La Catalogna diversifica i flussi

Diversificazione, destagionalizzazione, distribuzione dei flussi su tutto il territorio. Sono gli obiettivi della Catalogna. Per realizzarli si fa leva su diversi aspetti, a partire dal Grand Tour. “E’ un itinerario circolare per scoprire in autonomia tutto il territorio catalano, che si può fare tutto l’anno”, spiega Marta Teixidor, direttrice Italia & Israel Catalan Tourist Board.

L’itinerario si sviluppa in senso orario da Barcellona. L’esperienza può essere vissuta in 13 giorni o modulata in 5 tappe. È flessibile, permette di fare diverse digressioni e punta a valorizzare i prodotti del territorio e la cultura locale. “Ognuno trova il suo grand tour, si possono anche aggiungere dei giorni. Ogni anno inseriamo delle esperienze. Stiamo lavorando a un grand tour gastronomico per creare le basi per offrire un prodotto trasversale su tutta la destinazione”.

La Catalogna investe sul turismo outdoor, tra cicloturismo, trekking e camping. “Il cicloturismo è un segmento consolidato per l’Italia, sono diversi anni che ci lavoriamo con grande riscontro”, commenta Teixidor. Un evento di richiamo per quest’anno sarà l’America’s Cup ad agosto a Barcellona. Un tassello importante nella mappa del turismo nautico, che offre l’opportunità “di aprirsi a un turismo alto spendente”.

Nel 2025 riflettori puntati sulla Catalogna quale Regione Mondiale della Gastronomia, “un prodotto trasversale con un’identità culturale forte che ci contraddistingue. Ci saranno numerose iniziative”. Nel 2026 ricorrono i 100 anni dalla morte di Gaudì e Barcellona è stata nominata Capitale mondiale dell’architettura. Due occasioni per un “focus sul turismo culturale”. Nel primo trimestre del 2024 l’Italia è il secondo mercato internazionale per arrivi con la spesa media per persona cresciuta del 7%. Funziona bene la destagionalizzazione, il 36% degli italiani va in alta stagione, il 64% non in questo periodo. 

Stefania Vicini

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