “maggiormente in termini di accelerazione della crescita“. Il nostro Paese rappresenta circa il 13% del fatturato di gruppo.

Stefania Vicini

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