Giordania, viaggio nella meraviglia

Dune, monumenti, souk e persone, mare e profumi. E la sabbia del deserto che, dall’incedere dell’alba al tramonto inoltrato, si riveste di tutta la palette del rosa. Il Regno Hascemita di Abd Allah II di Giordania si radica negli occhi e nel cuore, un viaggio (o più di uno, la destinazione ha così tanto da offrire che sono molti i repeater) che non può mancare tra chi ricerca alchimie mediterranee. 

Visitare la Giordania con i capi area del sales team di Boscolo Tours ci ha consentito di guardare dentro l’organizzazione del tour operator padovano, “provando per voi” transportation, hotellerie e referenti locali, accoglienza, gastronomia, standard qualitativi e cura per i dettagli. 

Con Royal Jordanian 

Volando comodamente da Roma su Amman con Royal Jordanian, già dal primo pernottamento all’Ambassador Boutique Hotel, una delle strutture utilizzate dal t.o. per i gruppi, ci si sente accolti dall’innata ospitalità giordana.  

Nella capitale, l’incontro con il managing director del Jordan Tourism Board Abed Al-Razzaq Arabiyat consolida l’immagine del Paese. 

La Giordania è una destinazione sicura e accogliente per i turisti di tutto il mondo. Siamo un Paese pacifico, dove il turismo non si è mai fermato. Puntiamo a diversificare l’offerta investendo nello sviluppo di proposte capaci di intercettare diverse motivazioni di viaggio e soggiorni più lunghi”. 

Tranquillità quotidiana 

Inevitabile, per il viaggiatore, interrogarsi sullo stato di sicurezza del Paese – ha spiega Salvatore Sicuso, direttore commerciale di Boscolo Tours – ma è importante comprendere come la Giordania non sia mai stata toccata dal conflitto. La vita, com’è possibile constatare attraversando le città, da Amman a Madaba, le mete balneari e i siti archeologici continua a svolgersi normalmente tanto per i residenti quanto per i visitatori, con turisti che la percorrono in tutte le direzioni”. 

Il tour, corredato dalla competenza, il perfetto italiano e l’affabilità di Sufian Khader della dmc Dakkak, scelta da Boscolo per i servizi sul posto, prende il via dal sito archeologico della Cittadella di Amman. Crocevia dal Neolitico, greci, romani e, dal VII secolo, musulmani, hanno lasciato qui tracce della loro presenza. Interessanti i monumentali reperti che costituiscono il percorso quanto quelli minuti custoditi nel museo e la vista sulla città, amalgama di antico e moderno in una fusione incredibilmente ben riuscita. Per averne un assaggio, letteralmente, la visita al souk è un’esperienza caleidoscopica tra  street food, frutti, verdure, spezie, dolci, pane profumatissimo. 

Spiritualità condivisa 

Madaba offre ai visitatori la suggestiva austerità della chiesa bizantina dedicata a San Giorgio con il grande mosaico del VI secolo che rappresenta la Terra Santa, con Gerusalemme al centro. I dettagli includono edifici, città e persino la flora e la fauna della regione e doveva servire ai pellegrini a orientarsi.  

Il vicino Monte Nebo, con il monastero francescano, è un inno alla spiritualità e alla pace, punto di contatto tra cattolici ed ebrei. Da qui, infatti, secondo il Deuteronomio, Mosè getta il primo sguardo sulla Terra Promessa e vi muore. Luogo sacro per i primi cristiani, ha ospitato fin dal IV secolo una chiesa che, con gli ampliamenti nei due secoli successivi, è oggi una magnifica basilica adornata da mosaici bizantini. 

Il Paese islamico è assolutamente integrato con la minoranza cristiana (circa il 5%, e che come tale ha un rappresentante in Parlamento). 

Il Tesoro di Petra 

Per prepararci alla visita a Petra, l’operatore ha scelto, l’accoglienza del P Quattro Relax Hotel, comodo e confortevole. Da qui sono sufficienti pochi minuti di minivan per raggiungere l’ingresso. Gioiello di inestimabile valore, scolpita nella roccia ed eletta una delle Sette Meraviglie del mondo moderno, Petra e il suo Tesoro appaiono come un miraggio alla fine del lungo e stretto canyon – il siq, che si percorre a piedi per circa tre chilometri – dalle mille sfumature rosse. L’impatto supera ogni aspettativa. Anche per chi ha visto Indiana Jones. L’immenso complesso storico-architettonico si sviluppa su 25 chilometri quadrati, intersecati da sentieri in cui ogni pietra è un monumento. 

La giornata vola, come la notte nell’Old Village Resort, tra camere dall’appeal moresco e tappeti, sontuoso buffet e piccola piscina indoor. 

Verso il deserto 

Prima di procedere verso il Wadi Rum, ecco Piccola Petra, luogo di sosta carovaniero dalla penisola arabica. Tutto, qui, trattiene il visitatore, ma il deserto chiama. Alle porte del Wadi al Qamar, la Valle della luna, ci aspettano per pranzo al Sun City Camp, tra bubble room marziane. A bordo dei fuoristrada, sabbia, rocce e dune alterano la percezione di tempo e spazio. Sul limitare della Valle del Silenzio, un guizzo davanti a noi: è il fennec, la volpe del deserto. Non si fa in tempo a scattare, ma la sua immagine incide il ricordo per sempre. 

L’Imagination Luxury Camp si raggiunge a dorso di dromedario per il sunset cocktail. Suhaib Shamaseen, proprietario del campo, accoglie gli ospiti con i suoi racconti e le sue fotografie, capaci di racchiudere l’anima del luogo. La struttura, in un’ampia gola, abbina straordinaria bellezza a raffinate soluzioni abitative. Siamo fortunati: sulle tende, nella notte, brilla una enorme luna piena. La stessa di Lawrence d’Arabia. 

Mar Morto 

Ultima tappa, il Mar Morto, specchio d’acqua interno alimentato dal fiume Giordano che occupa la una profonda depressione, oltre 420 metri sotto il livello del mare. Il Crown Plaza Jordan Dead Sea Resort & Spa è il trampolino di lancio verso salutari fanghi e bagno, con molto galleggiamento, nelle acque più salate al mondo. 

Paola Olivari

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