Il turismo organizzato si riconferma un pilastro fondamentale di questa economia, a patto che riesca a trasferire ai consumatori i suoi valori di filiera. Ne è convinto Pier Ezhaya, rieletto per il terzo mandato alla presidenza di Astoi Confindustria Viaggi. 

 

Gv: Presidente Ezhaya, che bilancio trae a conclusione del 2025 e quali insegnamenti restano e detteranno le mosse per il 2026 e oltre? 

“Concludiamo il 2025 con grande soddisfazione perché è il terzo anno di fila, dopo la pandemia, in cui il turismo organizzato riesce a chiudere l’esercizio con il segno più. Ovviamente non tutto ha brillato allo stesso modo; vi sono state mete più positive ed altre che hanno risentito di tensioni geopolitiche o anche di una sorta di refrattarietà da parte dei consumatori di visitarle come ad esempio gli Stati Uniti dopo l’insediamento della nuova amministrazione. Ciò che abbiamo imparato da questo anno e che il turismo organizzato si riconferma un pilastro fondamentale del turismo a patto che riesca a trasferire ai consumatori i suoi valori di filiera e di capacità di garantire e tutelare un bene prezioso come quello della vacanza”. 

 

Gv: Si dibatte molto sul fatto che prezzi in aumento e forte competizione rischino di allontanare il ceto medio: cosa sta facendo il turismo organizzato per trattenerlo e conquistarlo? 

“È un tema che sicuramente riguarda anche il turismo, ma non solo il turismo. Vi sono molti segmenti economici che sono stati interessati da rincari elevati, lo vediamo noi stessi nella vita di tutti i giorni, e questo è certamente un problema per i ceti meno abbienti. Tuttavia, il turismo ha il vantaggio di offrire ampie possibilità di scelta e quindi i consumatori possono optare tra una gamma di prodotti molto vasta per poter trovare l’offerta più aderente alle proprie possibilità. Vi sono poi altri elementi determinanti per il contenimento dei prezzi, come scegliere strutture magari meno lussuose o accorciare lievemente la durata della vacanza ma, più di tutto, incide sui prezzi medi dei pacchetti la stagionalità. Su questo l’Italia deve fare ancora dei passi avanti perché ci si lamenta molto dei prezzi elevati, ma alla fine il picco di concentrazione del mese di agosto rimane un “unicum” rispetto a quanto avviene negli altri Paesi europei. Viaggiando nelle stagioni di spalla – che sono comunque molto positive dal punto di vista climatico – si può risparmiare fino a un 50% del valore della vacanza; quindi, riteniamo che con un po’ di flessibilità su mese di partenza destinazione, tipologia di albergo o durata della vacanza, si possa trovare un compromesso tra l’inevitabile effetto dell’inflazione e la possibilità di fare un viaggio”. 

 

Gv: Quali iniziative state adottando per rafforzare il ruolo del tour operating sul consumatore finale e rispetto alle istituzioni? 

“Bisogna inevitabilmente aumentare gli investimenti in comunicazione. Ciò di cui ha bisogno il turismo organizzato è di riuscire ad arrivare a più consumatori possibili per spiegare la differenza di valori e di garanzie che offre rispetto ad altri segmenti che magari puntano più sul prezzo, ma senza fornire le stesse garanzie. Il fatto di scegliere, ad esempio, una vacanza collaudata perché è stata prima sperimentata da professionisti e di avere tutte le garanzie del caso in un mondo in cui, purtroppo, gli avvenimenti negativi sono all’ordine del giorno è certamente un elemento distintivo a favore del turismo organizzato; va anche detto che i costi degli investimenti in pubblicità sono aumentati moltissimo, proprio perché è aumentata la possibilità di fare pubblicità su vari canali e su varie piattaforme; questo obbliga le organizzazioni che vogliono investire a dover mettere a budget somme importanti che solo qualche anno fa non erano necessarie. Resta inteso che noi dobbiamo continuare a raccontare i valori di questo comparto non solo quando succedono eventi negativi, ma anche come fruizione della vacanza nei momenti più tranquilli, trasferendo la conoscenza dei luoghi nei pacchetti di viaggio e facendo vivere ai clienti delle esperienze indimenticabili”. 

 

Gv: Quali sono le sue previsioni per il 2026 in termini di performance del turismo organizzato? 

“Per ora abbiamo solo i dati invernali e ci confermano che il trend rimane positivo e quindi questa onda lunga post Covid, che ha caratterizzato la domanda turistica, rimane largamente positiva; è anche vero che in inverno ci si rivolge ad un consumatore che solitamente fa la seconda vacanza e che quindi ha più possibilità di spesa. In estate si gioca una partita completamente diversa perché si va a competere con varie forme di vacanza e con una gamma di destinazioni molto più ampia, in particolare nel Mediterraneo e nel nostro stesso Paese. In ogni caso la percezione è che la vacanza abbia acquisito peso e scalato posizioni nel ranking delle priorità dei bisogni degli italiani e questo rimane un fatto estremamente positivo che non possiamo non salutare con grande entusiasmo”. 

Laura Dominici

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