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Le città che crescono (bene): la loro ricetta vincente

Cinque esempi virtuosi, di altrettanti Comuni italiani, che hanno fatto del turismo non solo una leva economica, ma anche un tassello fondamentale per la crescita dell’intero territorio. Se ne è parlato nel corso della sesta edizione dell’Hospitality Forum.

Milano, tra sport e giovani talenti

L’evoluzione della domanda segna il percorso di crescita di Milano percepita sempre più come destinazione scelta non solo dai viaggiatori business. “Il 68% delle presenze registrate in città appartiene al target leisure. -esordisce Martina Riva, assessore al turismo e allo sport del Comune di Milano– L’altro bacino fondamentale resta il Mice, abbiamo importanti convegni fino a 30mila partecipanti già pianificati fino al 2027 e il boost in questo comparto è stato dato sicuramente dalla costituzione di un Convention Bureau dedicato”. Le Olimpiadi invernali 2026 saranno un’altra importante vetrina e banco di prova e Milano non si farà trovare impreparata “basti pensare che negli ultimi due anni abbiamo ospitato più eventi sportivi che nei 15 precedenti. -aggiunge Riva- Oggi ci stiamo concentrando sull’attrazione di visitatori giovani ma soprattutto di studenti e talenti, supportandoli anche con un nuovo sportello che faciliti il loro insediamento in città agevolandoli nelle pratiche burocratiche. Infine sono sempre più convinta che le partnership tra pubblico e privato non possa che fare bene alle nostre città. Ad esempio abbiamo avviato una collaborazione con Visa e Mastercard per individuare al meglio il target di coloro che scelgono a Milano e su quali prodotti concentrano la loro spesa”.

Lo sprint di Roma

Trend positivo anche dalla Capitale, sempre più apprezzata non solo per il patrimonio storico e artistico ma anche perché ha saputo presentarsi come città al passo con i tempi. “Rispetto al passato stiamo recuperando a pieno ritmo sui grandi eventi anche sportivi. -spiega Alessandro Onorato, assessore al turismo, sport ed eventi di Roma Capitale– Se nel 2023 avevamo registrato oltre 50 milioni di presenze, oggi abbiamo già superato dell’8% questa cifra, +10% invece per quanto riguarda il tasso di occupazione. Cresce anche il prezzo medio delle camere, tutti fattori che contribuiscono con ricadute positive sull’economia di tutta la città. Non solo, Roma sta attirando grandi investimenti alberghieri: entro i prossimi due anni e mezzo conteremo il 30% in più di camere in strutture extra lusso rispetto a Milano. Bene anche il turismo congressuale con un balzo in avanti dal 14° al 10° posto nella classifica stilata da Icca, aumentata anche la permanenza media in città che passa da 2.3 a 3.9 giorni”.

Il reset di Venezia

È stato invece necessario un “reset” nella strategia di tutela e crescita mirata di Venezia. “Le città italiane si affermano sempre più come driver nel comparto turistico, ma questa rilevanza non sempre è stata accompagnata da un potere decisionale delle medesime. -dichiara Simone Venturini, assessore al turismo del Comune di Venezia– Dal 2016 abbiamo iniziato a lavorarci su, invertendo anche la rotta che stava facendo percepire la nostra città come meta cheap di un turismo di massa mordi e fuggi. Oggi, ad esempio, possiamo scegliere la destinazione d’uso dei nostri palazzi storici decidendo cosa aprirà. Così facendo si è scatenata una vera e propria corsa ad investire in strutture preesistenti innalzando il livello qualitativo dell’offerta. La Biennale e il Festival del cinema si riconfermano i nostri eventi di punta, ma stiamo lavorando su altri importanti progetti come il nuovo centro congressi al Lido di Venezia, territorio che verrà rilanciato anche come destinazione balneare, nuovi stadio e arena vicino all’aeroporto dove nel 2027 arriverà anche l’alta velocità”.

Costa Smeralda, non un’enclave di lusso

Dal 1962, anno in cui è stato fondato il Consorzio Costa Smeralda, la Sardegna ha proseguito la sua scalata tra le destinazioni di punta in Italia. “Il turismo balneare resta il nostro core business, ma ci stiamo impegnando affinché questo porti alla valorizzazione di tutto ciò che gli sta intorno. -afferma Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena– Per questo motivo abbiamo avviato collaborazioni con importanti stakeholder locali capaci di mettere in primo piano la nostra enogastronomia, storia e natura, tutti fattori che ci aiutano anche a destagionalizzare le presenze. Non vogliamo che la nostra costa si trasformi in un’enclave di lusso, ma vogliamo che la nostra offerta sia sempre più integrata con il territorio e con chi lo abita perché è questo che i turisti ci chiedono. È necessario un cambio di passo: abbiamo registrato 1.2 milioni di presenze e non è un numero compatibile con la delicatezza del territorio. Intanto proseguono gli investimenti di grandi brand internazionali sinonimo di una dinamicità del nostro mercato, e poi si sa la concorrenza stimola la qualità”.

Puglia, the place to be

È un Comune di 224 km² i cui 30 km di costa stanno facendo gola a colossi come Belmond, Four Seasons e altri. “Vogliamo essere un’amministrazione aperta al dialogo con tutte quelle realtà che vogliono investire qui supportando e tutelando la nostra economia e il nostro territorio. -conclude Angelo Pomes, sindaco di Ostuni– L’anno scorso abbiamo ospitato la sfilata di Dolce & Gabbana, pochi giorni fa il G7, questo è lo scenario di grandi eventi nel quale ci stiamo muovendo. Non solo, stiamo assistendo a un trend crescente di stranieri che decidono di venire a vivere qui, il che significa un’alta qualità di vita. Ora ci stiamo concentrando sullo sviluppo dei cammini, offerta che può continuare a crescere su più mercati e stagioni grazie anche alla vicinanza con gli aeroporti di Bari e Brindisi”.

Sveva Faldella 

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