La Gen Z è un segmento che cresce sul fronte dello shopping tax free. A porre l’attenzione sul tema è Denise Bolandrina, head of marketing Global Blue. Sulla base dei dati emersi dal Global Blue Insights 2026, il target registra incrementi a doppia cifra sia nel numero di shopper, con un+26%, sia nel valore degli acquisti, +19%.
Una crescita trasversale
Come sottolinea la manager il segmento cresce in tutte le nazionalità, anche in quelle che stanno crescendo meno, come nel caso della Cina. Infatti, lo shopper cinese in Italia vede, “come unico segmento in crescita, proprio quello della Gen Z, con un +45% in termini di shopper e un +24% in termini di spending”, osserva Bolandrina.
La Gen Z offre anche un’altra indicazione, che va in controtendenza rispetto a ciò che si è sempre detto, cioè che questo target ha la volontà di spendere nelle esperienze, “in realtà – osserva la manager – esperienze e shopping hanno uguale valore, 88% entrambi, contro un 81% per il wellness e un 31% per il luxury”. Un risultato che va interpretato alla luce del fatto che “oggi per questo segmento il prodotto in sè diventa l’esperienza stessa”.
In quali settori merceologici spende la Gen Z? “Ovunque – afferma la manager -. Non c’è un settore merceologico dove non desideri spendere”. Il +26% di shopper è favorevole a qualsiasi brand. L’attrattiva dei giovani per tutti i settori merceologici è significativa, sottolinea Global Blue, registrano infatti aumenti compresi tra i 15 e i 25 punti percentuali rispetto alle altre generazioni in ogni categoria. Quanto ai settori si notano picchi particolarmente elevati nell’orologeria e nel segmento della cosmetica e profumeria, entrambi con un aumento di spesa del +34%.
Il perché dell’acquisto
Quanto al motivo alla base dell’acquisto, qualità del prodotto e prezzi non sono fattori verso cui il target si mostra sensibile, semmai lo è verso “il potenziale di investimento del prodotto”. Il che vuol dire che la Gen Z è “molto esposta e interessata al second hand, in pratica l’idea di acquistare un prodotto che può rivendere, diventa un valore intrinseco al prodotto stesso”. La Gen Z vede nel prodotto “un valore che rende il brand non tanto riconoscibile, ma riconosciuto e se è riconosciuto e ha un potenziale di mercato allora vuol dire che è un brand interessante”.
Cosa ha valore per la Gen Z
Il target si lascia influenzare anche dal fatto che i brand siano “trendy a livello social“. La manager sottolinea che “non vale più la comunicazione top down, perché per la Gen Z non comunica alcun tipo di valore. Il valore passa attraverso il fatto che il prodotto sia riconosciuto. Il concetto di brand reputation non è più così importante, la Gen Z può mostrare interesse anche per brand che hanno una riconoscibilità a livello sociale”. Stiamo parlando di un target che si mostra interessato a un concetto di mega-brand, più diffusi e desiderabili o brand del lusso.
Tra i dati evidenziati emerge anche una crescente propensione alla mobilità. Il 24% degli shopper effettua acquisti in due o più città, di questi, il 71% preferisce itinerari multi-tappa all’interno di un unico Paese. Chi acquista in più città ha un profilo alto-spendente, con uno scontrino medio che supera i 2.300 euro, quasi il doppio rispetto a chi concentra lo shopping in una sola meta.
Stefania Vicini

















