Finnair e il net zero: “Ci arriviamo al 2045”

E’ una storia particolare quella di Finnair che, lo scorso 20 marzo, ha celebrato i cento anni del suo primo volo, avvenuto il 20 marzo del 1924. Era un Helsinki-Tallin, operato con un Junkers. In quel volo venne trasportata solo della posta e a bordo c’erano 4 persone. In quel primo anno furono trasportate 300 persone totali. Oggi Finnair trasporta 12 milioni di passeggeri l’anno. Mezzo milione al mese. “Le cose sono cambiate”, afferma Javier Roig Sanchez, market director Europe di Finnair.

Un po’ di storia

All’epoca la compagnia si chiamava Aero Oy, da qui il codice Iata AY, che ha mantenuto fino ad oggi e che manterrà sempre. “Negli anni ’50 abbiamo cambiato nomenclatura e ci siamo chiamati Finnair. Negli anni ’80 siamo stati la prima compagnia aerea europea ad arrivare a Tokyo e a Pechino senza scalo. In quel momento i cieli russi erano ancora chiusi e i nostri voli arrivavano in Giappone e in Cina, da Nord. I cieli russi sono stati aperti negli anni ’90 e da lì è iniziata la nostra avventura asiatica verso Giappone, Cina e Corea. Lo abbiamo fatto perché il nostro hub di Helsinki è il più a Nord di tutta l’Europa, geograficamente è situato in modo perfetto per fare uno scalo e continuare verso Est”.

Secondo quanto dichiarato dal manager, nel 2019 Finnair era “la prima compagnia europea per capacità sul Giappone e sulla Cina, operando per il Paese del Sol Levante più di 40 voli a settimana alla volta di Tokyo, Osaka, Nagoya, Fukuoka, Sapporo, nessun’altra compagnia aveva così tanta capacità”.

Una tale situazione era possibile “perché con un aereo e con un equipaggio si poteva fare un volo tutti i giorni su questi scali, visto che da Helsinki ci volevano solo 9-10 ore”. La situazione è cambiata prima per la pandemia e poi per la guerra russo-ucraina, che hanno inciso molto sulla compagnia, in particolare la chiusura dei cieli russi. “In una settimana abbiamo dovuto trovare una alternativa – racconta il manager – per non lasciare la nostra avventura asiatica. Lo abbiamo fatto continuando a volare, ma impiegandoci 12 ore”.

L’obiettivo 2024

Quelle tre ore in più di volo – che sono comunque nella media dei vettori che operano verso l’Asia – hanno reso impossibile fare “un volo tutti i giorni, con un solo aereo e un solo equipaggio, perché non c’è il tempo per tornare”. Ecco che, nel 2022 la compagnia era al 60% della capacità del 2019. Un dato che è cresciuto fino ad arrivare nel 2023 all’80%. “Il nostro obiettivo è arrivare al 90% a fine 2024“.

Per poter arrivare al dato dell’80%, con meno voli in Giappone e in Cina, la compagnia ha potenziato altre rotte, per esempio ha aumentato molto il traffico atlantico con Dallas e Seattle e ha iniziato a volare a Doha. Una scelta fatta anche per ottimizzare la flotta. “La metà dei clienti che parte con noi dagli aeroporti italiani resta in Finlandia, l’altra metà prosegue per il Giappone, o per la Thailandia o per la California. Il mercato italiano ci conosce molto per questi voli”.

Il manager non nasconde che è stato fatto molto lavoro e la compagnia è soddisfatta per i risultati ottenuti dopo questi anni difficili, ma sono “già cinque trimestri che abbiamo annunciato risultati positivi. Per volare sul Giappone siamo tornati agli anni ’80 quando si sorvolava il Polo Nord, quando avviene, l’equipaggio consegna un certificato che attesta il sorvolo”. L’aumento della durata del volo ha comportato un 20% in più in termini di costo per ogni volo.

Un’altra scelta fatta è stata quella di aprirsi al wet lease per Qatar, Qantas e British Airways a cui Finnair ha affittato i suoi aerei, mantenendo equipaggio, servizio di bordo e livrea. In questo modo vola a Doha “per la prima volta nella sua storia perché opera tre voli al giorno per Qatar Airways, rispettivamente da Copenaghen, da Stoccolma e da Helsinki”. Su una flotta di 80 aerei, 9 sono affittati. La scelta dei tre vettori non stupisce, visto che appartengono tutti alla stessa alleanza One World e la clientela ha dimostrato il suo apprezzamento in tal senso.

“Per il 2024 abbiamo l’obiettivo di arrivare al 90% dei livelli 2019, cresce l’offerta sul Giappone con due voli a Navoya, ma al momento non esiste una domanda sufficiente dalla Cina per giustificare un aumento di capacità”. Oggi Finnair vola su Giappone, Corea, Seoul, Hong Kong, Shanghai, Bangkok, Singapore, Phuket e Delhi. Gli italiani si servono molto della compagnia per volare in Giappone, in Finlandia, che è la prima destinazione, in Thailandia e California.

Ndc sarà il futuro

Parlando dei canali di vendita, il manager conferma l’importanza di quello agenziale. “Abbiamo bisogno delle adv per far conoscere Finnair – dice -, ma le adv moderne devono credere in Ndc, devono comprendere che alla fine costa meno rispetto al canale tradizione del gds. Sono 30 euro in meno per un viaggio di andata e ritorno”.

Il manager ribadisce anche che “nel 2026 Finnair non sarà più sui canali gds, ma si potrà vendere solo con Ndc. E’ un cambiamento importante – riconosce – che richiede un po’ di tempo per adattarsi. L’adv ha timore di cambiare, è normale, ma pensiamo che anni fa i biglietti aerei erano di carta, mentre ora sono elettronici”. Un passaggio che è avvenuto così come avverrà anche per Ndc, che “sarà il futuro. Oggi noi vendiamo il 66% via Ndc o canali digitali, siamo già molto avanti e non si può tornare indietro”, afferma.
Intanto in flotta arrivano 2 A350, che saranno 19 totali. “Abbiamo cambiato tutte le cabine e creato la Premium economy”.

Il net zero già nel 2045

Alla domanda se l’obiettivo net zero 2050 sia raggiungibile, il manager afferma: “Noi ci arriviamo al 2045. La Finlandia è molto avanti e questi discorsi non sono nuovi per noi, così come l’utilizzo del Saf. I nostri aerei accettano il mix, ma non facciamo solo questo, per esempio diciamo anche ai clienti di viaggiare con minor peso. Siamo moderni e nordici e la nostra modernità ha molto a che fare con quello che facciamo con i canali digitali”.

Il manager ricorda che Finnair “è stata una delle prime compagnie ad usare la boarding card elettronica”. In tutto ciò che ruolo ha l’intelligenza artificiale? “Usiamo molto il chatboat e l’Ai viene in ausilio per esempio nel fare i calcoli”, dice il manager.

Parlando di trend, non manca l’ottimismo, “nel 2024 la domanda è alta, il fatto di puntare a raggiungere il 90% di capacità è un messaggio positivo che diamo al mercato, ma per tornare ad essere la Finnair del 2019 è necessaria l’apertura dei cieli russi”.

Stefania Vicini

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