Il tema del settore: “Quanti italiani resteranno a casa questa estate?”

La provocazione di Michele Mosca, product manager Europe & World di Guiness Travel Tour Operator, nei giorni scorsi alla Bmt di Napoli, è una di quelle che fa sussultare sulla sedia il giornalista quando è intento a prendere appunti e lo stesso si attende un lineare commento sul trend delle prenotazioni.

Il quesito

“La domanda da porsi – commenta Mosca – è quanta gente rimarrà a casa questa estate”. La sua non vuole essere una boutade, ma semplicemente l’effetto di una riflessione. E va avanti nella spiegazione: “Nessuno è in grado di capire quanta gente possa prenotare la vacanza – ammette il manager – e si è in attesa di capire i riflessi dovuti alle problematiche di guerra. Segnaliamo un’attività intensa di richiesta informazioni e preventivi, ma si fa fatica a concretizzare e oggi l’incidenza dell’instabilità è ancora forte”.

Lo squilibrio

Poi si mette dalla parte del consumatore e riconosce: “La paura non è sindacabile. E’ questo il vero tema che attanaglia il settore, oggi ci si chiede quanta gente non andrà in vacanza, perché chi non ha scelto in questo periodo rischia seriamente di non partire”. Certo molti clienti hanno capito che prenotare in anticipo vuol dire accaparrarsi un prezzo migliore, perché già nel 2023 è esploso il tema dei prezzi e dei rincari. Fa anche un esempio pratico per rendere palese la sua versione dei fatti, o meglio delle previsioni: “Se la domanda è 100 e l’offerta 10, domani la domanda passerà a 200 ma l’offerta salirà soltanto a 11, perché la capacità aerea è bloccata”. Mosca spiega infatti che esistono soltanto due case produttrici di aeromobili (Airbus e Boeing) e “si verificherà inevitabilmente un collo di bottiglia: la domanda crescerà, i prezzi aumenteranno e noi dovremo combattere con i fornitori, studiare soluzioni”.

Manca l’offerta

Sulla stessa linea d’onda di Michele Mosca si posiziona Cesare Foà, presidente di AdvUnite: “Il prezzo dei voli sta aumentando considerevolmente e non ci sono abbastanza aerei. I tour operator non hanno investito tantissimo su questa estate, tranne i generalisti che hanno bloccato i posti e comunque molti operatori segnalano già scarsità di posti e siamo solo a marzo”.

Sfruttare le opzioni

Riflettendo sui processi di vendita del comparto, il manager spiega che “il grande problema sarà quello che più avanti non ci saranno più i posti. Occorre ormai ragionare sulle opzioni e sulla successiva conferma. Chi ha comprato in advanced booking ha fatto bene, perché poi i posti che resteranno avranno dei prezzi più alti”. A differenza del mercato tour operating, il mondo delle crociere riesce a giocare d’anticipo: “Msc ha già aperto le vendite per il 2026”, fa notare Foà, sottolineando implicitamente uno dei motivi del successo di questo concept di vacanza.

Le tariffe aeree

Ad entrare nel vivo del tema tariffe aeree è poi Maurizio Casabianca, coo di Going, che dichiara: “Il messaggio da passare è che si lavora su destinazioni che hanno fatto della dinamicità dei prezzi la propria cultura”, avverte riferendosi all’apertura e alla chiusura delle classi di volo per la quantificazione delle tariffe aeree (il riferimento va in questo caso al prodotto Usa, ndr).  Nel post pandemia il sistema di revenue management risponde a dei cicli e “oggi è soggetto a tempi brevi. Per quanto riguarda poi la destinazione Stati Uniti, in linea generale – osserva – il mercato americano ha possibilità di acquisto (sui voli) migliori rispetto a quello europeo e l’acquisto diventa appannaggio del mercato altospendente”.

Laura Dominici

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