Gli operatori stanno facendo la loro parte. Sono scesi in campo con campagne commerciali votate agli incentivi e alla flessibilità. Ci sono i “Summer Days” di Costa Crociere, i vantaggi per le agenzie a supporto della stagione estiva firmati da Gattinoni Travel, e poi l’iniziativa “Keep Calm & Travel” di Alpitour World, solo per citarne alcune. L’obiettivo è smuovere la domanda di vacanze estive nel fatidico mese di aprile, distratto dai ponti ma ancor più dal clima di instabilità geopolitica ed economica. Perché proprio su questi due ultimi punti si fissano dubbi e preoccupazioni dei potenziali viaggiatori. Gli agenti di viaggio interpellati da Guida Viaggi ne prendono atto e ringraziano gli autori delle incentivazioni per l’iniziativa e se da un lato riconoscono che qualcosa si sta muovendo, soprattutto in ottica di riconoscibilità, dall’altro puntano il dito sul terrorismo psicologico causato dalla stampa generalista, da fake news e dal timore di una futura possibile recessione che allontanerebbe i sogni di vacanza.
Una domanda in stand-by
Natalina Petrillo, cotitolare di Vado al Massimo Viaggi di Modena, non ci gira tanto attorno: “Il tema in questo momento è il pressing psicologico esercitato dai giornalisti della stampa generalista. Prendono e sbattono in prima pagina notizie che sono alle volte prive di fondamento, come quella di dire che le vacanze in Grecia sono in pericolo”. A sostegno della tesi si erge Cesare Foà, presidente di AdvUnite: “È inaccettabile che vengano diffuse notizie riguardanti tariffe aeree per destinazioni come Seychelles e Maldive a partire da 250 euro. Le verifiche effettuate dalle agenzie di viaggio sui portali professionali confermano che tali tariffe, alle condizioni pubblicizzate, semplicemente non esistono”. Secondo Petrillo c’è qualcosa di ancora più profondo che sta bloccando il mercato: “I clienti hanno paura di restare bloccati nella meta di vacanza per per assenza di carburante, oltre al timore sugli aumenti che peseranno sul loro quotidiano e che li inducono a non prenotare”. Sulle campagne promozionali dichiara: “Un po’ aiutano, ma manca la domanda” e riferisce di una loro iniziativa commerciale in occasione di una recente festa locale, che ha indotto l’agenzia ha scendere in piazza con un buono sconto per ravvivare i contatti con la gente: “Molti ci hanno detto che non è il momento di pensare alle vacanze. Purtroppo c’è un mood negativo che toglie la speranza. La gente si è messa in stand-by e sono stati anche congelati i preventivi già lavorati in precedenza”.
Il suggerimento sulle penali
Un tentativo secondo la titolare di Vado al Massimo Viaggi, si potrebbe fare sulle penali: “Si dovrebbero abbassare le penali sotto data, ma capisco che gli operatori dovrebbero ricevere garanzie in questo senso anche da parte dei loro fornitori e la via non è facilmente praticabile”, commenta. L’agenzia di Modena non resta comunque a guardare: “Stiamo uscendo con una comunicazione per alleggerire il clima e dire che non abbiamo paura della contingenza e – conclude Petrillo – condivido in pieno la posizione di un collega che ha scritto che ciò che conta non è dove vai, ma è con chi parti”.
Il riconoscimento del turismo organizzato
Emanuele Morsoletto, titolare de La Piroga Viaggi di Isola Vicentina, dice di essere abituato a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. “I clienti si fanno investire da mille fobie, ora l’ultima è quella del cherosene e magari decidono di non andare nemmeno in Croazia con l’auto propria per timore di restare senza benzina”. In questa fase, però, gli agenti di viaggio e tutto il turismo organizzato hanno dimostrato di mantenere fede ai contratti: “Anche persone che erano solite prenotare in totale autonomia, ora entrano in agenzia e si informano, chiedono preventivi. Dallo scorso anno, poi, abbiamo assistito all’incremento della fascia giovanile, magari dopo essere stata delusa dal web e da qualche piattaforma”. Sugli incentivi commerciali dichiara: “Un po’ di movimento c’è stato e l’ho detto anche ai produttori dei t.o. che pensavo andasse peggio. C’è poi da considerare il passaparola positivo di chi aveva prenotato per l’Egitto ed è partito, pur con qualche timore, per poi tornare completamente soddisfatto e dare un messaggio amplificato e positivo”. Non ha difficoltà ad ammettere che “i mesi dii gennaio e febbraio sono andati benissimo, poi a causa della guerra abbiamo avuto un mese di marzo negativo e ora siamo a -50% rispetto allo scorso anno, anche se nell’ultima settimana abbiamo riscontrato un po’ di vivacità pur se con qualche temporeggiamento”.
La domanda ricorrente: il volo parte?
Torna a parlare di terrorismo mediatico anche Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi Confesercenti. “La prima domanda che un cliente fa, sia che abbia prenotato o che debba ancora farlo è: Ma il volo parte?”. Rebecchi premette che le compagnie potranno anche fare delle riprogrammazioni, ma il carburante garantisce le partenze. E se la prima preoccupazione è quella degli operativi, la seconda riguarda, secondo il presidente, “la commistione inflattiva dei costi, perché il mondo del turismo organizzato ha introdotto la tassa sulla crisi mediorientale, che si aggiunge a quella già inclusa degli adeguamenti carburante e a tante altre voci di spesa che riguardano le tassazioni. Quindi – prosegue – da una parte c’è il terrorismo mediatico, che inibisce la richiesta, dall’altro l’effetto inflattivo ed entrambi stanno frenando la domanda classica e viviamo un clima di attesa”. A suo parere è una risposta corretta quella adottata dagli operatori, comunicando una maggiore flessibilità, ma dall’altra parte i clienti ritengono che non sia sufficiente lo sconto di qualche centinaio di euro per indurli a prenotare. Poi guarda avanti e commenta: “Sicuramente l’elasticità è un argomento da mantenere nel tempo. Il vero tema per le agenzie è la marginalità e laddove i pacchetti turistici sono già composti per un 20-30% da valori non commissionabili, si intuisce facilmente che la nostra redditività è a rischio”. Sulla numerica delle prenotazioni, Rebecchi ricorda che una ventina di giorni fa con il centro studi turistici di Firenze, parlavamo di un “-20% di vendite (800 agenzie certificate come base di indagine, ndr) e oggi il calo si è innalzato al -25-30%”.
Laura Dominici
















