Un’estate complessa, che trova nuove soluzioni di vacanza

È una estate con le sue complessità, legate alle criticità geopolitiche mediorientali e alla guerra che persiste in Ucraina, ma che sta trovando “nuove soluzioni e nuovi modi di vacanza compensative”. In agenzia si vendono i grandi classici di stagione, osserva Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze, il che vuol dire “Mare Italia, medio raggio, c’è un grande successo del Nord America e dell’Oceano Indiano. Abbiamo l’Egitto in ripresa, i fatti dello scorso ottobre ne avevano pregiudicato i volumi”, osserva il manager.

Sarà un’estate che porterà a confrontarsi nuovamente con le complessità operative che hanno caratterizzato il 2022 e il 2023? Il manager osserva che “l’esperienza maturata in questi due anni ci fa guardare al 2024 con maggior fiducia. Ad oggi non abbiamo segnali di particolari criticità“.

Il problema del pricing

Semmai sullo sfondo c’è “un problema più complesso legato al pricing e principalmente al potere d’acquisto – osserva -. Siamo in un periodo di lungo effetto inflattivo che ha determinato un calo del potere d’acquisto delle famiglie, controbilanciandolo con una crescita dei prezzi che si è avuta lo scorso anno, determina la difficoltà per molti di trovare la soluzione giusta”.

Da questo punto di vista il lavoro delle adv e del trade assieme a quello dei t.o. “è utile perché sta rendendo possibile una vacanza di qualità a persone che in autonomia non riuscirebbero a farla”. Non c’è quindi il timore che una fetta di mercato possa rimanere esclusa dalle vacanze estive? Pellegrino è consapevole che “il rischio inflattivo e la mancata crescita dei salari in modo proporzionale” portino a una “contrazione tendenziale de consumi in tutti i settori, turismo incluso. Ad oggi quello che ho visto sul mercato, sia da parte dei t.o. sia per ciò che è in potere delle adv, è una forte reattività per combattere questo fenomeno e per avere una accessibilità più completa possibile ai prodotti di vacanza”. Diversamente restano fruibili “solo soluzioni low cost, ma che spesso significano alto rischio e bassa qualità”.

Le tre linee strategiche

Guardando al Gruppo Bluvacanze lo sviluppo passa attraverso diverse strategie declinate per le tre aree di business presidiate – bt, tour operating, retail. Per il corporate è stato fatto un lavoro sulla “capillarizzazione della organizzazione sullo sviluppo internazionale, creando strutture operative importanti”. Tra quelle menzionate, oltre a Torino, Milano e Roma, si è aggiunta Napoli, “abbiamo strutture operative a Padova e a Bolzano. In termini di internazionalizzazione siamo operativi a New York, Cipro, abbiamo due uffici in Turchia, siamo operativi ad Amburgo, a Ginevra, a Londra. Nelle prossime settimane abbiamo le aperture di Parigi e di Madrid“.

Il secondo semestre 2024 sarà la finestra temporale per lo sviluppo di “una ulteriore fase di internazionalizzazione su cui stiamo puntando per il 2025, con il Far East e il resto del mondo“, annuncia il manager.

Sul fronte del tour operating lo sviluppo tecnologico ha portato “verso un modello di Dp più complesso con il tool Going4you, è stata avviata la divisione resort, ci siamo specializzati sul tailor made e stiamo sviluppando la parte incoming“. Lo scorso anno è partito il discorso Stati Uniti, quest’anno sta iniziando la commercializzazione di altri mercati.

Infine, per il retail è attesa “una crescita del 12% rispetto allo scorso anno, siamo in linea con il budget”, ha affermato il manager. Bluvacanze ha alle spalle più di 30 anni di storia legati al modello della associazione in partecipazione, “nato con determinate caratteristiche nel passato, ha svolto una determinata funzione, oggi – ha affermato il ceo del gruppo – si è evoluto e rappresenta un modello attuale e del futuro per il trade”. Il manager non ha dubbi in merito, in quanto si tratta di “concedere, in un’ottica industriale, al punto vendita gli strumenti perché possa esprimersi al meglio nella distribuzione, organizzazione e sviluppo del mercato di riferimento, lasciando in economia di scala, su competenze più specialistiche, una parte del business (tecnologia, modelli organizzativi, processi gestionali, legali, fiscali, ammnistrativi, assicurativi)”. Lo sviluppo, quindi per il gruppo, passa sempre da qui.

Stefania Vicini

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