Il turismo congressuale cresce a doppia cifra

La decima edizione dello studio di settore che monitora annualmente l’andamento del comparto congressuale è stata presentata oggi a Roma in casa Enit.

I dati dello studio

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi nel 2023 in Italia sono stati realizzati 340.057 eventi con un aumento a doppia cifra pari al +12% rispetto all’anno precedente. “Il Mice gode di buona salute ed è in questo trend che si inserisce una fase di profondo cambiamento della meeting industry – ha commentato la presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile – . Eventi e Congressi hanno oggi una qualità sempre più elevata e richiedono, quindi sedi avanzate dal punto di vista dei servizi e delle tecnologie, personale formato e costantemente aggiornato. Parallelamente, i grandi flussi turistici e il conseguente aumento del tasso di occupazione alberghiera nelle destinazioni storicamente a vocazione Mice, sta spingendo gli organizzatori a scegliere per gli eventi e congressi anche sedi fuori dai circuiti più consolidati, favorendo così non solo la destagionalizzazione ma anche la delocalizzazione del turismo”.

Il punto di vista di Enit

La presidente dell’Enit Alessandra Priante, dopo i ringraziamenti di rito a tutti gli intervenuti, ha sottolineato che il turismo congressuale è il volano per l’economia di un paese e che l’industria dei congressi è in grado di destagionalizzare. “I buoni dati aiutano le buone decisioni. Quanto emerso dalla ricerca consente agli operatori del settore e agli imprenditori di lavorare con gli strumenti giusti per poi prendere delle decisioni importanti e essenziali. Siamo molto contenti di essere accanto all’Oice e di aver iniziato questo percorso importante sull’impatto economico ed occupazionale. Importante quindi il turismo business che è un volano assolutamente fondamentale per lo sviluppo economico di un paese. L’industria dei congressi è la più completa che esiste, la parte business è quella che consente di creare più occupazione.
E’ un tema mondiale ed è bene ricordare che durante la pandemia abbiamo perso il 65% della forza lavoro del settore turismo. Oggi la domanda nel settore è importante, soprattutto per personale qualificato”.

Roma e il mondo

Alessandro Onorato, assessore grande eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale, dopo aver ricordato tutti i no e l’immobilismo perenne della precedente amministrazione che hanno penalizzato la città, ha ricordato che Roma sta vivendo una stagione record. “Noi romani abbiamo una tendenza a penalizzarci ma i nostri risultati sono superiori alle città del Nord. Noi crediamo sinceramente nella collaborazione tra pubblico e privato e anche nel lavoro comune con le istituzioni, facendo sistema insieme, senza tralasciare il fatto che abbiamo vedute diverse. Roma è una città stato e i nostri competitor all’estero sono anch’essi città stato come Parigi o Londra”.

La maggior parte dei congressi e degli eventi, il 59%, si è svolta al Nord, il 24,7% al centro, il 10,2 al Sud e il 6,11% nelle isole.

Annarosa Toso

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