L’alert è del primo marzo scorso, ma la situazione alle Maldive non si è ancora risolta. Sul sito di Viaggiare Sicuri si leggeva – e si legge tuttora – che “a causa della temporanea chiusura di alcuni aeroporti nel Golfo e delle cancellazioni dei voli, si invitano i connazionali diretti (dalle Maldive, ndr) in Italia a verificare lo stato del proprio volo, a mantenere stretto contatto con la compagnia aerea e/o agenzia di viaggi e – ove possibile- ad optare per soluzioni alternative con compagnie europee o con collegamenti aerei diretti verso l’Europa”. Come si legge su quotidiano.net “fra i tavoli dei resort qualche smanettone dell’internet proponeva già strategie cervellotiche (per rientrare alla propria residenza): Azerbaijan oppure Turchia. I voli diretti con l‘Europa sono già tutti esauriti. Altrimenti ci sarebbe un Male-Pechino-Milano intorno ai 4.000 euro. Ma bisogna far presto. Pochi posti ancora. Ci tranquillizzano le prime notizie dall’Italia. Ci saranno dei voli straordinari. Allora nessun problema: il nostro volo è fissato per l’8 ed è confermato. Ma le voci serpeggiano sempre più forti. Tutto chiuso. A qualunque prezzo”.

Il commento di alcuni turisti

Dall’articolo si evince che dalla app “italiani nel mondo” il 7 di marzo l’informazione è che per l’8 sarebbe stato organizzato un volo straordinario: “State pronti e con mille dollari in mano, a testa. Vi faremo sapere”. Il 7 alle quattro di notte viene emesso un nuovo comunicato: “Alle 11.00 vi daremo informazioni su di un nuovo volo per il 9 marzo. State pronti e con mille euro in mano. Vi faremo sapere”. In realtà era impossibile prenotare, perché i rari posti “erano riservati a bambini e fragili”.

Il commento di Tajani

E mentre alcuni turisti fanno sapere di essere in attesa di risposte da consolati, ambasciate, ministero, è lo stesso ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ieri ha affrontato la questione spiegando che “la situazione dei rimpatri dei cittadini italiani dal Medio Oriente migliora di ora in ora e non c’è più l’emergenza. L’unico punto ancora critico sono le Maldive. Ma lì non c’è la guerra, solo italiani che stanno cercando di rientrare. Ci sono voli di linea normali, ma i voli di linea che hanno ripreso non sono sufficienti a smaltire tutti coloro che vogliono rientrare in tempi rapidi. E’ stata rafforzata la nostra organizzazione a Malè, con l’arrivo di altri funzionari”.

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