E’ mancato Renzo Druetto: un editore d’altri tempi

Tre anni fa aveva compiuto 90 anni, ma da oggi non c’è più. Di lui, Renzo Druetto, si può dire che ha vissuto una vita intensa, ha lasciato un segno non soltanto nel mondo del turismo, ma nella storia del franchising in Italia. Quando fondò Ttg Italia, sollecitato dagli uffici romani di Alitalia che gli avevano proposto un appuntamento con un editore internazionale, Druetto non poteva immaginare il ruolo che avrebbe avuto negli anni quel suo incontro a Roma con Rupert Murdoch, e ancor meno la portata di quel personaggio.

L’accordo con Murdoch

Con quell’accordo di franchising creò la testata trade e in seguito aprì altre pubblicazioni in Europa dell’Est, intuendo in anticipo su tutti lo sviluppo che avrebbe avuto il turismo in quei Paesi freddi e desiderosi di vacanze al caldo. E per sottolineare quanto credesse nel networking, nell’incontro tra imprenditori che condividono la stessa passione nel settore, aveva puntato sugli eventi. Con Paolo Bertagni e Mimmo Cristofaro, Renzo Druetto è stato anche socio fondatore di NoFrills, il workshop b2b di Bergamo.

Le sue imprese

Era un vulcano di idee. Pilota di rally, socio di un albergo in Guatemala, detentore di un’isola e di una nave in Belize, socio della prima società ferroviaria privata italiana, collezionista di quadri naif del Centro America (poi donati al Sermig), organizzatore di una fiera improntata su prototipi di motori elettrici quando ancora le macchine elettriche non erano state messe in produzione. A guidarlo una grande curiosità, la passione di realizzare – sempre – qualcosa di innovativo e, sicuramente, un grande coraggio.

La famiglia e gli amici

La sua famiglia erano le persone che lavoravano con lui, gli amici quegli imprenditori che ruotavano nel mondo del turismo e di cui conquistava simpatia e rispetto grazie alla sua empatia, ai suoi atti di generosità e condivisione, come i fatidici “pranzi degli asparagi” che organizzava una volta l’anno proprio in questo periodo, una sorta di circolo ricreativo dove si finiva per parlare di tutto, lavoro, fatti personali e familiari e a noi giornalisti dava modo di rompere il ghiaccio ed instaurare rapporti di stima e simpatia con i rappresentanti del settore.

Il ruolo di editore

Era un editore “puro” nel senso più alto del termine: si faceva vanto delle lettere di protesta che gli arrivavano dai vertici di grandi aziende, in particolare Alitalia, quando qualcuno della sua redazione si permetteva di “spettinarli”. Ha insegnato ai suoi giornalisti a non accontentarsi di parlare con un ufficio stampa, ma esigeva sempre che parlassero direttamente con i vertici e che – di loro – avessero il numero telefonico diretto. Spronava ad incontrare i manager nei loro uffici, non bastava una semplice telefonata e quando ancora non c’era internet una parte delle fonti era costituita dai pezzi di giornali ritagliati (da lui) che piovevano in redazione provenienti da ogni parte del mondo. Ci sono due cose che allora, così come oggi, sono sicura consiglierebbe ai giovani: viaggiare, essere curiosi, osservare con attenzione, avere il coraggio delle proprie idee e portarle avanti con passione. Grazie per tutto, Renzo! La direzione e il team di Guida Viaggi esprimono le più sentite condoglianze ai familiari e a tutta la rete dei suoi amici.

Laura Dominici

Il funerale di Renzo Druetto si terrà giovedì 2 maggio alle ore 14,30 presso l’Istituto Piccole Sorelle dei Poveri di Corso Francia 180 a Torino

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