Viaggi: i forti rincari del 2023 hanno pesato sulle vacanze

I dati Istat sulle vacanze degli italiani confermano gli allarmi lanciati nel corso dell’ultimo anno da Assoutenti circa gli effetti del caro-tariffe nel comparto turistico sulle partenze dei cittadini. Ad affermarlo è l’associazione dei consumatori, commentando il report pubblicato oggi dall’istituto di statistica.

Forti rincari, calano le vacanze

“I forti rincari dei prezzi che hanno interessato nell’ultimo anno il settore dei viaggi hanno pesato sulle scelte dei cittadini, portandoli a tagliare la spesa per le villeggiature e a ridurre il numero di notti fuori casa – spiega il presidente Gabriele Melluso -. Nel periodo estivo che va da luglio a settembre le vacanze di 4 o più notti sono calate infatti del -12,6% rispetto al 2022 e si riduce fortemente il numero di italiani che nello stesso periodo si è concesso una vacanza: 31,5% contro il 35,8% del 2022 e 37,8% nel 2019”.

I dati letti da Assoutenti

Melluso afferma che, “a pesare sul drastico crollo delle partenze sono gli aumenti che hanno interessato prezzi e tariffe nel comparto dei viaggi: basti pensare che i biglietti dei voli nazionali sono rincarati nel 2023 in media del 37,8% su base annua, quelli dei voli europei del 16,4%, +10,8% i voli internazionali. I listini di alberghi e motel sono aumentati del 14% e i pacchetti vacanza del 16,1%, ma a salire sono anche tutti i servizi legati alle vacanze, dai ristoranti (+5,3%) ai parchi divertimento (+8,55), passando per musei e monumenti storici (+3,2%)”.

La lettura del Codacons

A leggere e commentare i dati Istat anche il Codacons. A suo dire, dimostrano che gli italiani rinunciano sempre più alle vacanze, con i viaggi che si trasformano oramai in un lusso riservato ai più benestanti.

“Siamo di fronte ad una debacle del turismo, con le partenze degli italiani che si riducono di oltre un quarto rispetto al periodo pre-Covid, scendendo del -27% – spiega il presidente Carlo Rienzi –. I viaggi all’estero addirittura crollano del -35,6% rispetto al 2019, a dimostrazione di come sia sempre più difficile per i cittadini concedersi una vacanza fuori dai confini nazionali”.

Il motivo? “Questo perché le tariffe nel comparto turistico sono del tutto fuori controllo – afferma – e hanno raggiunto livelli insostenibili per una ampia fetta di popolazione. Un trend preoccupante che prosegue anche nel 2024 e che deve portare il Governo a studiare misure specifiche per calmierare i prezzi nel settore, affinché i viaggi non siano un lusso riservato ai ricchi, ma una opportunità per tutti”, conclude Rienzi.

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