Il data lake l’asset su cui investire

Un enorme quantità di dati. Che vanno gestiti. Un tema ricorrente nel settore del travel, che fa i conti con i big data, consapevole del fatto di avere tra le mani tante chiavi di lettura del mercato e del cliente. Una delle strategie del Gruppo Uvet è proprio quella di iniziare a utilizzare i dati in possesso della azienda, “i dati dei nostri viaggiatori leisure e business, che abbiamo accumulato in tutti questi anni rappresentano un enorme big data e con la Ai si può personalizzare il servizio”, afferma il presidente Luca Patané.

Tre milioni di trasferte

Il gruppo si è concentrato su un dato, i 3 milioni di trasferte che fa. Certo, spesso si tratta “della stessa persona che viaggia e in questo caso il dato lo si conosce, altre volte è un cliente nuovo. Siamo partiti da questo (i 3mln, ndr), pensando che fosse significativo per una correlazione tra leisure e bt”, ma anche per conoscere le abitudini dei clienti e per relazionarsi con loro in un modo “più originale e facile”.

Gli investimenti sull’intelligenza artificiale abbinati alla possibilità di utilizzare i big data della azienda permettono “di abbattere tanti costi nel sistema di backoffice”. Il focus è proprio su questo aspetto in quanto porta “a decisioni più veloci e ad aumentare la produttività”. Certo, Patané riconosce che si tratta di “una ricetta faticosa” alimentata da analisi giornaliere, che fa leva sugli investimenti fatti negli anni e che rivelano come il gruppo si stia “trasformando in una azienda digitale”.

Tecnologia, si conferma la parola chiave ed è anche il back ground di Damiano Sabatino. Il suo arrivo nel gruppo quale chief operations officer, si inserisce in un disegno chiaro di sviluppo e di messa a terra di una serie di progetti. Sarà una sfida anche per il manager, ha fatto presente Patané, “considerando che Sabatino passa da una multinazionale a un gruppo privato”, un passaggio che Patané riconosce non essere “mai così facile”. E’ orgoglioso del fatto che abbia deciso di lavorare “in una azienda di famiglia (la sua, ndr) – che, anche se grande, si svilupperà ancora. Dobbiamo accelerare dei prodotti e dei processi e lui è la persona che l’azienda ha scelto”.

L’asset del data lake

Sabatino concorda sul fatto che Uvet disponga di un “asset importante, che si chiama data lake, cioè una quantità di dati enorme che è la base per realizzare una trasformazione digitale, che non vuol dire sostituire i fax con l’email, ma fare di più. Aumentare la produttività a parità di costi, servendo meglio i clienti”. Questo è lo scopo della tecnologia ed è anche l’area su cui il manager si concentrerà.

Le aziende da cui proviene si occupano di tecnologia. Sabatino ha lavorato “fianco a fianco con i grossi player in Europa della filiera distributiva” e l’aver visto numerose realtà diverse gli dà la possibilità di valutare e suggerire eventuali “modalità innovative da implementare, più in linea con i trend di mercato”. Quello in Uvet sarà un ruolo trasversale che lo vedrà operativo anche sulla parte di sviluppo del business e sulla parte del network, “che ha subito una contrazione per tante ragioni – commenta -, si tratta di capire come attivare delle partnership, anche con aziende da cui provengono, per crescere di nuovo. Avrò un ruolo trasversale sul gruppo e la tecnologia è sicuramente il focus”.

Adv più digitalizzate

Come sarà declinata la tecnologia in relazione ai punti vendita del gruppo? Per dare l’idea, Sabatino prende in prestito una locuzione dal mondo dei gds da cui proviene, dove solitamente “si dice che le piattaforme sono il sistema cardiocircolatorio dei viaggi”. Detto ciò, pensa che le sfide che hanno i retailer siano tante: “C’è dispersione di clienti, ci sono temi di fidelizzazione e la tecnologia può aiutare molto, dando risposte giuste ai clienti”. Il che comporta un successo in termini commerciali, ma anche di fidelizzazione.

Il manager non ha dubbi sul fatto che la tecnologia sia “uno strumento importante per supportare la filiera distributiva a fronte dei prodotti, che sono sempre più complessi, e dei contenuti sempre più articolati, con il dettagliante che deve dare la migliore risposta possibile”.

Alla domanda se ci si debba attendere una selezione maggiore delle adv all’interno del gruppo o se saranno più digitalizzate, la risposta del manager è: “Sicuramente più digitalizzate”. Sul meno a livello numerico, fa presente che “ci sono elementi macro” che lo determinano, “tra cambi generazionali, consolidamenti dell’industria che abbiamo visto in tutti i mercati. Le agenzie di viaggi sono di meno, ma questo riguarda il mercato, non solo Uvet”, afferma.

Stefania Vicini

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