In uno scenario geopolitico segnato da una fluidità estrema, fare previsioni sull’andamento dei viaggi d’affari per le prossime settimane è un esercizio che gli esperti del settore approcciano con massima cautela. Il sentiment che emerge dalle voci di due dei principali player del mercato italiano è concorde: l’attenzione verso l’evoluzione del conflitto è costante, ma la nebbia sull’immediato futuro resta fitta.
La linea della prudenza
Secondo Sandro Palumbo, responsabile business travel di Welcome Travel Group, la complessità nel prevedere una normalizzazione dei flussi di viaggio è oggi ai massimi livelli. “Pochi si spingono a formulare ipotesi sulla durata del conflitto o su un eventuale allargamento del fronte”, spiega Palumbo. Questa incertezza si traduce in una scelta operativa molto chiara da parte delle aziende: un approccio prudenziale che predilige la rinuncia rispetto alla sfida logistica. “La maggior parte delle società sta ricorrendo prevalentemente alle policy di cancellazione previste dai vettori – osserva Palumbo – mentre solo una quota limitata opta per la riprotezione. In questa fase si tende più a cancellare e rimborsare le trasferte piuttosto che riprogrammarle”.
Resilienza operativa e rischi per il comparto leisure
Nonostante la criticità del momento, il settore non si fa trovare impreparato. Fausto Portelli, chief operating officer Travel4Business di ACI blueteam, sottolinea come la filiera sia ormai abituata a gestire contesti emergenziali. “Realtà come la nostra hanno sviluppato negli anni una forte capacità di risposta – afferma Portelli – e siamo pienamente operativi nel supporto ai viaggiatori”. Tuttavia, il manager non nasconde le preoccupazioni per le conseguenze a lungo termine che un protrarsi dell’instabilità potrebbe generare sull’intera filiera del turismo. L’allarme di Portelli si estende infatti oltre i confini del business travel, toccando il segmento leisure: “Molti viaggiatori, per motivi di svago, possono percepire un maggiore senso di insicurezza e rinviare le vacanze. È una dinamica che rischia di produrre effetti anche nei prossimi mesi e che potrebbe riflettersi sulla stagione estiva, se la situazione non dovesse stabilizzarsi”.
L’auspicio di una soluzione diplomatica
Al di là delle logiche di mercato, resta l’aspetto umano e la speranza di un ritorno alla normalità. Entrambi i manager convergono sulla necessità di una risoluzione diplomatica rapida, capace di riportare stabilità in un’area geografica fondamentale per i collegamenti internazionali. “Il pensiero — conclude Portelli — va naturalmente anche alle persone che stanno vivendo direttamente il dramma di questi giorni”, ribadendo l’auspicio che il conflitto trovi una soluzione nel più breve tempo possibile, restituendo serenità ai popoli coinvolti e stabilità a un settore strategico per l’economia globale. L.D.














