Medio Oriente tra chiusure degli spazi aerei, voli cancellati e scenari futuri

Se la reazione di Israele all’attacco di Teheran è “rimandata a data da destinarsi” grazie all’intervento del presidente Usa Biden, i cieli del Medio Oriente sono pesantemente oscuri. Più che le compagnie commerciali, si sono infatti alzati gli aerei da combattimento di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna e della confinante Giordania.

Israele, Arabia Saudita, Emirati arabi, Iraq, Siria, Libano, Giordania ed Egitto hanno immediatamente chiuso i propri spazi aerei nelle ore successive all’attacco, poi progressivamente riaperti anche se moltissimi voli sono stati cancellati. Inoltre, molti vettori a titolo precauzionale evitano gli spazi aerei dei Paesi confinanti e, ovviamente, dell’Iran.

Le compagnie

Diverse le posizioni dei vettori: oltre alla sospensione delle tratte su Teheran di Lufthansa, annunciata non appena reso pubblico il rapporto dell’intelligence americana sull’attacco, la major tedesca ha temporaneamente sospeso, almeno fino a oggi, i collegamenti con Amman (Giordania), Beirut (Libano) ed Erbil (Iraq), Qantas Airways non sorvolerà lo spazio aereo del Medio Oriente, Easyjet ha sospeso anche oggi i voli su Tel Aviv mentre Etihad lo riprenderà sia su Tel Aviv sua per Amman, Swiss ha sospeso le operazioni di volo su Tel Aviv e i voli per Beirut fino al 18 aprile compreso e sta evitando gli spazi aerei di Iran, Iraq e Israele, aggiungendo 90 minuti in più per i voli tra Zurigo e Hong Kong, Bangkok, Singapore, Delhi e Mumbai (fonte Skift). Seguiremo gli aggiornamenti.

Come riporta Italiavola, molte compagnie stanno ragionando su come evitare il sorvolo delle aree interessate con tragitti più lunghi e, di conseguenza, più onerosi per passeggeri e cargo. Altro aspetto rilevante sarà l’impatto che questo scenario potrà avere sugli scali del Golfo e su come questo saranno in grado di gestire l’aumento del traffico.
Oltre alle preoccupazioni per un’escalation del conflitto, si preannunciano difficoltà nell’ottimizzare le rotte in termini di tempo, carburante extra e, soprattutto, sorvolo di aree sicure.

Dalla Farnesina e dall’estero

Alla luce del protrarsi della situazione di tensione sul piano interno e regionale, in base all’ultimo aggiornamento di ieri della Farnesina, si “sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo in Iran”. Per il Libano, sono “sconsigliati tutti i viaggi non essenziali” mentre per Israele e i Territori palestinesi, il dicastero invita a “rinviare i propri viaggi in caso di spostamenti non dettati da ragioni impellenti e non procrastinabili”.

Esprime preoccupazione anche il ministero degli Esteri britannico, che estende l’allerta a diverse destinazioni turistiche popolari tra gli europei, tra cui Dubai, Marocco, Qatar, Egitto e Tunisia ma anche Arabia Saudita, Algeria, Bahrain, Kuwait, Libia, Yemen, Iran, Iraq, Siria, Giordania, Oman e Libano.

Negli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato ha emesso un avviso di “non viaggiare” di livello 4 per Israele, con estensione alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza.

Il commento Astoi

Da Astoi rendono noto che ” il solo spazio aereo che è stato temporaneamente chiuso, ma già questa mattina aperto è la Giordania“.

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