Un nuovo report di Google traccia la rotta dei prossimi 25 anni: il viaggio passerà da bene voluttuario a necessità imprescindibile. Il turismo del futuro non sarà solo più grande, sarà strutturalmente diverso. Questo cambiamento porterà all’ecosistema 4,2 trilioni di dollari in più di spesa e 1,9 miliardi di nuovi viaggi rispetto al 2025. Ma attenzione: volume non sarà sinonimo di valore. A lanciare l’avvertimento è Hany Abdelkawi, principale esperto di Google per l’innovazione nel travel, nel nuovo rapporto realizzato in collaborazione con la società di consulenza Álvarez & Marsal.

Il nuovo paradigma: il viaggio come necessità

La prima grande trasformazione è psicologica e sociale. La base globale dei viaggiatori passerà dal 50% al 70% della popolazione. Uno dei dati più dirompenti del report riguarda la geografia delle destinazioni. L’era del dominio incontrastato delle “cinque grandi” mete storiche sta per tramontare. La loro quota di mercato è destinata a contrarsi dal 26% al 18% entro il 2050, a favore di mercati emergenti e destinazioni oggi considerate secondarie. Questa frammentazione impone alle aziende un cambio radicale di strategia: i brand dovranno ampliare il proprio raggio d’azione e ottimizzare le campagne per intercettare una varietà di mete molto più vasta, poiché l’interesse dei viaggiatori sarà sempre più distribuito.

Asia-Pacifico vs Europa: la sfida del valore

Il report evidenzia un sorpasso storico: la regione Apac (Asia-Pacifico) supererà l’Europa per volume di turismo in uscita e spesa totale. Tuttavia, i viaggiatori europei manterranno il primato per la spesa media per singolo viaggio, grazie a un mix equilibrato tra corto raggio e una quota crescente di vacanze long-haul ad alto valore. In questo quadro, il turismo domestico rimarrà la spina dorsale dell’industria, rappresentando oltre il 90% dei viaggi totali. Per gli operatori, il mercato interno non sarà solo un generatore di volumi, ma un banco di prova fondamentale per costruire la fedeltà al brand: un servizio d’eccellenza a livello locale sarà il miglior biglietto da visita per assicurarsi i futuri viaggi internazionali dello stesso cliente.

L’era della Ia “agentica”

Gestire 3,5 miliardi di viaggi con i processi attuali è tecnicamente impossibile. La soluzione risiede nel passaggio dalla Ia generativa alla Ia Agentica, secondo l’analisi di Google. Non si tratterà più di semplici chatbot, ma di sistemi autonomi capaci di gestire l’intero viaggio. “L’Ia non sarà più solo un assistente, ma il gestore del viaggio – spiegano da Google -. In futuro, gli utenti concluderanno prenotazioni di voli e hotel direttamente in modalità Ia”. Per i brand, questo significa che la visibilità dipenderà dalla chiarezza e dalla qualità dei contenuti forniti agli algoritmi: solo chi offrirà informazioni precise e strutturate potrà emergere nelle risposte fornite dai sistemi intelligenti.

Nuovi target e il valore del tocco umano

Secondo Jorge Gilabert, managing director di Álvarez & Marsal, il mercato sarà dominato da due poli: i nativi digitali e un segmento “senior” ad alta capacità di spesa. Questi target richiederanno prodotti differenziati: soggiorni più lunghi, viaggi in solitaria e una forte spinta verso la creazione di comunità. “Sebbene L’Ia trasformerà i modelli operativi, il servizio personalizzato rimarrà il fattore differenziante chiave”, conclude Gilabert. In un settore fatto di persone che servono persone, la tecnologia dovrà automatizzare la logica per permettere agli operatori di scalare la magia dell’ospitalità. Le aziende che vinceranno la sfida del 2050 saranno quelle capaci di modernizzare oggi le proprie infrastrutture dati, garantendo che il proprio valore sia riconosciuto tanto dagli algoritmi quanto dai viaggiatori in carne e ossa.

Laura Dominici

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