L’autunno ha segnato il successo di due eventi ideati da Guida Viaggi I AboutHotel in collaborazione con Giorgio Bianchi, global business development.

All’interno del palinsesto di Bto, la Stazione Leopolda di Firenze ha ospitato la terza edizione di Hospitality Project Investment in Tuscany con il suo focus sugli investimenti immobiliari, i progetti di riqualificazione pubblici e privati, le strategie di sviluppo dei brand internazionali The Palace Company, BWH Hotels, Meliá Hotels International e il walking tour cittadino.

Dopo l’intervento di Filippo Giabbani, executive director di Invest in Tuscany, dedicato alle opportunità legate a bandi, strumenti di finanziamento e innovazione, Gabriele Fiumara, senior real estate consultant Hospitality & Operation di World Capital Group, ha spiegato come la Toscana confermi “la sua vocazione turistica con oltre 75.000 camere distribuite in quasi 2.400 strutture. Dal 2018 l’offerta a 4 e 5 stelle è cresciuta del 33%. Il 65% delle strutture ricettive si concentra tra Firenze, i comuni a vocazione storica, culturale e paesaggistica, e le località marittime. In queste aree la crescita rispetto al 2018 ha superato la media regionale, registrando un incremento superiore al 70%”.

Secondo Andrea Delfini, founder & ceo di Blastness, “i dati evidenziano una crescita costante e molto significativa del RevPar, dal valore pre-pandemia di 129 euro ai 209 euro attuali. Il risultato complessivo è un aumento del 62% nell’arco di sette anni, segno della forte ripresa della domanda e dell’ottimizzazione della redditività nella regione. Nel lusso l’incremento è ancora più alto, spiegando lo spostamento verso categorie superiori”.

Il nuovo ruolo del f&b

Thoc Milano ha posto l’accento sulla trasformazione in atto nella ristorazione alberghiera, oggi innovativa leva competitiva e narrativa dell’hotel. La mattinata di lavori ne ha ribadito l’asset strategico per reputazione, fidelizzazione e competitività.

L’analisi di Giorgio Bianchi su dati Federalberghi e Confindustria Alberghi confermano “il peso crescente del segmento, che incide fino al 30% sul fatturato dell’hotel. Crescono l’apertura al pubblico esterno, i format fine e casual dining e la presenza di ristoranti stellati in struttura”.

I manager di Planetaria Hotels, BWH Hotels, Zacchera Hotels e Minor Hotels hanno dibattuto sull’utilizzo del food & beverage come laboratorio creativo e strumento di posizionamento, tra concept flessibili e collaborazioni con chef di fama per costruire esperienze coerenti con l’identità del brand.

Il confronto tra gestione interna ed esternalizzata con Soul-K, Fedegroup ed Elior Italia ha evidenziato l’assenza di un modello unico vincente. La gestione diretta garantisce controllo, ma richiede investimenti e competenze, mentre l’outsourcing offre scalabilità e performance. La chiave, condivisa da tutti, è la co-progettazione tra hotel e partner f&b. Il contributo de Il Prisma ha ricordato il ruolo decisivo di design e progettazione.

Andrea Baccuini, destination & tourism advisor, founder e ceo 5 Club, ha richiamato la necessità di una “governance più visionaria e di un cambio di mindset. Il turista tradizionale ha lasciato spazio al “turinsta”, critico e guidato dai contenuti”.

“La montagna, come esempio – ha spiegato – evolve verso ecosistemi narrativi e multisensoriali. L’hospitality contemporanea richiede entertainment continuo, nuove professionalità e pricing basato sulle emozioni generate. Il valore nasce dal racconto, non solo dal prodotto”.

Paola Olivari

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