Le regole per combattere l’overtourism

Il 61% dei viaggiatori nell’ultimo anno ha evitato le destinazioni a causa del fenomeno dell’overtourism. Un problema fondamentale per la gestione sostenibile delle destinazioni, che secondo Mabrian e Phocuswright, si può affrontare con la misurazione di sette dimensioni chiave, come viene spiegato in un libro bianco (A Roadmap to Move Destinations Away from Overtourism) pubblicato in vista dell’evento Phocuswright Europe di Barcellona, che si terrà dal 10 al 12 giugno prossimi.

Analisi e pianificazione

Lo studio mette in luce la necessità di un’analisi e di una pianificazione innovative, che utilizzino indicatori chiave di performance integrali e strumenti basati sui dati. I sette indicatori proposti interagiscono tra loro e possono essere implementati per raggiungere diversi obiettivi, a seconda delle condizioni specifiche di ciascuna destinazione. Si parte dalla distribuzione della spesa turistica. Oltre a misurare la spesa per visitatore e per categoria, è fondamentale capire come è distribuita. Una destinazione meno colpita dall’overtourism tende ad avere una distribuzione più uniforme della spesa sul suo territorio, a vantaggio sia dell’economia che del benessere locale. Questo è stato esemplificato dall’Ente del Turismo di Lanzarote, che ha monitorato la distribuzione della spesa durante il festival Saborea Lanzarote 2023 scoprendo che i biglietti dei ristoranti e di altre esperienze gastronomiche sono aumentati di anno in anno, raggiungendo il 37% della spesa turistica media totale dell’isola.

Capitalizzare le preferenze

In definitiva, si tratta di capitalizzare le preferenze dei viaggiatori, visto che una ricerca di Phocuswright indica che tra la metà e i due terzi dei viaggiatori vogliono che la loro spesa sostenga le comunità che visitano. Altro aspetto da considerare riguarda le emissioni di CO2: “La riduzione delle emissioni di CO2 è fondamentale per minimizzare l’impatto ambientale dei viaggi, – spiega il libro – soprattutto perché il trasporto aereo rappresenta il 55% dell’impronta di carbonio del settore turistico. L’analisi delle emissioni di CO2 nel tempo per mercato di provenienza e per visitatore, così come il rapporto tra la spesa dei viaggiatori e le emissioni generate, può aiutare le destinazioni a indirizzare i segmenti con un migliore rapporto spesa/emissioni”. Ad esempio, Tourspain ha implementato tali strategie e, entro il 2023, ha ottenuto una riduzione del 4,9% dell’impronta di carbonio per visitatore in Spagna e un aumento del 5,1% del reddito turistico per viaggiatore.

Concentrazione dell’offerta turistica

La densità e la pressione antropica sono comunemente associate all’overtourism piuttosto che alla sostenibilità, ma c’è una disparità nella percezione dei viaggiatori. Secondo i dati di Phocuswright, mentre il 43-61% dei viaggiatori ha evitato destinazioni nell’ultimo anno a causa di preoccupazioni legate alla sostenibilità, solo il 13-21% considera sostenibile visitare destinazioni meno affollate. Capire il raggruppamento delle strutture ricettive e delle attrazioni è fondamentale sia per il comfort dei viaggiatori che per il benessere della comunità.  L’analisi di Mabrian & Phocuswright cita il caso della Dmo della regione di Tamarindo in Costa Rica, che ha utilizzato la data intelligence per mappare la densità delle strutture ricettive, ottenendo una diminuzione del 16% in cinque anni e miglioramenti significativi negli indici di soddisfazione degli hotel e della destinazione.

Percezione della sostenibilità

Un approccio sostenibile efficace all’overtourism implica l’allineamento delle politiche con il loro impatto sia sui locali che sui visitatori, per attenuare quella che Phocuswright definisce “dissonanza da sostenibilità”, ossia il divario tra l’intenzione di viaggiare in modo sostenibile e le scelte effettive dei viaggiatori. La messaggistica mirata e le strategie di coinvolgimento svolgono un ruolo centrale nel plasmare la percezione della sostenibilità del turismo, come dimostra la campagna “Smart Streets” di Siviglia, realizzata dall’Ufficio comunale di Siviglia. Questa iniziativa ha messo in evidenza i risultati sostenibili della città, migliorando l’esperienza sia degli abitanti che dei visitatori. Di conseguenza, Siviglia ha registrato un aumento di 6 punti rispetto all’anno precedente nel suo indice di percezione della sostenibilità.

Diversificare le motivazioni

Oltre a mantenere in vista politiche per misurare e battere la stagionalità, il libro bianco propone anche di attuare strategie per ampliare la diversificazione motivazionale e ridurre la dipendenza dalle origini, puntando su una selezione variegata di attività, attrazioni e prodotti turistici, che contribuisca a creare aree a minore densità e a ridurre la stagionalità della domanda, nonché a sviluppare esperienze alternative più equamente distribuite sul territorio e durante l’anno. Come spiega Madeline List, analista senior di Phocuswright: “Una strategia sostenibile coerente e di successo implica la formulazione di buone pratiche ma la loro messa in pratica in tempi brevi”.

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