Successi e grandi traiettorie per il turismo italiano nei prossimi anni. Il settore è in buona salute ma al tempo stesso deve saper prevenire possibili criticità, perché le condizioni positive proseguano negli anni a venire in maniera armonica, sostenibile, innovativa e competitiva.
Se ne è parlato ieri nel corso del convegno “Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro. Una giornata di confronto sulle strategie e sulle sfide del sistema turistico italiano” organizzato a Palazzo Madama su iniziativa di Gian Marco Centinaio, vicepresidente vicario Senato della Repubblica e responsabile del dipartimento turismo della Lega.
A salutare la platea della Sala Koch, è stata per prima il ministro Daniela Santanchè che ha subito espresso soddisfazione sui dati di chiusura dell’anno: “Il turismo italiano ha registrato nel 2025 una crescita del 3% – ha detto -, abbiamo superato la Francia, siamo pari alla Spagna e siamo la 2° nazione dopo gli Usa sul turismo congressuale, oltre ad essere riusciti ad allungare la permanenza media dei visitatori. Ciò che mi interessa di più però, è come stia crescendo la spesa, quanto cioè, i turisti in visita, lasciano sui nostri territori, perché non abbiamo bisogno di un turismo predatorio che genera solo fratture tra visitatori e località, ma di un turismo che possa portare valore aggiunto. Oggi la spesa turistica nel nostro Paese è aumentata del 7%, un dato che dimostra quanto le politiche e l’impegno degli imprenditori siano stati vincenti”.
Santanchè si è poi soffermata sulla necessità di conoscere più a fondo le esigenze e le caratteristiche del turista che sceglie l’Italia come meta del proprio viaggio, perché le esigenze sono cambiate e analizzare gli scenari con le stesse metriche del passato può condurre fuori strada: “Il turismo open air ad esempio – ha spiegato il ministro -, è cresciuto enormemente, con un grande lavoro fatto sui cammini, per i quali sono pronti ad essere investiti altri 2 mln di euro”.
Tra le priorità evidenziate, gli sforzi sulla formazione, tema che ha visto anche l’intervento del ministro dell’istruzione e del merito Valditara che ha parlato della “costante attenzione verso la valorizzazione del territorio” tradotta, rispetto al suo campo di intervento, in azioni mirate alla “conoscenza dei territori e di tutto quello che ne caratterizza l’identità”.
La scommessa Olimpiadi
Secondo il vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini intervenuto ai lavori ribadendo la necessità di rintracciare soprattutto ciò che non funziona e che rischia di mettere l’Italia fuori competizione: “3 mld di persone nel mondo guarderanno l’Italia grazie alle Olimpiadi Milano-Cortina, ma il bello verrà dopo, perché abbiamo cercato di costruire un grande evento che possa lasciare una grande eredità. I giochi saranno un lascito di infrastrutture e sostenibilità” – ha dichiarato -. Oltre alle Olimpiadi però, c’è altro: “C’è il tema dei porti, quello degli aeroporti da ampliare, i 413 mln di investimenti fatti sulle ciclovie turistiche – ha affermato Salvini -, insomma, stiamo investendo come ministero 41 mld di Pnrr che dovremo rendicontare entro la fine di giugno. Purtroppo viviamo in un contesto (UE) che rischia di rallentarci piuttosto che fare da acceleratore”.
Temi caldi
La giornata ha visto il confronto della politica e degli imprenditori su numerosi temi da attenzionare, dall’intermodalità agli affitti brevi, dalla tassa di soggiorno alla necessità di valutare una legislazione del lavoro ad hoc per il comparto turistico, dall’Art.5 della Costituzione agli scenari geopolitici, prendendo in esame anche le dinamiche emergenti sul fronte incoming, outgoing ed investment, per cercare di rintracciare modelli da applicare per innalzare ancor di più l’attrattività dell’Italia.
Ospitalità fattore chiave per il successo
Nel 2025, dato degno di nota, gli investimenti nell’hospitality italiana sono arrivati a toccare i 2,5 mld di euro, con il 33% investito in resort. Cifre che testimoniano la volontà di adeguare il patrimonio alberghiero alle nuove aspettative dei mercati internazionali.
Le sfide del turismo organizzato
A parlare di turismo organizzato c’erano il presidente Astoi Pier Ezhaya e il presidente Fto Franco Gattinoni che prendendo per primo la parola nell’ambito del panel dedicato all’outgoing ha spiegato: “Anche se con le casse ancora un po’ vuote a causa dei sacrifici imposti dalla pandemia, il comparto è molto vivace e soprattutto ha visto emergere con forza l’importanza delle agenzie di viaggio che si pensava fossero destinate a scomparire. E’ accaduto, invece, esattamente il contrario. Una criticità – ha commentato ancora -, va sicuramente rintracciata nella difficoltà di fare squadra da parte degli attori della filiera, vettori in primis, che spesso a causa della mancanza di collaborazione con le agenzie minano la possibilità di creare valore aggiunto”.
“Il turismo organizzato è ormai un modello certificato che anche negli ultimi fatti di Sharm El Sheikh ha dato prova di professionalità – il commento del presidente Astoi Pier Ezhaya -. E’ finito il tempo di percepire le grandi piattaforme come nemiche, credo che ormai stiamo convivendo con un modello alternativo che dal mondo del tour operating e della distribuzione si è distanziato sempre di più. L’insidia che ora intravedo? – ha concluso Ezhaya – La concorrenza internazionale sulla contrattazione”.
Alessandra Tesan















