Assemblea nazionale Federalberghi: settore in ripresa trainato dagli stranieri

Si è svolta a Viareggio la 74a assemblea nazionale di Federalberghi con la partecipazione di circa 400 delegati. Sono intervenuti il sindaco Giorgio Del Ghingaro, il presidente della regione Toscana Eugenio Giani e il ministro del turismo Daniela Santanchè.

Il presidente Bernabò Bocca ha sottolineato che l’assemblea annuale rappresenta il momento più alto e partecipato della vita associativa di Federalberghi e che Viareggio offre tutto ciò che una destinazione turistica può offrire e cioè una combinazione di bellezze naturale, cultura e lifestyle, in una esperienza turistica completa.

Forte l’estero

“La Versilia – ha sottolineato – incarna l’essenza del turismo italiano, offrendo una combinazione di bellezza naturale, cultura e ospitalità che la rende una destinazione imperdibile per i viaggiatori di tutto il mondo”.

Emerso che i dati relativi al 2023 delineano una situazione in ripresa per i flussi turistici che sono tornati ai livelli pre covid. Le presenze totali pari a 446,1 milioni sono in crescita del 2,2% rispetto al 2019. Aumentati i flussi provenienti dall’estero che si sono attestati sui 232 milioni (+5,1% rispetto al 2019) mentre i flussi nazionali (214,1 milioni di presenze non hanno ancora raggiunto i valori del 2019 con -0,99%).

Sulle prospettive future della ripresa il presidente si è detto ottimista soprattutto quelle del mercato nordamericano, che va bene.

Affanno italiano

“È ovvio – ha proseguito il presidente – che quando si gioca su un mercato solo che frequenta solo alcune destinazioni il saldo è positivo, ma solo in parte. Attualmente, in questa fase della ripresa, sono le mete balneari a fare un po’ di fatica perché non sono frequentate dal turismo americano, ma soprattutto dal turista italiano che alla luce della attuale situazione economica è un po’ in affanno. La situazione è che alcune zone saranno molto contente e altre un po’ meno”.

Pagare tutti per pagare per pagare meno

Bernabò Bocca, sentito a margine dell’assemblea, ha voluto sottolineare il suo disappunto per l’aumento della tassa di soggiorno, rifiutando l’idea che la categoria diventi un bancomat e che quando occorrono risorse paghi il turista che soggiorna in hotel.

“Si dimentica, invece, che i prezzi degli alberghi sono tutto compreso, per cui aumentare la tassa di soggiorno è come se fosse un aumento Iva, cioè un incremento del prezzo dell’albergo. Se c’è da dare un contributo, non deve essere pagato solamente dall’albergo o dal turista che soggiorna in albergo, ma deve essere pagato da tutte quelle che sono le attività economiche che beneficiano del turismo. Faccio l’esempio: a New York, dove c’è una city tax nei ristoranti, nei negozi e negli alberghi, il concetto è pagare tutti per pagare per pagare meno. Invece, qui è più semplice andare a prendere soldi negli alberghi. Diversi studi hanno dimostrato che su cento euro di spesa del turista, l’albergo ne beneficia per il 27%. Quindi il rimanente 63% è per tutto il resto”.

“Inoltre – ha concluso – le nostre città d’arte sono dei musei a cielo aperto e spesso il turista non lascia nulla al territorio. Quindi non è giusto che paghi solo chi soggiorna nell’albergo. Come è giusta la tassa di sbarco a Capri, niente di più, niente di meno”.

Annarosa Toso

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