Costi dei servizi, geopolitica e inflazione, le tre preoccupazioni del travel

I mesi di gennaio, febbraio e marzo sono stati positivi in termini di prenotazioni in agenzia da parte del mercato. Il volume d’affari è risultato in crescita dell’8,9% nel primo trimestre rispetto a gennaio-marzo dello scorso anno. A dirlo sono i dati emersi dalla indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, per Assoviaggi Confesercenti, su un campione di 769 agenzie di viaggi.

A registrare gli incrementi più consistenti in termini di fatturato sono state le agenzie del Centro Italia e del Nord Ovest – rispettivamente un +9,8% e un +9,0% -, mentre viaggi intercontinentali e crociere guidano il trend positivo del settore. Ci sono però degli elementi che preoccupano, osserva Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, che porta l’attenzione su tre punti in particolare.

L’aumento dei prezzi

Il primo è “l’aumento dei prezzi dei servizi turistici, dei voli aerei, della ricettività alberghiera. Si spera che non crescano ulteriormente perché potrebbero inibire l’incremento delle richieste registrato nei primi tre mesi”. I rincari hanno raggiunto valori medi del +16% negli ultimi 12 mesi. Inoltre, i rincari dei prodotti energetici hanno spinto al rialzo le tariffe dei servizi di trasporto che hanno registrato aumenti del 27%. I servizi di alloggio e ristorazione sono saliti in media del 22,3%.

Tra geopolitica e inflazione

Il secondo punto messo in evidenza è la preoccupazione legata alla situazione geopolitica, vero è che “erano in corso anche nei primi tre mesi dell’anno e la domanda c’è stata – osserva Rebecchi -. Il terzo è il tema dell‘inflazione, “si auspica che non torni a crescere, così come si spera che la Banca centrale europea riduca i tassi di interesse, l’aumento ha inciso sui nuclei familiari su più fronti tra mutui in corso e acquisti di vario tipo, se non vengono ridotti i tassi sarà un vero problema, in quanto il costo della vita è aumentato da un anno e mezzo e per chi aveva un finanziamento o un mutuo la situazione si è complicata. Sono tutti elementi che erodono il budget rispetto alle entrate, che sono rimaste stabili”.

Aumenterà il costo del lavoro

Un altro punto fondamentale che viene sempre più messo in evidenza è quello dell’aumento dei costi in agenzia. Si devono fare i conti con “l’aumento delle bollette, della parte amministrativa, dei costi legati al commercialista. Sono aumentati i costi di gestione che devono essere presi in considerazione soprattutto nel 2024, a cui si aggiungerà un aumento del costo del lavoro nel settore. Si dovrà, quindi, porre molta attenzione a questi punti”.

Un fatturato drogato dall’inflazione

Qual è lo stato d’animo delle agenzie oggi? In questo momento sono impegnate nella fase della vendita, “ma sono coscienti del fatto che vedono minori margini”. Rebecchi invita a considerare che il fatturato è “il volume delle vendite delle agenzie, non il conto economico”. Pertanto nella valutazione dei numeri è importante verificare quanti passeggeri si sono fatti viaggiare, “invece, tutti dicono abbiamo raggiunto il fatturato, ma il dato può essere drogato dall’inflazione. Si deve considerare che oggi i servizi costano di più, pertanto i fatturati sono stati raggiunti a fronte di un aumento complessivo di tutti i prezzi“.

L’analisi di Rebecchi non mira a tinteggiare un quadro negativo, è un dato di fatto che “il turismo sta tornando”, ma vuole spingere le agenzie a fare attenzione. “Un imprenditore deve sapere cosa ci prospettano i prossimi mesi – afferma -, deve essere una presa di coscienza della realtà. Nel post pandemia non c’è più posto per chi non fa impresa”.

Cambia anche il modo di fare risk management, cioè la “possibilità di prevenire situazioni problematiche in cui si può incorrere e l’azienda deve valutare le migliori soluzioni per gestirle”. Rebecchi concorda sul fatto che alcuni parametri sono cambiati, perché sono cambiati gli scenari, da qui la necessità di analizzare sempre “il contesto in cui una impresa opera”.

Cosa serve?

Il canale agenziale, dal canto suo, ha dato prova di essere “resiliente alla più grande crisi di settore”. Ciò che serve ora è una “gestione oculata dei costi di impresa e una ricerca della marginalità migliorativa rispetto al passato in quanto i costi sono aumentati”.

I costi più alti per una adv

Quali sono le voci che incidono maggiormente sui costi d’agenzia? La prima è quella del personale, “è la percentuale più alta e dipende dalla maturità professionale della persona. Il mercato chiede staff altamente professionali e nelle adv il personale deve essere sempre più qualificato”, questo a fronte dei vari saperi che sono richiesti oggi ad un agente di viaggi. Non solo legati al mondo del turismo, ma anche alla contabilità, dal punto di vista operativo.

Il secondo costo è quello legato “alla gestione aziendale, il che vuol dire affitti, reparto amministrativo, la gestione d’impresa, la digitalizzazione (gestionali, siti web, social)”. Infine, la terza voce è quella della “tassazione che tocca ormai il 52%”.

Stefania Vicini

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