Crollo di Fti: i pareri del settore

“Molti consideravano Fti troppo grande per fallire e quindi oggi non se lo sarebbero aspettato. In questo momento molti fornitori b2b staranno confermando con urgenza la loro esposizione e la loro situazione legale. Potrebbero volerci giorni per arrivare a una cifra assoluta di indebitamento”. A parlare è Morgann Lesné della banca d’investimento M&A Cambon Partners, che commenta, con altri player internazionali del settore, la situazione critica del terzo operatore tedesco, lasciando però aperto uno spazio di salvataggio.

Le vie d’uscita

“Non dobbiamo però escludere del tutto l’azienda – aggiunge – perché è possibile che arrivi un cavaliere bianco a salvarla, o addirittura il governo tedesco, che rischia di perdere molto da questa vicenda. Di certo, per quanto riguarda la sua solida base di asset, vedremo rapidamente degli offerenti per le sue ampie linee di business”.

I concorrenti

Nel frattempo, i concorrenti di Fti condurranno rapide analisi per vedere se sono in grado di conquistare la sua base di clienti, magari attraverso pubblicità e iniziative pr mirate. “Forse già nelle prossime 24 ore ci saranno novità, in queste situazioni le cose si muovono velocemente perché la posta in gioco è molto alta”, conclude.

Sotto pressione

Sami Doyle, ceo di Tmu Management (intermediario assicurativo data-driven specializzato in viaggi) così commenta: “È stato molto triste apprendere la notizia di Fti, ma si sapeva che era sotto pressione da un po’ di tempo. Le circostanze del suo fallimento, nonostante i recenti investimenti, sollevano tuttavia alcune domande. Soprattutto, è davvero utile per i fornitori delle compagnie di viaggio fare pressione sui termini di pagamento sapendo che le agenzie di viaggio online e i tour operator faranno fatica a trasferire questi termini ai loro clienti? Le agenzie di viaggio online e i tour operator – si chiede ancora – vengono giustamente criticati, ma si trascura la grande pressione associata alla gestione del consumatore e dei suoi soldi. Si ritrovano nel mezzo”. Secondo il manager le autorità di regolamentazione avrebbero dovuto intervenire per fornire garanzie e assicurare la catena di fornitura. “Se così fosse stato – dichiara Doyle – e se fosse stato comunicato in modo efficace, il problema di oggi sarebbe stato completamente evitabile”.

Il pagamento anticipato

Koert Grasveld di Terrapay, specialista in pagamenti b2b per i viaggi, punta il dito sulle pressioni finanziarie: “Le agenzie di viaggio e i tour operator di tutto il mondo sono sottoposti a pressioni enormi e sempre più forti per pagare anticipatamente le catene alberghiere, i proprietari di singole strutture e molti altri fornitori di servizi: questo avrà senza dubbio avuto un ruolo importante nella notizia di Fti. In questo momento tutti coloro che fanno parte dell’ecosistema b2b di Fti – che si tratti di fornitori di servizi di viaggio veri e propri, di agenzie di viaggio che vendono i loro pacchetti o più semplicemente di distributori b2b e partner tecnologici – si staranno dando da fare per capire la loro esposizione finanziaria, ma soprattutto per capire quale protezione hanno a disposizione”. Per Grasveld, coloro che hanno utilizzato carte di credito virtuali per effettuare transazioni con Fti si troveranno ad avere una protezione molto maggiore rispetto a chi utilizza i bonifici bancari vecchio stile, e sicuramente a chi utilizza carte virtuali prepagate, in quanto non sarebbe stato caricato denaro fittizio sulla carta se il servizio non era ancora stato consumato o era in scadenza”. Fa poi presente che “anche coloro che sono certi di avere una protezione finanziaria potrebbero trovarsi ad affrontare settimane molto impegnative, con richieste di rimborso e riaddebiti da parte dei consumatori, con conseguenti enormi quantità di lavoro amministrativo di back-office, a meno che non dispongano di sistemi aggiornati e automatizzati”. L.D.

 

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