Cresce il noleggio auto, ma serve una fiscalità “europea”

Con il 30% delle immatricolazioni nazionali, e una quota in aumento di veicoli green, prosegue la crescita del noleggio in Italia, ma l’attesa degli incentivi annunciati dal Governo ha frenato negli ultimi mesi ordini e immatricolazioni. Per una concreta transizione ecologica del parco circolante, il nostro Paese deve rivedere la fiscalità sull’auto, allineandola a quella europea. Parla chiaro il 23. Rapporto di Aniasa, presentato oggi a Milano.

Ed è cristallino il messaggio che l’associazione, parte di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità, lancia al governo: “L’attesa dei nuovi incentivi ha azzerato le immatricolazioni di veicoli green. Va colta l’occasione delle Legge Delega per accelerare la transizione attraverso un adeguato uso della leva fiscale”.

14 miliardi di giro d’affari

In un mercato dell’auto in graduale ripresa nel 2023 (+19% vs 2022), ma ancora distante dal pre-pandemia (-20% vs 2019), il settore del noleggio veicoli ha continuato a marciare a velocità elevata, raggiungendo un giro d’affari di 14 miliardi di euro, una flotta di 1,3 milioni di veicoli in circolazione, toccando il record di immatricolazioni (tra auto e veicoli commerciali leggeri), con oltre 525.000 unità, pari a circa il 30% dell’intero mercato italiano e a un valore complessivo di acquisti di 15 miliardi di euro.

Transizione e pay per use

“L’accelerazione del ricambio del parco circolante nazionale – ha spiegato il presidente Aniasa Alberto Viano (a sinistra nella foto) – non può che passare da una maggiore diffusione delle forme di mobilità pay-per-use. Ma è indispensabile riequilibrare la fiscalità sull’auto aziendale. Secondo nostre stime, un graduale riequilibrio verso tali valori, almeno sulle nuove vetture elettriche, porterebbe a una significativa diffusione di queste nel parco nazionale, oltretutto con un ritorno sull’investimento per l’Erario del 50%. Senza contare i vantaggi in termini di riduzione delle emissioni inquinanti e di sicurezza”.

Breve e lungo termine in salute

Nel 2023, il noleggio a breve termine ha registrato tutti indicatori in crescita: il fatturato è ormai vicino a 1,5 miliardi di euro, i noleggi sono stati 4,3 milioni (+18%), per un totale di 36 milioni di giornate di noleggio (+14%). Il rent-a-car sta quindi gradualmente recuperando quanto perso negli scorsi anni, anche se rispetto al 2019 manca ancora all’appello quasi 1 cliente su 5. Anche le immatricolazioni sono cresciute (+8%).

Il noleggio a lungo termine ha proseguito anche nello scorso anno la propria crescita e penetrazione su aziende e privati, superando i 10,6 miliardi di euro di fatturato complessivo (compreso quello da rivendita dell’usato), 1,2 milioni di veicoli in flotta (+8%) e registrando una crescita delle immatricolazioni del 23,6%, per una cifra record di 438mila auto e veicoli commerciali leggeri.

Indicatori positivi

Nel primo trimestre 2024, il noleggio ha registrato una nuova crescita che lo ha portato a rappresentare stabilmente la quota di incidenza del 31% sulle immatricolazioni nazionali.
Il noleggio a breve termine, in vista di una stagione estiva che si preannuncia contraddistinta da un’elevata domanda, ha registrato indicatori positivi: fatturato (+7%), numero di noleggi (+5%), flotta (+3,5%). Molto bene anche il lungo termine che ha visto crescere il giro d’affari (+14%) e la flotta (+8%). In questo caso, però, calano del 15% le immatricolazioni a causa degli incentivi annunciati a più riprese che tardano ad entrare in vigore.

“Auspichiamo che quanto prima siano operativi i nuovi incentivi che vedono anche il noleggio tra i beneficiari al 100% e un potenziale interessante esperimento di noleggio a lungo termine sociale“, ha concluso Viano.

PO

 

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