Bernabò Bocca e i temi caldi del turismo

Positivo, sicuro, rassicurante e incisivo come è nel suo stile di manager che non le manda davvero a dire. Con questo atteggiamento Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha aperto i lavori della 74a assemblea svoltasi a Viareggio.

L’aumento della tassa di soggiorno

Ricordando che la città toscana aveva ospitato l’assemblea precisamente 50 anni fa, il presidente è andato al sodo, attaccando la decisione del governo di aumentare la tassa di soggiorno di due euro in occasione del Giubileo in tutti gli alberghi in Italia. “Federalberghi non deve essere inteso come un bancomat e non è giusto che quando occorrono risorse le debba pagare il turista che soggiorna in hotel. Si dimentica che i prezzi degli alberghi sono tutto compreso, per cui aumentare la tassa di soggiorno è simile a un aumento dell’Iva, cioè un incremento del prezzo dell’albergo. Se è necessario dare un contributo sia preso da tutte le attività economiche che ruotano intorno al turismo e che beneficiano del turismo”. E il manager ha fatto l’esempio di New York, dove esiste una city tax nei ristoranti, nei negozi e negli alberghi a suo parere indispensabile. “Trovo giusta la tassa di sbarco a Capri o quella per visitare in giornata Venezia. Le nostre città d’arte sono dei musei a cielo aperto e spesso il turista non lascia niente al territorio. Non deve pagare solo chi soggiorna in hotel”.

I dati del 2023

I dati provvisori del 2023 dimostrano che i flussi turistici sono tornati ai livelli pre-covid, ma non soddisfano completamente il presidente di Federalberghi, che ha sottolineato che se i flussi provenienti dall’estero si sono attestati sui 232 milioni (+5,2%), quelli nazionali, pari a 214,1 milioni di presenze, non hanno ancora raggiunto i valori del 2019. “Secondo la Banca d’Italia la spesa degli stranieri in Italia è stata pari a 51,6 miliardi di euro con un aumento del 16,5% rispetto ai valori pre-pandemici, sia rispetto al 2022 (+16,6%)”.

Le concessioni balneari

Sulle concessioni balneari Bocca ha evidenziato che alla categoria degli albergatori interessano le spiagge connesse alle attività dell’hotel, un tema diverso dalle concessioni. “Un conto sono le spiagge e un conto quelle legate alle attività commerciali che già esistono su un suolo privato dove sorge l’albergo. L’Europa vuole le gare e ha già detto che le proroghe non possono andare oltre. Ma per le spiagge legate all’albergo è un discorso diverso da quello che può accadere in Veneto o in Romagna”.

I grandi eventi

Sui grandi eventi e sul ritorno economico sul territorio, Bocca si è espresso positivamente. “Turismo e sport vanno a braccetto e servono a destagionalizzare. Occorrono le motivazioni per far venire le persone fuori stagione, lo sport è una spinta notevole e questo connubio va sostenuto. Oltre all’indotto che porta l’evento al momento, è stato dimostrato che anche in seguito quel territorio continua a beneficiarne. Lo abbiamo constatato in occasione della Ryder Cup, delle Atp Finals o – andando a un passato meno recente – al post Olimpiadi del 2006. Gli imminenti appuntamenti come il Giubileo 2025 o le Olimpiadi invernali del 2026 saranno un biglietto da visita importante per l’Italia, aldilà della valenza degli eventi, in un’ottica di prospettiva Paese”.

I segnali di preoccupazione

“Dopo anni di grande difficoltà il nostro settore ha imboccato la via di una ripresa significativa. Ma – ha commentato il manager – da non sottovalutare in primis lo scenario politico internazionale che potrebbe portare a risultati catastrofici. L’andamento economico in generale, e in particolare quello del nostro Paese, pur in sofferenza, rappresenta sempre la metà del giro d’affari del settore e non va sottovalutato. E’ comunque fondamentale abbracciare un modello di turismo sostenibile capace di rispettare l’integrità dei luoghi, siano essi città, monumenti, spiagge o montagne”.

Annarosa Toso

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