Con il nuovo evento a firma About Hotel The Hotel Operator Conference (Thoc) – in programma il 25 settembre a Milano in partnership con Confindustria Alberghi e Federalberghi Lombardia e con la sponsorizzazione di Concreta, Sivis e Zucchetti -, si approfondisce il tema “Branded, Unbranded, White Label” attraverso l’analisi dell’impatto dei marchi sul settore.

Ne parliamo con Giorgio Bianchi, GBD – Global Business Development e partner The Hotel Operator Conference.

Ah: Come nasce l’idea di The Hotel Operator Conference?

“In Italia la percentuale branded nell’alberghiero copre il 6-7%, ovvero il 19-20% se si considerano le camere, e quindi è ancora un mercato che presenta ampi margini di penetrazione da parte delle catene. La Spagna, per fare un esempio tra le destinazioni competitor, è al 35%, altri Paesi hanno indici ancora più alti. Questo vuol dire elevate potenzialità e opportunità per i brand nazionali e internazionali. Per comprendere lo scenario e le opportunità partiremo da una fotografia della situazione attuale con Associazione italiana Confindustria alberghi, Federalberghi Lombardia, Intesa Sanpaolo e Pkf hospitality. La seconda delle quattro sessioni chiama al confronto i big five del mercato Accor, Bwh Hotels, Hilton Hotels & Resorts, Ihg Hotels & Resorts, Marriott per poi passare all’analisi dei differenti modelli Opco e Propco adottabili con Amapa Group, Garibaldi Hotels, Gdf Group, Hnh Hospitality Group, Inc Hotels, Panoram Hotels, Planetaria Hotels. L’ultima tavola rotonda della giornata è dedicata a una disamina dei vantaggi competitivi per gli investimenti immobiliari e vedrà sul palco Bluserena, Castello Sgr, Cdp e Th Resorts. Vogliamo analizzare con i protagonisti se aderire a un brand ripaga, e in che modo. Parliamo degli alberghi in generale ma, soprattutto, ci interessa in questo caso il segmento medio del mercato, cioè i 3/4 stelle, che rappresentano per l’Italia la quota più forte, l’80-85% del totale degli alberghi, non ancora presidiata appieno dai brand. È interessante inoltre capire quali siano i modelli di business più utilizzati in questo segmento: owned, lease, management contract o franchising”.

Ah: In Italia la quota branded di questo segmento potrebbe raggiungere in futuro percentuali importanti?

“Senza arrivare ai livelli della Francia, dove la componente brandizzata abbraccia anche l’economy, è un segmento scalabile. Milano, per esempio, è diventata un mercato leisure per oltre il 50%. E anche in destinazioni già vocate al leisure, il brand può essere penetrante, l’abbiamo visto sui laghi di Como e Garda, al mare in Puglia, Sicilia, Sardegna, e anche in montagna, dove Cortina, con i Giochi, detta la tendenza”.

Ah: A chi si rivolge Thoc?

“L’evento è dedicato ai gruppi alberghieri italiani e internazionali. Il focus è sugli operatori e sugli investitori. Soprattutto questo aspetto trova declinazioni importanti sia nel caso di affiliazione a un gruppo già esistente, penso a Th Resorts e Bluserena, dove l’investitore entra, acquisisce la parte immobiliare e lascia la gestione alla management company attraverso il brand acquisito, sia dell’ingresso sul mercato con un marchio proprio, il successivo sviluppo di una catena brandizzando i diversi prodotti e, in seguito, l’eventuale affiliazione a marchi internazionali già esistenti per una maggiore presa sul mercato. Le scelte attuabili tra Opco e Propco saranno un altro argomento interessante della giornata. Separando le due entità, investitori come Castello Sgr, Cdp, Generali possono ottenere una maggiore flessibilità e benefici fiscali. La struttura Opco prevede la separazione della componente immobiliare dalla gestione e grazie a questa può beneficiare di maggiori risorse economiche per lo sviluppo”.

Ah: E chi non fosse interessato a entrare in un brand?

“L’altro contenuto forte del convegno è il tema white label, cioè operatori che decidono di non dotarsi di un proprio brand. L’incontro mette a confronto chi sviluppa il proprio e chi invece lavora con l’affiliazione a uno o più brand internazionali. Pensiamo a una catena formata da due o tre alberghi all’interno di una stessa destinazione città, Milano, Roma, Venezia, dove è più facile svilupparsi. Nel momento in cui si comincia a essere presenti in maniera più capillare sul territorio, con prodotti differenti e interessando più mercati, serve un management strutturato”.

Ah: Il segmento medio necessita di una gestione dedicata?
“È indubbio. La clientela è differente e il marketing richiede, oggi più che mai, estrema profilazione e personalizzazione”.

The Hotel Operator Conference – Branded, Unbranded, White Label è ospitato dal gruppo Best Western. 

PO

 

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