Noleggio auto: appeal turistico e giro d’affari da 14 miliardi

Lo scorso anno il mercato italiano dell’automobile ha mostrato segnali incoraggianti di ripresa, registrando un aumento significativo del 19%. Una boccata d’aria per il settore, comunque ancora distaccato dai livelli pre-pandemici (-300mila vetture, ovvero il 20%, vs 2019) e ancora in cerca di un nuovo equilibrio. Un recente studio condotto da Aniasa e Bain & Company evidenzia come l’automotive sia destinato a cambiare molto più di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni. Mentre il canale del noleggio raggiunge un nuovo record storico, avvicinandosi ai livelli degli altri Paesi d’Europa, la trasformazione del panorama automobilistico italiano è evidente anche analizzando le preferenze dei consumatori, con una chiara tendenza dal diesel alla benzina.

Un mondo in cambiamento

L’arrivo dei marchi cinesi sul mercato europeo potrebbe rappresentare un’ulteriore incognita, con una quota di mercato prevista del 7% (o anche superiore, in funzione della capacità dei brand cinesi di approdare con modelli di segmento più basso a prezzi competitivi) entro il 2030, a potenziale discapito soprattutto di Paesi come l’Italia, il Regno Unito e la Francia (importatori netti di auto).

Il settore del noleggio, secondo il rapporto Aniasa recentemente presentato, corre veloce: 14 miliardi di euro di giro d’affari, 1,3 milioni di veicoli in circolazione, record di 525mila immatricolazioni, pari a circa il 30% dell’intero mercato italiano, e a 15 miliardi di euro di valore complessivo di acquisti.

La leva dell’incertezza

“I dati fotografano con chiarezza come sempre più italiani, complice l’incertezza relativa all’alimentazione da scegliere e le limitate capacità di spesa a fronte di listini in continuo aumento, preferiscano prendere una vettura a noleggio anziché acquistarla – ha commentato il presidente Aniasa Alberto Viano -. Una scelta che consente agli automobilisti di scaricare il rischio tecnologico del veicolo sugli operatori di noleggio e di accedere, a canoni mensili più contenuti, a vetture green altrimenti difficili da comprare. Questo trend, solo rallentato dall’effetto annuncio degli incentivi negli ultimi mesi, è destinato a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni”.

Domanda turistica in aumento

Superata la fase post pandemica e la successiva crisi dei chip, il rent-a-car sta gradualmente recuperando quanto perso negli scorsi anni, anche se rispetto al 2019 manca ancora all’appello quasi 1 cliente su 5. Gli indicatori, però, sono solidi: circa 1,5 miliardi di euro di fatturato, 4,3 milioni (+18%) di noleggi, per un totale di 36 milioni di giornate di noleggio (+14%). Anche le immatricolazioni sono cresciute (+8%), portando a un significativo sviluppo della flotta complessiva che ha raggiunto le 137mila unità (+12%).

A conferma di una domanda turistica anche estera in forte aumento, 6 noleggi su 10 avvengono all’interno degli aeroporti. D’altra parte, a fronte di una crescita complessiva, si contrae il canale dei noleggi effettuati tramite intermediari e broker (-3,5%).

Nel periodo gennaio-marzo 2024, il noleggio a breve termine, in vista di una stagione estiva che si preannuncia contraddistinta da un’elevata domanda, ha registrato indicatori positivi: fatturato (+7%), numero di noleggi (+5%), flotta (+3,5%). Boom delle immatricolazioni (+92%), che testimonia l’attesa per la stagione e una ritrovata e più nuova offerta di prodotto. Il rent-a-car ha così registrato una nuova crescita, che lo ha portato a rappresentare stabilmente la quota di incidenza del 31% sulle immatricolazioni nazionali.

Il lungo termine piace sempre di più

A fine 2023 i servizi del long term hanno raggiunto 254mila soggetti: 90mila aziende, 3mila Pa e 161mila privati (con e senza partita Iva) che hanno scelto di rinunciare all’acquisto dell’auto.

In ottima salute, dunque, il settore, apprezzato da aziende e privati: oltre 10,6 miliardi di euro il fatturato complessivo, compreso quello da rivendita dell’usato, 1,2 milioni di veicoli in flotta (+8%), immatricolazioni +23,6%, per una cifra record di 438mila veicoli, 82mila dei quali ibridi “veri” (full o plug-in) o elettrici.

Bene anche il lungo termine in questi primi mesi dell’anno, che ha visto crescere il giro d’affari (+14%) e la flotta (+8%). La nota dolente riguarda però le immatricolazioni, -15%. Un calo prodotto dall’effetto attesa dai nuovi incentivi annunciati a più riprese, già sul finire dello scorso anno, e che tardano a entrare in vigore, lasciando alla finestra aziende e privati in attesa del rinnovo delle proprie auto.

Car sharing verso nuove formule

Anche il settore dell’auto condivisa sta vivendo una nuova fase nel nostro Paese. Nel 2023 sono stati effettuati poco meno di 5 milioni di noleggi di vetture in sharing: -10% vs 2022 e quasi la metà dei circa 10 milioni del pre-pandemia.

Resta stabile la flotta a 3.500 vetture mentre cresce il numero di utenti che negli ultimi 6 mesi ha utilizzato questa formula, 300mila (+4%). A Roma e Milano si concentra l’80% della flotta complessiva. Da rimarcare l’aumento delle durate dei noleggi, passati da 77 a 95 minuti, un trend che proietta l’offerta del comparto verso formule weekend o pluri-giornaliere.

Ruolo chiave della sostenibilità

Il ritardo nell’implementazione degli incentivi del Governo ha impattato sulle vendite di veicoli elettrificati nel primo trimestre 2024, con una concentrazione maggiore nel Centro Italia – che supera il Sud sia sulle elettriche sia sulle ibride plug-in – rispetto al Nord. Come già confermato negli anni scorsi, le vetture elettrificate fanno ancora fatica nel canale privati, dove superano di poco il 4%. La quota inferiore nel canale privati dimostra il ruolo chiave delle flotte e dei noleggi nella diffusione delle alimentazioni più sostenibili anche per il pubblico di massa. In questo clima di incertezza, infatti, chi vince è il canale del noleggio, che tocca un nuovo record storico, con una penetrazione lo scorso anno del 29% sul totale immatricolazioni.

PO

 

 

Tags: ,

Potrebbe interessarti