“Difendiamo il Pil italiano, non siamo il welfare gratuito dei grandi vettori”, esordisce la recente nota di AdvUnite, che spiega come il turismo organizzato stia attraversando una crisi “senza precedenti che rischia di trasformarsi in un definitivo si salvi chi può”.

Mentre i grandi player e i vettori operano logiche puramente finanziarie – spiega l’associazione -, l’ultimo anello della catena del valore, cioè l’agenzia di viaggi, si ritrova a essere “il soggetto più esposto, più debole e paradossalmente l’unico a farsi carico, gratuitamente, dei disservizi altrui“.

Mercato paralizzato

Secondo AdvUnite, nonostante gli sforzi commerciali dei tour operator, il mercato è totalmente paralizzato. Al clima di incertezza geopolitica si sommano rincari folli dei prezzi aerei, e non solo, e l’inefficienza dei trasporti nazionali, come il recente caos sulla linea adriatica causato dalla frana in Molise. In questo scenario, le agenzie di viaggi diventano un call center gratuito per i grandi vettori. le agenzie assistono i clienti per cancellazioni e ritardi, sopperendo all’assenza di assistenza dei fornitori, mentre questi ultimi incassano immediatamente e rimborsano con tempistiche inaccettabili.

Abbiamo il caso di una compagnia aerea – prosegue la nota – che ha sospeso al momento i voli per l’Italia e, tramite il suo Gsa italiano, deve rimborsare ai nostri associati soltanto una cifra elevatissima. Il settore non chiede sussidi a pioggia, ma un sostegno economico mirato e strutturale. Le imprese vanno messe in condizione di restare sul mercato. Se lo Stato non interviene ora, rischiamo di consegnare l’intero comparto ai grandi gruppi esteri, con una gravissima perdita di Pil per l’Italia e un danno incalcolabile per i nostri consumatori, che perderebbero ogni forma di tutela e assistenza di prossimità.

Un fondo ministeriale

Per l’associazione, data “l’assenza di soluzioni sul mercato assicurativo privato – che sta ritirando le coperture proprio nel momento del bisogno, come dimostrato dalla sospensione di polizze chiave per le riprotezioni “- è indispensabile che il ministero intervenga con l’istituzione di un fondo di garanzia ministeriale dedicato alla copertura dei rischi di riprotezione. Un fondo obbligatorio anche per i vettori aerei.

Non si può ignorare che il turismo organizzato stia attraversando una crisi industriale a tutti gli effetti. Se lo Stato interviene per salvaguardare comparti come quello dell’acciaio, è doveroso che mostri la stessa attenzione per una filiera strategica che non può più sostenere da sola il peso di eventi sistemici. Non esistono crisi di serie A e di serie B.

Le richieste

“Chiediamo quindi – concludono gli operatori – l’istituzione del Fondo di emergenza per garantire i rischi di riprotezione che il mercato privato non copre più, la revisione della responsabilità nella filiera, una direttiva che renda tutti gli attori (compagnie aeree e vettori) responsabili dei danni causati, impedendo che l’intero onere ricada solo su chi organizza il viaggio e misure di respiro finanziario come il blocco dei contributi e strumenti per compensare i costi fissi non comprimibili durante questo stallo forzato. Non possiamo continuare a essere l’ammortizzatore sociale di un sistema che ci ignora. Che il ministero ci convochi: non è solo una questione di categoria, è una questione di sovranità economica del turismo italiano”.

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