Come sarà l’estate 2024? “Tensioni geo-politiche, conflitti in continua espansione sul territorio medio-orientale, situazione economica fluida, tassi di interesse che resistono verso l’alto, il minimo storico raggiunto lo scorso anno per quanto riguarda il risparmio degli italiani1, sono tutte ragioni che farebbero pensare ad una fase di inversione di tendenza rispetto all’andamento positivo – in termini di presenze – delle ultime estati. Tuttavia, questa sarebbe una lettura troppo facile – fa presente Jfc nel suo Osservatorio sul mare Italia -, perché in realtà oltre la conoscenza e l’intuizione sensibile, oltre le situazioni esogene che ricadono sui viaggi e sul fare vacanza, vi è un insieme complesso di valutazioni da compiere per addivenire ad una previsione attendibile e, per quanto possibile, scientificamente valida”.

I fattori condizionanti

“Non sarà neppure la buona performance riferita al Pil per l’anno in corso, segnalata dalla Commissione Europea, che indica una crescita dello 0,9% (inizialmente previsto allo 0,6%), né le positive previsioni sulla riduzione dell’inflazione che passerebbe dal 5,9% di media del 2023 all’1,3% per l’anno in corso (dati Bankitalia), né tanto meno i record manifestati dalle Borse globali ad essere strumenti condizionanti l’andamento della stagione balneare 2024 – afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc -. Certo, tutti questi fattori possono incidere sulla spinta emotiva che porta gli italiani a reagire positivamente e ad attivare quel processo internal, che si traduce nella spinta motivazionale di una ricerca di possibili offerte, di acquisire conoscenza sui luoghi di consumo della vacanza, del costo della medesima, ma poi, nel momento stesso in cui si passa oltre, all’approccio external, per chiudere il ciclo ed effettuare la prenotazione occorre sicurezza e tranquillità: da ciò la divaricazione esistente – di seguito esplicitata – tra le prenotazioni già effettuate con largo anticipo e quelle estremamente last minute. Con in mezzo – nel mese di maggio e la prima quindicina di giugno – un periodo di stasi ed attesa per gli operatori del settore ricettivo”.

Più attenzione alla destinazione

L’Osservatorio Jfc delle Destinazioni balneari italiane esamina e valuta tutte queste – e molte altre – situazioni condizionanti, ma soprattutto si basa su una molteplicità di rilevazioni effettuate a livello nazionale sull’intera filiera balneare.

“Ciò che emerge dalle varie rilevazioni lascia piuttosto perplessi – prosegue Feruzzi -: i nostri connazionali ridurranno sì le spese nel corso di quest’anno, ma solo per poter investire un po’ di più sulle vacanze e sui viaggi in generale; ma non per forza sulle vacanze balneari. Gli italiani faranno però molta più attenzione nella scelta della destinazione – più che della struttura – che dovrà essere in grado di garantire un impatto positivo, offrire opportunità interessanti, generare un’attesa entusiasmante e mantenere, al momento del rientro, un elevato e prolungato livello di benessere personale”.

Dove andranno gli italiani

Dove consumeranno le proprie vacanze estive i nostri connazionali? Dalla rilevazione a livello nazionale emerge “un incremento dei viaggi estivi degli italiani“, ma anche che l’aumento dei flussi turistici si riferisce “in prevalenza verso destinazioni balneari straniere, con Grecia, Spagna ed Albania a farla da padrone. E, al contrario, come in Italia le destinazioni balneari segneranno indicatori altalenanti sia tra le località degli stessi ambiti balneari come pure tra le varie settimane, rendendo ancora più complessa l’attività degli operatori della filiera”.

Agosto perde un po’ lo scettro

L’Osservatorio mette in luce il fatto che il mese di agosto “rischia di non essere più il classico mese delle vacanze degli italiani: troppo alti i prezzi, pienone solo dal 9 al 18 agosto e soggiorni sempre più brevi in questo mese, con una durata media che si riduce di ben 2,1 notti”.

Jfc sottolinea che anche quest’anno, l’avvio della stagione estiva parte accompagnato dal “solito refrain: ‘le previsioni estive sono positive’, ‘balzo del +2,5%’, ‘la crescita maggiore sarà registrata dalle strutture delle città e dei centri d’arte, seguite dall’offerta balneare’. In sostanza, sembra tutto facile. In realtà, l’approfondita analisi e la molteplicità di modelli ed ambiti di rilevazione – primi fra tutti i nostri stessi connazionali – fanno affermare all’Osservatorio Italiano Jfc delle Destinazioni Balneari che, purtroppo, non sarà una stagione così esaltante: si tratterà, anzi, di un’estate ad andamento lento. È vero, tuttavia, che gli italiani frequenteranno di più le località balneari rispetto allo scorso anno, ma non in Italia”.

I numeri dell’estate

Numeri alla mano, in sintesi, nell’estate 2024 le presenze turistiche nelle destinazioni balneari si riducono rispetto alla stagione estiva 2023, del -4,4% per quanto riguarda i nostri connazionali; riduzione quasi completamente ripianata dall’incremento di clientela estera. Cala, tuttavia, la concentrazione nel mese di agosto (quando i prezzi sono al massimo).

Inoltre i prezzi dell’intera filiera balneare italiana crescono sensibilmente, portando la vacanza balneare a costare il 7,9% in più rispetto allo scorso anno. Il fatturato rimane statico (+0,4%), non subisce le variazioni positive date dall’incremento dei prezzi, in quanto diminuiscono i servizi ancillari acquistati dagli ospiti, che fanno più attenzione alla propria spesa; decretando in tal modo una stagione che molti si aspettavano – o speravano potesse essere positiva –, ma che in realtà rimarrà sugli stessi livelli dello scorso anno.

C’è un fattore che lascia positivamente sorpresi, è la quota in aumento dei nostri connazionali che dichiara di voler consumare le vacanze balneari in un periodo non centrale della stagione, prediligendo soprattutto il mese di settembre rispetto a giugno. Ed anche ottobre genera molto interesse (se, ovviamente, le destinazioni balneari sono vive ed i servizi aperti). Si tratta di un target “di età non intermedia” – sottolinea l’Osservatorio.

L’impostazione metodologica seguita anche nel 2024 da Jfc per la realizzazione di questo studio è stata quanto più possibile disaggregata (per campi di indagine) e diffusa in ambito nazionale (per distribuzione molecolare sulle singole aree territoriali), perché solo in questa
maniera si ha la possibilità di creare un set di variabili capaci di fornire molteplici indicatori, poi declinati in varie sezioni.

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