Resta di grande attualità in Spagna il tema della registrazione delle prenotazioni, che obbliga realtà ricettive, autonoleggi e agenzie di viaggi a comunicare i dati di prenotazione dei propri clienti.

La richiesta di Acave e Unav

Acave, l’Associazione delle agenzie di viaggi specializzate, e Unav, l’Unione nazionale delle agenzie di viaggi, intervengono in merito. A loro dire, secondo quanto riporta Hosteltur, l’ordinanza ministeriale presentata il 30 dicembre scorso, che regola la registrazione delle prenotazioni, “continua a fare orecchie da mercante alle richieste settoriali”, tra cui quella di escludere le agenzie di viaggi dalla sua applicazione.

Il decreto ora è in fase di udienza e informazione pubblica fino al 21 gennaio. Nel caso in cui il ministero dell’Interno non modifichi il suo approccio nei confronti delle agenzie di viaggi, Acave e Unav impugneranno l’ordinanza ministeriale davanti ai tribunali spagnoli, come annunciato in un comunicato congiunto. Inoltre, non escludono il ricorso alle istituzioni dell’Unione europea.

Gli uffici legali di entrambe le associazioni stanno già lavorando con uno studio legale specializzato. Per Acave e Unav l’ordinanza ministeriale “va ben oltre ciò che dovrebbe regolamentare uno standard, ampliando gli obblighi delle agenzie di viaggi. Un aspetto per il quale non possiamo che rammaricarci”, sostengono i presidenti di Acave e Unav, Jordi Martí e José Luis Méndez, in un comunicato congiunto.

I problemi operativi

La norma è in vigore dal 2 dicembre. Acave e Unav fanno sapere che non mancano i problemi operativi legati alla sua introduzione. Entrambe le associazioni ricordano infatti che in Spagna la maggior parte delle agenzie è rappresentata da pmi e da micro-pmi con un personale molto ridotto, pertanto gli sforzi in più a livello operativo, per comunicare i dati dei propri clienti, richiedono un investimento economico fuori dalla portata di molte di queste aziende. Potrebbe, quindi, essere necessario estendere l’orario di lavoro per ottemperare al nuovo obbligo o assumere professionisti dedicati esclusivamente a questa funzione.

Gli effetti sulle prenotazioni

Le due associazioni temono anche “un grave impatto commerciale”, in quanto i “mercati internazionali mostrano la loro preoccupazione per l’elevato volume di dati personali che il ministero degli Interni richiede, così come per il trattamento che verrà fatto degli stessi”.

Non escludono che, tra le possibili conseguenze legate all’introduzione della norma, le prenotazioni possano essere deviate verso altre mete, “con il conseguente indebolimento della Spagna come destinazione e con un particolare impatto sul turismo degli eventi”.

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