Vacanze fuori portata: dai tagli ai voli agli aumenti

L’andamento positivo dell’estate nei mercati europei non frena i problemi legati all’aviazione. Lufthansa, ad esempio, ha avviato un piano di riduzione costi e la compagnia ridurrà la sua capacità. Tre i principali motivi di questa decisione: il fatto di avere ancora problemi con i fornitori di aerei, con motori e posti a sedere, poi gli scioperi del primo trimestre e dell’inizio del secondo che hanno avuto un impatto sulla capacità complessiva e infine la necessità di contenere la perdita operativa e di tagliare qualche voce di costo. Sempre dalla Germania arriva l’allarme di Norbert Fiebig, presidente della German Travel Association (Drv), che sostiene che l’aumento della tassa sui viaggi aerei – del 20% a partire dallo scorso 1 maggio – sia sbagliato e rappresenti un onere (21 milioni per gli operatori turistici visto l’ottimo andamento del prenota prima che non ha permesso di rivalersi sulla clientela, ndr).

Viaggi più costosi

Le decisioni politiche, si legge sulla stampa trade tedesca, stanno rendendo i viaggi più costosi, e non solo a causa dell’aumento della tassa sui viaggi aerei. Ad esempio, gli operatori turistici dovranno pagare l’1% del loro fatturato annuo per l’assicurazione contro l’insolvenza, oltre al 5-9% del loro fatturato annuo per l’assicurazione, il che avrà un effetto corrispondente sul prezzo delle vacanze.

Inoltre, dal prossimo anno i diritti per la sicurezza aerea aumenteranno del 50%. “Uno sviluppo molto spiacevole – afferma Fiebig -. Le vacanze hanno già dovuto accettare aumenti di prezzo dovuti all’inflazione e all’aumento dei costi energetici. Inoltre, i responsabili politici stanno rendendo i viaggi ancora più costosi”.

 

 

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