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Hotel Mediterraneo di Sorrento: una storia di famiglia a cinque stelle

“La storia dell’albergo è una storia di famiglia”. Esordisce così Francesco Monti, residence manager dell’Hotel Mediterraneo di Sorrento, sottolineando che il primo edificio della struttura risale al 1912 e che è stato progettato dal proprio bisnonno che era un ingegnere, su un terreno di proprietà della bisnonna Antonietta, nata Lauro e sorella di Achille Lauro.

Le origini

“Era una grande casa padronale di due piani con una quindicina di camere. Dove ora c’è la piscina vi erano campi coltivati, una fattoria con i coloni e con gli animali. Nel 1912 Sorrento era già meta del Grand Tour, anche se la casa fu costruita come residenza di famiglia, si stava aprendo al turismo che non era quello di oggi. Dall’Inghilterra ci voleva un mese di viaggio con tante tappe e all’epoca Sorrento era meta di un turismo internazionale importante, con autori e personaggi del teatro e del cinema che vi soggiornavano.

L’ospitalità era fatta dai presidi della chiesa che ricevevano le personalità e da qualche grande albergo che già esisteva a Sorrento. In realtà – ha rimarcato il manager – all’inizio del secolo scorso a Sorrento esistevano già i bnb, in quanto luogo di villeggiatura per le famiglie napoletane e per quelle romane. Come periodo, siamo, tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Si affittavano camere e appartamenti per periodi più o meno lunghi. Questo nostro primo edificio già affittava le camere, era una specie di para alberghiero. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1950 e il 1952, usciti dal brutto periodo e dai traumi che ne sono derivati, i figli della mia bisnonna hanno iniziato la trasformazione in albergo”.

La metamorfosi dell’albergo

Francesco Monti con il fratello Pietro, director of marketing and sales, ha raccontato la metamorfosi dell’albergo. “Intorno agli anni ’60, quando il boom economico aveva consentito alle persone di fare una vacanza, fu aggiunto un corpo all’albergo. Fu Sorrento a trasformarsi da un luogo di élite di villeggiatura a un posto più casual. Questo avvenne tra gli anni ‘70 e ‘80, quando i tour operator tedeschi, ma soprattutto inglesi, iniziarono a organizzare vacanze di una settimana o due, tutto compreso, ma senza badare al lusso. Sorrento diventò meta del turismo di massa. Un vero declassamento della qualità”.

L’ospitalità a Sorrento

L’ospitalità sorrentina, che era stata sempre d’élite si è trovata a dover fare una scelta tra un guadagno facile e la difesa dell’immagine. “Con l’avvento di internet e delle recensioni si riaprì il libero mercato. Quello che era stata fino ad allora, con i grandi players che veicolavano i flussi, avevano il controllo delle linee aeree e dettavano legge anche sui menu e sui servizi, finalmente ebbe un termine facendo incontrare liberamente domanda e offerta. La svolta avvenne alla fine degli anni ’90 quando le nuove generazioni della famiglia presero in mano l’hotel ricominciando a dare all’albergo quella qualità che aveva avuto un tempo. Tra il ’97 e il 98 l’albergo da 3 stelle passò a 4 stelle e recuperò un po’ di dignità. Negli anni successivi, ogni anno fu fatto qualcosa, cambiamenti, investimenti, formazione per riuscire a massimizzare il business”.

La trasformazione in 5 stelle

Nel 2019 a seguito di una stagione record, la famiglia decide di sventrare il vecchio hotel, di ristrutturare tutto per renderlo un 5 stelle, in previsione dell’apertura a primavera del 2020. “Arrivò il Covid, con le richieste di rimborso, cancellazioni, senza lavoratori, in condizioni pazzesche sia economiche che psicologiche, ma decidemmo lo stesso di aprire il 20 giugno senza nemmeno una prenotazione. Ci ha salvato il ristorante e la terrazza all’aperto dove tante persone, con il desiderio di uscire, venivano a cena. Piano piano si è iniziato a vendere le stanze nei fine settimana, proprio per la voglia delle persone di iniziare a vivere. Negli albergatori la domanda era: vuoi perdere restando chiuso o vuoi perdere comunque giocandoti la partita? Ci fu un piglio di tutta la famiglia che decise di aprire quel 20 giugno senza sapere come sarebbe andata a finire. La stagione chiuse con una perdita importante, ma fu fondamentale anche perché riuscimmo a dare lavoro a tutti i nostri collaboratori storici. Fu una stagione da ricordare anche dal punto di vista emozionale. Nel 2021 l’hotel diventò 5 stelle con una stagione di grande rodaggio, che fu chiusa economicamente in pareggio”.

L’hotel oggi

Il Mediterraneo dispone oggi di 61 stanze, a fronte delle 70 prima della ristrutturazione, di cui 4 junior suite, suite per le famiglie su due piani con due bagni, 15 de luxe, camere superior sia vista giardino sia vista mare. L’hotel dispone di una piscina circondata da un giardino mediterraneo, un ristorante e un lounge bar panoramico, discesa diretta a mare tramite ascensore sulla spiaggia della Marinella.

Offre servizi di lusso – dal noleggio privato di barche con skipper all’organizzazione di escursioni in cantine vinicole di eccellenza – e tutto ciò che può soddisfare i clienti più esigenti. Un ramo importante dell’azienda è il wedding.

Per tutto il management l’hotel è una “grande casa” dove far sentire tutti a proprio agio, un luogo di aggregazione per momenti di divertimento e di relax, per vivere un’esperienza a 360 gradi. Il claim dell’hotel e :”Qui è tutta un’altra storia”.

La Chiave Michelin

A maggio di quest’anno l’Hotel Mediterraneo ha ricevuto un importante riconoscimento, una Chiave come “soggiorno speciale” all’interno della Guida Michelin. Come le stelle Michelin per i ristoranti, le Chiavi Michelin individuano l’eccellenza nell’esperienza alberghiera.

Annarosa Toso

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