Turismo dagli States: come intercettare i food lovers

Gli americani amano l’Italia, si sa. Dopo il crollo legato alla pandemia abbiamo assistito ad una crescita impetuosa dei loro arrivi, che nell’ultimo biennio (2022-2023) sono passati da 2,9 a 4 mln. Ed anche la spesa turistica legata a questo mercato ha registrato un forte aumento, attestandosi a 6,49 mld di euro, il secondo migliore valore dopo quello della Germania (dati Banca d’Italia). A confermare questa tendenza positiva ci sono anche i dati della European Travel Commission-ETC secondo cui l’Italia è, per gli statunitensi, tra le mete più gettonate del Vecchio Continente subito dopo la Francia.

Il profilo

Si tratta soprattutto di turisti che viaggiano in coppia con il partner (36%), che si fermano in Europa per 1 o 2 settimane (64%), con un budget giornaliero superiore ai 200 euro (36%), gran parte del quale viene speso in esperienze enogastronomiche (fra le più gettonate con il 28% delle preferenze) dopo quelle legate alla cultura (41%) e alla city-life (32%).

Enogastronomia: proprio questa la chiave. Amanti del vino, cultori della qualità e delle esperienze on premise, i turisti Usa si muovono sempre di più sul binomio fine wine e Made in Italy.

Alla ricerca di esperienze memorabili

Uno studio curato quattro mani da Roberta Garibaldi  (Università di Bergamo, autrice del Rapporto annuale sul turismo enogastronomico in Italia) e Matthew J. Stone (California State University, Chico), fornisce insight preziosi sui turisti americani e la loro passione per il cibo e il vino italiano.

“Il potenziale è alto per l’intero sistema, soprattutto per le ricadute economiche che la loro presenza può apportare alle destinazioni e agli operatori- afferma Roberta Garibaldi-. Questi viaggiatori sono interessati ad una molteplicità di esperienze. Le più apprezzate sono recarsi in un ristorante per un’esperienza culinaria memorabile (60%), di alto livello/gourmet (46%), acquistare cibo presso un food truck (44%) e mangiare o bere in un ristorante o bar famoso o storico (38%). I dati mostrano che spesso questi viaggiatori ricercano esperienze anche molto diverse tra loro, come eventi e visite ai luoghi di produzione, e sono ben propensi a partecipare ad attività extra food”.

I wine lovers

I visitatori Usa che viaggiano alla scoperta del vino in particolare, rappresentano un altissimo potenziale: negli ultimi due anni per esempio, il 49% dei wine traveller americani ha mangiato o bevuto in un ristorante o bar storico, rispetto al 34% degli altri viaggiatori. Inoltre, il 54% di coloro che hanno visitato una distilleria o un percorso dedicato ad altre bevande, ha anche partecipato ad un’attività enologica.

Il ruolo dei social

I viaggiatori spesso utilizzano l’offerta food & drinks nella scelta della destinazione e la visibilità dell’esperienza via social è un altro aspetto determinante nel criterio di scelta del viaggiatore americano. L’interesse per le esperienze gastronomiche è più importante poi per la Generazione X (nati nel periodo 1965-1980) e per i Millennial (nati nel periodo 1981-1996) anche se, per quanto riguarda la Generazione Z le esperienze sono spesso limitate dal budget a disposizione. Una situazione, chiaramente destinata ad evolversi con il tempo.

Parola d’ordine: assaggiare

Oltre al piacere legato alle cene e all’esperienza degustativa vera e propria, una forte attrattiva per i foodlovers americani è rappresentata da attività come i tour gastronomici, i corsi di cucina e le visite ai mercati. I tassi di partecipazione sono ancora relativamente bassi, ma coloro che partecipano a queste attività amano sperimentare tante altre esperienze alimentari, dalla cucina raffinata ai food truck, dagli eventi e ai festival. E grande consenso lo stanno guadagnando anche le esperienze in cui i turisti possono conoscere la produzione del cibo e assaggiare i prodotti, come le visite in caseificio, alle fabbriche di cioccolato, ai birrifici e alle distillerie.

Non solo cibo

Non esiste un’unica tipologia di viaggiatore culinario americano. Nel complesso si può affermare però che l’interesse verte sul cibo locale e autentico, e poi sulla connessione dei prodotti agroalimentari con gli interessi personali, per chi pratica sport ad esempio ( bike & wine ) o per chi è a caccia dell’anima gemella (turisti single).

Alessandra Tesan

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