L’Africa dei valori conferma la forte attrattività

Dall’Africa australe, con Sudafrica, Namibia, Botswana all’East Africa con Tanzania, Kenya, Uganda, Madagascar, ai Paesi affacciati sul Golfo di Guinea, ricchi di tradizioni etnografiche, la programmazione sull’Africa del Diamante fa numeri importanti.

Le prenotazioni relative alle partenze da gennaio a luglio 2024 sono aumentate del 20% rispetto a pari periodo del 2023, i passeggeri in viaggio da gennaio a luglio 2024 mostrano +14% rispetto a quelli dello scorso anno, i viaggi combinati tour&mare gennaio-maggio si attestano a + 68%.

Prodotto d’eccellenza

“L’Africa ci ha sorpreso per la rapidità e la forza della ripresa – ha dichiarato Marco Peci, direttore commerciale Quality Group -. Durante il 2022 ha recuperato l’83% del traffico 2019, quando nel mondo la media nel 2022 è stata del 75%. Le motivazioni sono diverse, in primis il fatto che durante la pandemia non è stata percepita come un pericolo. Poi la prospicienza con un mercato enorme, quello europeo, che non vedeva l’ora di tornare a viaggiare, basti pensare che l’Africa bianca, nei primi sette mesi del 2023, ha fatto più 8% rispetto al 2019. Il terzo punto, quello più rilevante per Il Diamante, è il patrimonio naturalistico straordinario”.
“Quindi un’Africa brillante – ha aggiunto – , al di sopra delle aspettative, che nel 2023 ha riconfermato questa spinta e recuperato il 96% del traffico passeggeri, secondo l’Omt. L’Etiopia ha fatto registrare +30% rispetto al 2019, il Marocco +11%, la Tanzania +20%. Noi, in questi primi 5 mesi, abbiamo avuto un incremento dell’11% come partito (fino a fine marzo) e un 20% sul prenotato. Un altro dato molto importante, che ci riguarda, è il +68% sui viaggi combinati che legano a un itinerario in Africa australe o equatoriale un’estensione mare, per esempio Seychelles o a Mauritius. Quando torna questo tipo di turismo leisure significa che la destinazione sta andando bene. È un indice importante della tonicità del continente africano che ha ripreso in tutti i segmenti di mercato ad attrarre un pubblico eterogeneo anche grazie all’assortimento del prodotto che Il Diamante ha sviluppato in questi anni. Siamo dunque molto confidenti che questo sia un ottimo anno, ancora una volta. Ma l’Africa per noi non è soltanto numeri e fatturato, bensì un prodotto di eccellenza passe-partout per posizionarci sul mercato in maniera importante”.

Valori aziendali per performance positive

“Il Diamante ha 42 anni – ha affermato Massimo D’Eredità, general manager Il Diamante (a sinistra nella foto con Davide Bomben) – ed è da sempre connesso all’Africa. È cresciuto con questo continente e, a sua volta, l’Africa è si è sviluppata con il tour operator. Siamo legati profondamente alla destinazione, alla sua cultura, alla natura, alla società. Intercettando il desiderio delle persone offriamo un prodotto valido, mirato, con prezzi giusti. Significa trovare risorse, tempo e persone per essere sempre pronti all’adeguamento. La passione, la conoscenza diretta, i valori aziendali hanno portato alle performance positive. Dalla proprietà ai product manager nella sede torinese, fino agli staff africani, tutti sono consapevoli che dietro la commercializzazione siano imprescindibili un atteggiamento di sensibilità verso l’ambiente, il legame con le comunità, l’attenzione allo sviluppo culturale e sociale legato allo scambio con il turismo. Sono convinto che le agenzie siano coscienti di tutto ciò e che questo faccia la differenza. Abbiamo diviso l’Africa in varie zone, perché è importante conoscere il mercato. Il prodotto del Diamante è complicato: la nostra scelta, ben ponderata, è offrire l’Africa vera, quella del safari e del contatto con le comunità locali. Avere un prodotto nostro, esclusivo, significa investire continuamente seguendo coordinate rispettose dell’ambiente e delle persone”.

Turismo e impegno

“Il Diamante – ha detto Davide Bomben, responsabile sviluppo Progetti speciali in Africa – ha sempre creduto con forza nel dare la possibilità, ai propri viaggiatori, di emozionarsi al cospetto degli animali e della natura. Secondo l’Omt, 20 turisti che viaggiano in Africa per almeno 10 giorni sostengono un posto di lavoro. Lo facciamo da 20 anni: in Namibia abbiamo un massimo di 20 persone insieme nello stesso momento e 15 dipendenti. I valori sui quali poggia il Diamante sono essenzialmente le 3 C di conservazione, comunità, commercio, nel nostro caso turismo. Quindi, la commercializzazione di prodotti turistici diventa un supporto fondamentale alle comunità e alla natura e alla conservazione. Il Diamante non lo racconta e basta, lo fa in primissima persona, come i pannelli solari che muovono l’unico glamping dentro al Parco Kruger, i fuoristrada elettrici per i fotosafari senza rumore in Tanzania e l’accantonamento di una green fee per sostenere i progetti. Alla costruzione del Mdluli Safari Lodge hanno lavorato 298 persone dalla comunità adiacente al Parco per un anno e mezzo, hanno ricevuto uno stipendio ma soprattutto imparato un mestiere. Oggi, oltre 100 persone, il 95% donne, lavorano all’interno di questo lodge, non solo per i nostri ospiti italiani ma per quelli di tutto il mondo, poiché è una struttura aperta al pubblico internazionale”.

“Fondamentale – ha proseguito – è una conservazione attiva, come la dotazione di equipaggiamenti alle unità ranger in Namibia, Botswana e Sudafrica dove, all’interno Kruger, dal 2010 al 2020 abbiamo perso circa 10mila rinoceronti. In questa zona siamo presenti, abbiamo unità antibracconaggio supportata totalmente e solamente dai viaggiatori. Sosteniamo la scuola di Makoko, per l’educazione di bambini, il cui sogno è oggi diventare ranger o guida e vivere e lavorare al Parco. Se i viaggiatori toccano con mano le nostre iniziative, si tratti di entrare in un orfanotrofio o di ammirare gli arredi scolpiti dagli artigiani locali, diventano più consapevoli. Se non hai un presente, non esiste un futuro. Il nostro progetto è di creare un quinto lodge: dopo i tre in Namibia e uno in Sudafrica, puntiamo a un glamping nel delta dell’Okavango in Botswana. Le persone che arrivano in Africa fanno vacanze che creano un futuro per i giovani e un presente per gli adulti. Nel 2025 e negli anni a venire, i viaggiatori sceglieranno anche in base al footprint impact, cioè l’impatto del loro passaggio, e credo che non si possa più parlare di impatto zero, dobbiamo parlare di impatto positivo”.

Non solo Africa, però, alla serata del Diamante. Al termine dell’incontro è stata lanciata anche l’anticipazione su prossimo glamping “tutto vetri” nella Lapponia finlandese.

PO

 

 

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