C’è una Sicilia che si scopre lentamente, lontano dalle rotte più battute. Dove il viaggio diventa esperienza autentica e immersiva. È la Sicilia dei cammini, dei sentieri che attraversano montagne e coste, dei borghi silenziosi e dei paesaggi che mutano a ogni passo.
Qui il turismo si traduce in tempo ritrovato; quello del camminare, del pedalare e del fermarsi ad ascoltare. Un approccio sempre più richiesto sia dal mercato consumer che dal trade, alla ricerca di prodotti turistici sostenibili, esperienziali e destagionalizzati.
Parchi naturali e biodiversità: il valore strategico dell’offerta green
La Sicilia custodisce un patrimonio naturale di straordinario valore, con un sistema di aree protette che copre circa il 10% della superficie regionale. I quattro parchi naturali rappresentano asset fondamentali per lo sviluppo del turismo outdoor.
Tra questi spicca l’Etna, più grande vulcano attivo d’Europa e sito UNESCO, che supera i 3.000 metri di altitudine. Un ambiente unico dove convivono trekking, escursioni in funivia e jeep, e attività invernali, in un continuo contrasto tra lava, boschi e neve.
Accanto all’Etna, i parchi dei Nebrodi e delle Madonie offrono scenari di grande biodiversità, ideali per un turismo lento e sostenibile.
Oltre 5.000 km di itinerari a piedi
Sono oltre 5.000 i chilometri di cammini che attraversano l’isola, rete capillare che unisce territori e comunità. Tra gli itinerari più rilevanti per il turismo slow spiccano la Via dei Frati, il Cammino di San Giacomo e la Magna Via Francigena, veri e propri prodotti turistici strutturati.
Accanto a questi, itinerari tematici come la “Sicilia d’acqua” valorizzano canyon, fiumi e sorgenti dell’entroterra, ampliando l’offerta esperienziale.
Tra le tappe imperdibili anche il Parco Fluviale dell’Alcantara, noto per le spettacolari gole basaltiche e per un ecosistema unico, habitat di specie rare come il martin pescatore.
Di grande impatto inoltre la Necropoli di Pantalica, nel siracusano; sito UNESCO che unisce natura e archeologia, con oltre 5.000 tombe rupestri immerse in un paesaggio di canyon e acque cristalline.
Claudia Cabrini

















