Chatbot, i nuovi compagni del business traveller

I chatbot con intelligenza artificiale si stanno affermando come supporti importanti per chi viaggia per lavoro. In uno studio intitolato Chefsache Business Travel, condotto per conto del Deutsche Reiseverband, è emerso che la stragrande maggioranza dei viaggiatori d’affari è aperta all’idea di utilizzare chatbot basati sull’Ia durante i loro viaggi. Un significativo 25% dei business traveller sta già utilizzando questi ausili tecnologici per gestire situazioni inaspettate, come ad esempio suggerire soluzioni di viaggio alternative in caso di perturbazioni.

Pochi gli scettici

Sebbene gli strumenti intelligenti non possano ancora sostituire un consulente umano nella gestione dei viaggi d’affari, possono fornire un supporto efficace in molte aree. Solo il 3% dei viaggiatori d’affari intervistati rifiuta l’uso dell’intelligenza artificiale nella consulenza di viaggio mentre un altro 10% vede il chatbot come un semplice complemento. Tuttavia, uno su tre ritiene che i chatbot e simili siano equivalenti alla consulenza di un umano, e il 29% preferisce addirittura la tecnologia. Le persone sotto i 40 anni (36%) e le donne (37%) sono più propense della media a preferire lo strumento dell’intelligenza artificiale.

Fiducia nella tecnologia

I viaggiatori d’affari si fidano già dei chatbot AI per svolgere numerose attività. Il primo e più importante è mostrare alternative di viaggio in caso di eventi imprevisti come scioperi, tempeste o cancellazioni. Il 51% immagina, infatti, di utilizzare i suggerimenti del chatbot in questi casi. Il 48% utilizza la tecnologia per svolgere attività amministrative, come la richiesta di copie di fatture. Quasi altrettanti (46%) si affidano alla selezione di voli e hotel adatti supportata dall’intelligenza artificiale. Più di uno su tre affiderebbe a un chatbot anche la creazione di offerte di viaggio o di nuove prenotazioni.

Il fattore tempo

Secondo i business traveller, il principale vantaggio della tecnologia è la sua velocità. Più di uno su due cita la pianificazione efficiente dei viaggi, gli aggiornamenti in tempo reale sui ritardi dei voli e la disponibilità 24 ore su 24 come gli argomenti più importanti a favore dei chatbot.

In un mondo lavorativo – e non solo –  in rapida evoluzione, i viaggiatori non vogliono attendere a lungo il feedback delle piattaforme di prenotazione e vogliono essere informati immediatamente di cambiamenti di gate o rinvii. Il 43% confida infatti in un supporto immediato in caso di problemi come la cancellazione di voli o treni.

Capacità di elaborazione

Se la consulenza personale con l’esperienza e l’empatia di un agente di viaggi o Tmc rimane un elemento importante nella gestione dei viaggi, l’intelligenza artificiale è imbattibile quando si tratta di reazioni ad hoc in situazioni imprevedibili o di analizzare enormi quantità di dati. Gli avvisi di viaggio e meteo, così come i ritardi dei voli, vengono inviati direttamente agli smartphone dei viaggiatori d’affari tramite notifiche push, rendendo più facile e seamless la trasferta.

Ma la velocità non è l’unico argomento. Molti viaggiatori d’affari si affidano anche all’intelligenza artificiale per ricavare informazioni significative profilate. Per il 45%, il vantaggio consiste nella possibilità di trarre raccomandazioni personalizzate dall’analisi dei viaggi e delle preferenze passate. Il 40% si affida all’intelligenza artificiale per ottimizzare gli itinerari di viaggio e risparmiare così tempo e denaro.

Anche in agenzia

I vantaggi dell’Ia non sono evidenti solo nelviaggio. Le agenzie di Bt e le Tmc stanno già utilizzando con successo la tecnologia per valutare grandi quantità di dati, armonizzare, controllare e confrontare i dati e gestire in modo intelligente i flussi di comunicazione via telefono, e-mail o chat. Tutto questo rende i processi di prenotazione per i viaggiatori d’affari più veloci e migliori. L’intelligenza artificiale è già parte integrante della raccolta dati, ad esempio per la contabilità delle spese di viaggio.

L’ombra della cybercriminalità

Nonostante i numerosi punti a favore, permane comunque un’ombra di non poco conto: il 48% degli intervistati teme problemi tecnici o di connessione e circa il 45% esprime preoccupazioni sulla protezione dei dati e sulla possibile manipolazione di questi da parte di criminali informatici.

 

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