Stanno per rientrati tutti i 600 italiani fermi nella località turistica di Sharm El-Sheik, in Egitto, a seguito della cancellazione di tre voli commerciali diretti a Milano a causa della sospensione del traffico aereo dalla Grecia per un guasto tecnico alle comunicazioni.
I voli per il rientro
L’Ambasciata d’Italia al Cairo, in raccordo con la Farnesina, si è attivata per assistere i connazionali impossibilitati a rientrare: la compagnia aerea Neos ha attivato un volo straordinario da Sharm a Milano Malpensa partito la notte scorsa. Un volo easyJet è stato organizzato per oggi 6 gennaio alle 19. Sempre easyJet (tra le compagnie costrette a cancellare i voli nei giorni scorsi) ha anche annunciato la disponibilità a far rientrare su Milano altri 40 passeggeri, tramite accoglienza su altri voli già programmati con transito a Londra. Neos ha infine confermato all’Ambasciata la disponibilità ad attivare un ulteriore volo straordinario, previsto in partenza questa notte alle 23.45, i cui biglietti saranno messi in vendita stamattina. A Sharm sono anche attesi due funzionari dell’Ambasciata al Cairo, inviati per gestire l’emergenza, assieme al consolato onorario. La squadra dell’Ambasciata sarà presente in aeroporto per assistere i connazionali e facilitarne le procedure di rientro.
I turisti bloccati a Socotra
Intanto ci sono quattrocento turisti, di cui un’ottantina di italiani, fermi a Socotra, l’isola dello Yemen indirettamente interessata dalle forti tensioni militari nella parte continentale del Paese. Unità di crisi del ministero degli Esteri e l’ambasciata a Riad sono in contatto con i tour operator. Si è profilato così un finale burrascoso delle vacanze nelle ‘Galapagos dell’Oceano Indiano‘. L’acuirsi del conflitto tra i separatisti sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti e le fazioni governative appoggiate da Riad ha infatti portato alla sospensione dei voli dall’aeroporto locale. E al momento non è dato sapere con certezza quando potranno rientrare. “Siamo qui in attesa”, spiega una turista italiana. Mentre aspettano che la situazione si sblocchi, gli italiani in vacanza sull’isola, considerata un paradiso di biodiversità e inserita nella lista dei patrimoni Unesco, restano negli hotel e campeggi in cui avevano alloggio. “Stiamo bene, ma la situazione non è confortevole e non abbiamo informazioni sul nostro rientro“, rassicura la donna via Whatsapp, chiedendo di non essere citata per nome.
Il lavoro della Farnesina
Nel frattempo, l’Unità di Crisi della Farnesina lavora con agenzie turistiche e l’Ambasciata a Riad per agevolare il rientro del gruppo, fa sapere il ministero degli Esteri. L’intero Yemen, comunque, è indicato dalle autorità italiane come area a rischio già da anni. In particolare, un avviso pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri il 31 ottobre 2025, ricorda infatti che recarsi nel Paese “è assolutamente sconsigliato”, così come viaggiare su tutto il territorio yemenita, “inclusa l’isola di Socotra”. Il grosso dei turisti arriva sull’isola proprio tramite gli Emirati Arabi Uniti. Fino a pochi giorni fa, la zona è rimasta al margine delle tensioni che si registrano nello Yemen continentale, dove a inizio dicembre i separatisti dello Stc, che fanno parte del governo nazionale, hanno preso il controllo di vasti territori nel sud, scatenando l’ira delle altre fazioni governative, sostenute dall’Arabia Saudita. Tra il 2014 e il 2022, lo Yemen è stato sconvolto da una guerra devastante tra una coalizione guidata da Riad e i ribelli houthi, sostenuti dall’Iran, con centinaia di migliaia di morti. Al conflitto aveva fatto seguito una fase di tregua.

















