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196+ forum Milan: quando il design supera gli schemi

Non basta seguire gli standard, occorre fornire esperienze. E’ uno degli assunti di 196+ forum Milan, l’evento organizzato da PKF hospitality group che ha visto la presenza di oltre 120 addetti ai lavori tra designer, architetti, albergatori, progettisti. Luca Cerretani, head of Italy di PKF, e Michael Widmann, global ceo, hanno sottolineato il ruolo dell’Italia e l’importanza di superare gli schemi per essere al passo con i tempi.

L’award al The Rome Edition

Un rilievo, quello dell’hospitality del nostro Paese, messo in luce anche dall’award attribuito a The Rome Edition di Roma quale vincitore dell'”Hotel Design Award”. Widmann, presidente della giuria, ha così motivato: “La rinascita dei viaggi post-Covid ha giovato all’intero settore dell’ospitalità e del turismo, ma probabilmente gli hotel di lusso e di alta gamma nelle destinazioni turistiche e nelle città più attraenti ne hanno tratto i maggiori benefici. È quindi giusto che i tre finalisti degli Hotel Design Awards di quest’anno appartengano tutti a questo segmento. I finalisti sono tre esempi straordinariamente ben fatti di una nuova razza di hotel di lusso in città: tradizionali nel senso del comfort che offrono, ma eccentrici e sexy nella loro interpretazione del lusso moderno”. Per Widmann, inoltre, il Rome Edition stabilisce un nuovo standard nella capitale italiana. Sofisticatezza, attenzione ai dettagli ed estetica di alto design ne fanno un luogo di incontro per romani e viaggiatori. L’hotel si trova in uno dei quartieri più belli di Roma, a pochi passi da Via Veneto, una delle vie dello shopping più raffinate d’Italia, immortalata ne La Dolce Vita e icona del fascino italiano in tutto il suo splendore.

Il ruolo del design

David Kepron, vp brand experience & design strategy di aedifica, ha spiegato che “per creare una forte esperienza a volte si tratta di perdere qualcosa. L’architettura non è soltanto offrire spazi, edifici, ma implica arte, uno staff preparato, uno storytelling che sia veicolo per trasmettere emozioni”.

Bisogni in trasformazione

Il presupposto di base è che il bisogno dei clienti cambia continuamente e non è sufficiente avere un certo numero di mq di spa a disposizione, ad esempio, per avere un prodotto di successo. “Se è difficile inventare qualcosa di completamente nuovo – ha osservato Kepron – tanto vale prendere esempi già esistenti e migliorarli. Osservare concept di successo è già un buon punto di partenza”.

Il problem solving

Cosa è il design e quale il ruolo dei designer? A questa domanda Kepron ha risposto dicendo che “queste figure professionali sono dei problem solving. Si tratta di individuare i problemi e trovare delle soluzioni, perché il mondo cambia continuamente e richiede un pensiero interdisciplinare connesso e integrato”. Il dialogo – e con esso il lavoro nel design – è fluido e cambia di continuo, “si deve adattare ai tempi, abbracciare l’ambiguità, l’incertezza e non temere i fallimenti perché fanno crescere”. E se è vero che il mondo “cresce in noi, bisogna anche riconoscere che non occupiamo solo un posto, ma il luogo, a sua volta, occupa noi stessi”. Da qui il fatto che il design è un processo attivo e non passivo e uno dei fattori di successo è “essere curiosi, empatici e sostenibili. Alla radice c’è l’ottimismo e il sapersi esprimere in modi nuovi”. Concorda Matoula Karagiannis, principal champalimaud Design, nel riconoscere che “l’emozione è molto importante nel mondo del design; abbiamo una forte narrativa e non seguiamo molto gli standard dei brand. E’ importante, inoltre, che tutto lo staff sia coinvolto e partecipi ai progetti”.

La diversità 

Dare nuova vita a vecchi edifici, cambiare il concept del f&b, dare più luce al design: sono le sfide future secondo Guy Dittrich, giornalista e content creator. Nel corso del forum è stato anche sottolineato che “cambiare mindset nel mondo del design implica anche fare qualcosa di più facile, riutilizzare i mobili, evitare gli sprechi”. A livello di trend, inoltre, è stato spiegato che gli spazi cambiano nel mondo hospitality, si rimpiccioliscono le camere, si allargano gli spazi comuni o l’outdoor. Cambiamenti, questi, che hanno degli effetti sul cliente finale, anche in termini di spesa.

Laura Dominici

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