Aviation e tecnologia a prova di agenzia

Tecnologie nel settore aviation e operatività quotidiana in adv. Sono due velocità a confronto che non sempre vanno di pari passo. Una è fatta di digitalizzazione e automazione, l’altra del lavoro quotidiano che mira a raggiungere la prenotazione perfetta, ma che perfetta ancora non è.

 Le sfide 

Il settore aviation deve fare i conti con diverse sfide. “Il ritorno nel post pandemia, ricavi, tanta profittabilità”, sostiene Michele Mauri, managing director AlixPartners, ma anche decarbonizzazione, costi in generale, net zero nel 2050. Per quanto riguarda la capacità, “all’interno dell’Europa nel 2023 è stato raggiunto il 96% dell’Ask e nel 2024, a fronte di tutti i voli schedulati, è atteso un 103%”, rileva Mauri. Francia e Germania sono più basse rispetto ai numeri del 2019. “L’Italia ha il 101% nel 2023 e il 110% nel 2024. All’interno dei voli europei sta crescendo più di tutte assieme a Spagna e a Uk”. Guardando i voli domestici o all’interno della Ue, con un confronto in Ask, “l’Italia nel 2023 ha raggiunto il 109% del 2019, +9%. La crescita continua anche nel 2024 ed arriverà a un 112% solo il domestico”.

Quanto al tema del pricing, Tommaso Fumelli, vp sales Italy Ita Airways, osserva che sarà sicuramente “un anno di cambiamenti, di livellamenti tra domanda e offerta che porterà ad un equilibrio maggiore rispetto agli ultimi due anni”. Parlando di sfide per il futuro, Andrea Tucci, vice president aviation business development Sea Aeroporti di Milano, sostiene che l’aeroporto si dovrà preparare per “accogliere la domanda dei vettori”, si dovrà avere il Saf disponibile e bisognerà “aiutare i vettori a essere più efficienti, anche dal punto di vista degli investimenti, non puntando solo sul biometrico”, ma adottando anche “piattaforme di dialogo tra tutto il sistema aeroportuale che aiutino a risolvere i problemi operativi”.

 

L’experience in aeroporto

A che punto è l’experience in aeroporto tra touchless e biometria? A detta di Francesca Benati, senior vice president travel sellers Europe & managing director Italy Amadeus, si prevede che “tutto l’aspetto della biometria diventi mainstream nei prossimi anni. È previsto un raddoppio del giro d’affari rispetto a quello attuale, che è attorno ai 48 mld”. La situazione non è uguale in tutto il mondo. “Alcuni scali sono più avanti, in particolare quelli tedeschi”. Parlando di self check in, “il 90% degli aeroporti nel 2025 disporrà di questo tipo di tecnica”. Quanto alla digital identity, “si prevede che un 50% degli aeroporti nel mondo, soprattutto in Asia Pacifico, la userà per toccare tutti i punti dei passaggi in aeroporto”. C’è un grande sviluppo tecnologico, ma cosa succederà all’human touch? A rassicurare in tal senso è Paola De Filippo, general manager Sabre per l’Italia, che si sofferma sul tema dell’intelligenza artificiale, affermando che “l’intelligenza è artificiale, ma la passione è umana quindi human touche sempre e comunque”.

 

L’operatività resta complessa

A fronte di tutto ciò la prenotazione perfetta esiste? “Il viaggiatore deve essere pronto a qualche sorpresa durante la sua esperienza – afferma Mimmo Cristofaro, ceo Contur -. È difficile che vada tutto in modo perfetto. Avevamo riposto una grossa speranza nell’intelligenza artificiale, però nella pratica del supporto individuale non siamo riusciti a trovare un’applicazione così efficace”. Il lavoro delle adv è diventato sempre più impegnativo. “Tutte queste tecnologie sono molto orientate alla vendita, però noi abbiamo avuto un grosso aumento delle problematiche, le compagnie mettono tanti nuovi voli, ma poi si accorgono che non hanno il personale per operarli”.

Stefania Vicini

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