Senior attivi: il 65% vuole viaggiare

Vale il 27,5% del Pil con 461,8 miliardi di euro di redditi, oltre 200 miliardi di euro in termini di consumi e nel 65% dei casi ambisce a viaggiare. La categoria dei senior (o active agers) è una fascia ambita dai fornitori di servizi e pacchetti turistici. Cocooners,  piattaforma e community che offre servizi ad hoc per gli over 55 (dai viaggi agli eventi, dai corsi agli incontri, oltre ad un magazine) ha presentato in occasione del Milan Longevity Summit la prima edizione del “Longevity Barometer”, l’osservatorio creato in collaborazione con Research Dogma per indagare abitudini, necessità ed evoluzioni di questa fascia di popolazione.

Le scelte

Ai primi posti tra le attività praticate negli ultimi mesi, per il 65% del campione preso in esame spiccano i viaggi. Il quadro restituito dall’osservatorio è infatti molto lontano dall’immagine stereotipata dell’anziano solo, lontano dalla tecnologia e spettatore passivo davanti alla tv. “L’attivismo è la chiave di volta del progetto di vita di questi senior trend setter – anticipa Maurizio De Palma, co-founder e ceo di Cocooners – ed è un attivismo che opera su tre vettori principali: esplorare il mondo (ai primi posti tra le attività praticate negli ultimi mesi, per il 65%, spiccano i viaggi), dedicarsi ai propri interessi ed hobby (per il 40% del campione), trovare il tempo per fare quello che non si è fatto (abbastanza) prima, migliorare se stessi, il proprio benessere ed equilibrio”.

Scenario da ripensare

“Di fronte a questo scenario, ripensare la longevità diventa necessario, non solo da un punto di vista occupazionale, pensionistico e culturale, ma anche in termini di opportunità e servizi – ha spiegato De Palma -. L’idea fondante di Cocooners è quella di dare voce ad una fetta della popolazione sempre più numerosa ma ancora non riconosciuta per il suo valore, in termini economici e di esperienze vissute”. L’allungamento dell’aspettativa di una vita in salute apre infatti agli active agers nuovi fronti inediti e inesplorati. Sono attivi, viaggiano, sono ancora utili al lavoro o a casa ma vogliono sentirsi parte integrante delle società perché la vita non ha età.

Il peso della fascia senior

Questo sub-universo, nella sua attuale rappresentazione demografica, vale circa il 20% dei 23 milioni di popolazione matura, ovvero poco meno di 5 milioni di persone. Costituisce il modello sul quale ragionare per comprendere l’evoluzione dei processi di longevity ed i nuovi segmenti che sono entrati o stanno per entrare nella loro fase di maturità. Dalla ricerca emerge che “i nostri senior trend setter non sono sempre ricchi (anche se fra di loro ci sono persone più che benestanti: il private banking in Italia non a caso ha clienti di età media di 57 anni), ma sono di certo di cultura medio-alta. Laurea e diploma caratterizzano il 90% degli intervistati. Sono poi tutti user di internet, un parametro che non si riscontra sempre nella popolazione matura anche se nel post Covid le percentuali di penetrazione di Internet sono salite velocemente anche fra i senior”. L’apertura mentale (profilo culturale) che si trasforma in apertura digitale, genera un senior trend setter che ha alcune caratteristiche importanti: è residente maggiormente al Nord (ma la diffusione al Sud sarà anche più veloce nei prossimi anni; è un target curioso ed attivo; l’attività in parte riguarda anche la sfera professionale; è un segmento che grazie al suo dinamismo mantiene ed anzi in qualche situazione accentua tratti di criticità verso l’offerta, quindi non si accontenta.

La decisione di spesa

I senior trend setter, anche se sono moderatamente ottimisti, sono ben cauti nella decisione di spesa, ben più del resto della popolazione. Meno di un senior su dieci pensa che sia un buon momento per gli acquisti, mentre nel resto della popolazione lo pensa un italiano su cinque (Osservatorio Findomestic 2023). Per convincere i senior ci vogliono buone motivazioni e buone occasioni. In materia di occasioni, gli indici di pressione promozionale percepita non sono su livelli bassi, circa la metà dei senior rileva un aumento delle promo. Ma probabilmente questo non pare sufficiente per risolvere il problema dell’aumento dei prezzi degli ultimi 12 mesi. Per definizione i senior trend setter hanno maturato nella loro vita una esperienza di periodi di elevata inflazione e la loro risposta è di tipo opportunistico: ricerca di promo, selezione delle marche alla ricerca delle più convenienti. L’idea che il segmento sia fedele per la vita, sembra sempre meno vera. Esiste un 17% che dichiara di essersi più radicato sui propri comportamenti abituali, ma la maggioranza attua un comportamento esplorativo. L.D.

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